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A forza di criminalizzare la "movida"

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Sarà, ma a me pare che a forza di criminalizzare la cosiddetta "movida" Roma stia diventando una città fantasma, nella quale è diventato praticamente impossibile mangiare un piatto di pasta dopo la mezzanotte o bersi una birra dopo le due: il che, se da un lato soddisfa la voglia di riposo degli ormai proverbiali "residenti" (by the way, quanti di loro sono là da sempre e quindi la "movida" se la sono ritrovata loro malgrado, e quanti invece sono consapevolmente andati ad abitare nelle zone più "in" del centro sapendo a cosa andavano incontro, e solo dopo hanno iniziato a blaterare che vogliono dormire?), dall'altro genera enormi problemi di sicurezza, giacché è noto a tutti che una strada vuota è più pericolosa di un'altra che è piena zeppa di gente.
Avanti di questo passo andrà a finire che Roma, la capitale di questo bizzarro paese, diventerà una specie di deserto, che dover andare da qualche parte la sera significherà ritrovarsi soli in balia dei delinquenti (gli unici che avranno qualche motivo ragionevole per uscire di casa), e che tutti dormiremo sonni beati in uno splendido silenzio che ricorderà assai da vicino quello di un grande cimitero.
A me, che pure alle "movide" non partecipo quasi mai, e che di notte ho bisogno di dormire come gli altri perché di giorno lavoro, pare una prospettiva agghiacciante.

Iniquo, offensivo, demagogico e inutile

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Di chi è la colpa se uno picchia il primo passante che gli capita a tiro, prende a sassate una vetrina o sbatte per terra la bottiglia che aveva in mano disseminando i vetri dappertutto? Delle tre o quattro birre che si è bevuto dopo le undici di sera o del fatto che si tratta di un delinquente?
No, perché io ne ho bevute, di birre, soprattutto nottetempo, ma l'idea di mettere a ferro e fuoco il posto in cui mi trovavo scatenando risse da film western non mi è mai passata neppure per l'anticamera del cervello: e come me la stragrande maggioranza delle persone che mi circondavano.
Ebbene, proibire la vendita di alcolici dopo un certo orario per evitare le bravate dei teppisti è al tempo stesso iniquo, offensivo, demagogico e inutile: iniquo, perché comprime le libertà individuali in un modo tanto massiccio e indifferenziato da risultare completamente incompatibile con lo stato di diritto; offensivo, perché mette migliaia di cittadini pacifici, che vogliono soltanto farsi un paio di bicchieri senza rompere l'anima a nessuno, sullo stesso piano di pochi facinorosi; demagogico, perché ha il solo scopo di dimostrare ai residenti che qualcosa si sta facendo, anche se a cosa serva quel qualcosa non è ben chiaro a nessuno; inutile, perché chi esce da casa con l'intenzione di andarsene in giro a fare danni lo farà comunque, e se gli piace provare l'ebbrezza della devastazione con un ettolitro di alcol in corpo quell'alcol se lo procurerà, in un modo o nell'altro.
Io, personalmente, non mi sento per niente rassicurato da istituzioni che pretendono di risolvere i problemi in questo modo: specie se continuo a subire divieti su divieti in ragione di nefandezze che non ho mai commesso.
Datevi una regolata, per favore, e tenete conto del fatto che per governare le cose bisogna prima capirle.
Dire di no a tutto è una risposta semplicistica di cui sarebbe capace chiunque.

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