Il nostro sistema per la raccolta differenziata, ne sono certa, è invidiato ovunque. E se così non fosse è solo perchè non è conosciuto. E' un sistema perfetto in cui, lungi da me criticare la differenziata in sè, una cosa assurda viene fatta passare per la normalità, e quando provi a dire che pagare delle aziende (per la gestione dei rifiuti) che ti addebitano pure la lavorazione della gestione della monnezza (che gli devi dare divisa, lavata, tagliata e pronta), da cui poi loro traggono un profitto non dovrebbe essere una cosa normale, ma che anzi, è anche un po' da stronzi, vieni guardato o come un pazzo, o come un genio. Senza parlare del piccolo particolare che la maggior parte della monnezza rimane "monnezza". Non riciclabile. Quella che poi ci intoppa le discariche e ci dobbiamo giocare a briscola in tavoli congiunti nel torneo Stato-Regioni. Ora, chiedo gentilmente, non sarebbe possibile fare in modo che la plastica, la carta, che vengono usate e messe in circolazione siano TUTTE FOTTUTAMENTE RICICLABILI? Possibile che a nessuno sia venuto in mente che se i bicchieri di plastica, ad esempio, fossero riciclabili, sarebbe una gran bella idea? Che l'incarto hitec del pane non serve se poi dobbiamo scomporlo in due parti, ammesso che siano entrambe riciclabili?
Comunque, di fatto, quella che il pusher dell'AMA (azienda che gestisce il "traffico sporco" a Roma) spaccia come un'evoluzione sociale e tecnologica, a me sembra una gran bella mossa per ecomettercelo nel posto del biocetriolo.
Ora "buttare la monnezza" evoca incubi. Apocalissi. Da diventare psicomaniaci. Da terapia dei 12 passi.
Innanzitutto la "monnezza intelliggente" introduce il "libretto di istruzioni". Anzi, 3.
Si chiamano: "Calendario e Vie della Nuova Raccolta Differenziata"; "guida per le famiglie" e "La raccolta differenziata degli scarti alimentari e organici". Il primo è un simpatico giochino creato dal campione mondiale di tris, il secondo è anche amichevolmente detto "labibbia" contiene le istruzioni per l'operazione "butta la monnezza" organizzate in un piano sinottico talmente elaborato che metterebbe a dura prova la pazienza di Giobbe e la capacità di Leibniz. Il terzo opuscolo è un monotematico alimentare/organico che sostanzialmente non serve a un cazzo. Io penso che sia una specie di prova a cui veniamo sottoposti: nel cartoncino dell'opuscolo secondo me c'è un chip, se tenti buttarlo e sbagli il contenitore succede, in questo preciso ordine:
uno, allarme acustico. Comincia a suonare l'iradiddio, compresi clacson dei tir in versione deluxe, sirene navali di avviso scoppio guerra nucleare e una registrazione vocale con gli articoli del " RUM", il Regolamento Urbano della Monnezza, che stai violando.Comunque. Dicevo. La monnezza intelligente. Ora, a Roma, anno del signore 2011, a quasi 40 anni dall'apollo 11, a quasi 15 dalla pecora dolly, con la tecnologia a manetta e la civilizzazione all'apice....con il monnezzaro ci dobbiamo prendere appuntamento. Sì, e non ti è permesso sgarrare. Nell'opuscolo "calendario e vie della nuova raccolta differenziata" ci sono due righe. Siediti e seguimi con attenzione, che se salti un passaggio sei fottuto. Riga uno, giorni feriali e riga 2 festivi. Poi ci sono tre colonne per ogni riga (che non corrispondono, sarebbe stato poco sadico): le fasce orarie. All'interno di ogni spazio una lista di vie. Così io so che tra le 5,30 del mattino e le 7, nei giorni feriali il monnezzaro mi aspetta in determinati posti. Sarà negli stessi posti festivi e prefestivi tra le 7 e le 8,30. Posso scegliere di buttare la monnezza tra le 7 e le 9 feriali o 8,30-10,30 festivi in altre strade e tra le 9 e le 10,30 feriali e 10,30-12.00 festivi. Dopo questi orari no. Niet. Nada. La monnezza te la tieni, nun la poi buttà. Infermiere e tutti quelli che fanno il turno di notte ringraziano sentitamente.
due, costrizione fisica. Al fine di proteggere la prova del reato con le tue preziose impronte scatterà una tagliola, nel caso stessi ritentando di acchiappare la monnezza buttata, zak, colpo netto alla mano, così ti macchierai anche di aver gettato dei rifiuti organici, perchè la tua mano mozzata quello è, nel posto sbagliato.
tre, cattura. Gli agenti del NOPM, il Nucleo Operativo Polizia della Monnezza ti circonderanno in meno tre minuti, verrai bloccato, perquisito e trattenuto. La monnezza sarà analizzata al più presto e verranno formalizzate le accuse a tuo carico.
Di tutto questo, però, non ho ancora le prove.
L'evoluzione della specie produce Il coprifuoco della monnezza.
A breve assisteremo alla nascita del personal garbage trainer, che dispenserà prozac e aiuterà nella gestione degli appuntamenti monnezza. Anche perchè l'ansia da "Chi vuol esser monnezzaio" cresce al pensiero di incontrare il controllore. Lui, mitica figura che spero di incontrare a breve - perchè io con qualcuno devo pur litigare - , lo immagino spuntare da dietro al cassonetto e intimare, mostrando orgogliosamente il tesserino scintillante dell'AMA, di aprire il sacchetto per controllarti la monnezza. Lo ripeto perchè è una di quelle cose talmente assurde che rischia di passare inosservata. Il controllore controlla la tua monnezza. E lì speri di non aver sbagliato niente, di non aver lasciato residui di yogurt nel vasetto, si non aver confuso la plastica non riciclabile con quella riciclabile, speri di non dover discutere con lui per non aver lavato il barattolino di sott'oli, o perchè il melone ammuffito non te la sentivi di farlo a pezzetti, o che la marmellata che hai lasciato aperta per mesi, era diventata tutt'uno col contenitore, per questo hai buttato tutto assieme.
In ogni caso buttare la monnezza è il passo finale di una serie di azioni da compiere. Azioni che producono malessere, stress, ansia e talvolta ricchi bestemmioni.
Ora, il gesto di aprire il secchio e buttare qualcosa è sostituito da: prendi l'oggetto da buttare, scomponilo nelle sue parti essenziali dividendo per materiale: carta-che-si-ricicla, plastica-che-ricicla, metalli vari che si riciclano, vetro, organico/biologico, carta/plastica/metalli vari-che non si riclano e tutto il resto.
Lavi tutto quello che è sporco perchè la monnezza va consegnata pulita.
L'organico lo sgoccioli, lo tagli a pezzettini e poi puoi buttarlo.
Le bottiglie di plastica le accartocci (nun te perde er tappo!).
Poi ti avvi verso il parco auto che hai dovuto prendere in affitto appositamente per mettere i vari secchi necessari, e se sei fortunato sai esattamente cosa inserire in ogni pattumiera che hai davanti. Può capitare che ti rimanga un oggetto in mano, qualcosa di uso meno comune che non sai dove mettere. In quel caso ricorri alla bibbia, dove trovi in ordine alfabetico vari componenti della monnezza tipo, con l'indicazione del relativo contenitore da usare attraverso un rettangolino colorato. Poi cerchi la legenda, sistemata grazie al lampo sinaptico di un creativo di rango a pagina 14 e dovresti capire come liberarti di un oggetto. Dovresti, perchè poi rimani in mano con la bustina di non sai che materiale del parmigiano e la butti a caso, sperando che il nume della monnezza ti abbia guidato la mano. Oppure ti interroghi sul tovagliolo, perchè, se nella bibbia leggi che il tovagliolo usato lo butti nel biologico, nella monografia scopri il dettaglio che lo sporco deve essere di cibo. Mocciolo al massimo, secondo me. Ma visto che che il compost che poi si rivendono è utilizzato anche in agricoltura biologica, mai e poi mai "il tovagliolo" dovrebbe essere sporco di qualsiasi altra cosa, chessò, un detersivo. Quindi, appurato che il tovagliolo e nemmeno il fazzoletto vanno buttati con la carta... che ci si deve fare? Per ora li conservo.
Solo alla fine di questa operazione puoi passare allo step successivo: calendizzare le uscite. Nel senso che quelle grosse teste nell'organizzazione hanno deciso per un'azione capillare, ogni tot palazzi un sistema diverso per la raccolta: porta a porta (se abiti al centro, che hai capito), condominiale, e self made. Il Self made, a cui io appartengo, è a sua volta diversificato attraverso un sistema a random, anche detto "accazzodicane". Nel mio caso specifico funziona così: organico e non riciclabile li porto al monnezzaro s.p.m. - (sue proprie mani) - nelle vie e nelle fasce orarie da lui stabilite, la più vicina a me a circa 100 mt. La carta, plastica, metalli sotto casa nel cassonetto fisso. Abiti e stoffa varia, a circa 150 mt in direzione opposta dell'organico. Aree verdi e centri raccolta a qualche chilometro.
Nel tempo libero vado a lavorare.