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Reliquie ubique

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Può succedere che durante una conversazione tra amici vega fuori che la BBC, un paio di giorni fa, ha mandato in onda un servizio sul prepuzio di Cristo, conservato a Calcata in provincia di Viterbo prima di essere trafugato.
Così va a finire che uno torna a casa con la curiosità, non ha sonno, accende il computer e si mette a cercare qualche informazione sulle reliquie.
Ottenendo risultati come quelli che sto per raccontarvi.

Il prepuzio di Cristo, tanto per cominciare dall'inizio. Pare (tra parentesi, avete idea di come si riconosca un prepuzio dopo 2000 anni? Io no) che nel corso dei secoli sia stato conservato non solo a Calcata, ma anche (contemporaneamente) a Roma, Santiago di Compostela, Chartres, Besançon, Metz, Hildesheim, Charroux, Conques, Langres, Anversa, Fécamp, Puy-en-Velay, Auvergne.

Poi ci sono le reliquie di San Giovanni Battista, distribuite come segue: la testa è custodita a Roma, un braccio è a Siena, il mento è a Viterbo (ma come, la testa non era a Roma? oppure c'è la testa, ma senza mento?), un dito è a Firenze, altre tre dita (ci si augura diverse da quello di prima) sono a Saint-Jean-de-Maurienne, mentre le ceneri (a questo punto, presumibilmente, ricavate dal poco che avanzava) sono custodite a Genova, ma allo stesso tempo anche a Loano.

Analogamente singolare è il caso di San Bartolomeo apostolo, il cui corpo risulta essere conservato sia a Roma che a Benevento, mentre la calotta cranica si trova simultaneamente a Francoforte, a Lune e a Colonia, e tanto per complicare la vicenda un braccio si trova a Canterbury e la pelle a Pisa. Se ne desume che San Bartolomeo apostolo aveva un totale di due corpi, cinque teste, tre braccia e un doppio strato di pelle: roba che manco gli X-Men.

Altra situazione decisamente complessa è quella di Sant'Agata: a Catania sono conservate le braccia, le gambe, i femori e una mammella, mentre un'altra ulna e un altro radio sono a Palermo, un osso del braccio a Messina, una parte dell'osso del braccio ad Alì, un dito a Sant'Agata dei Goti. Fate voi il conto di quante braccia avesse Sant'Agata, ché io ho provato due o tre volte ma non mi ci raccapezzo.

Per non parlare di San Rocco, il cui corpo è custodito a Venezia; parte di un osso del braccio, però, è a Voghera, un'altra parte di un osso del braccio è a Roma, una tibia è a Montpellier, una falange è a Cisterna di Latina, una parte del tallone è a Frigento, e alcuni frammenti di ossa sono a Torino: a meno di un altro caso di ubiquità come quello di San Bartolomeo, quindi, a Venezia dovrebbe esserci poco e niente.

Detto che anche i resti di Santa Lucia presentano qualche anomalia (il corpo è a Venezia, ma un braccio è a Siracusa), e che le chiese italiane, al di là di questi insoliti "doppioni", sono piene zeppe di costole, femori, ulne, crani, talloni e prepuzi, vi inviterei a una breve riflessione: il record della reliquia più sensazionale appartiene senz'altro a Caltanissetta, località in cui sarebbe custodita nientepopodimeno che una piuma dell'Arcangelo Michele.
Ebbene, amici, ricordate, quando eravate bambini, quell'autografo di Del Piero che siete riusciti a ottenere dopo ore e ore di pazienti appostamenti?
Be', date retta: buttatelo via, quella è roba da dilettanti.

Qua c'è gente che fa sul serio, cosa credete?

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