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Ah Fabrì, ancora rosichi?

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Fabrizio Roncone intervista Beatrice Borromeo sul Corriere della Sera.

Una sua domanda salta all'occhio, anche all'ignaro lettore, per il modo in cui viene posta:

Tu sei stata la prima “santorina”. Poi ti hanno seguita Margherita Granbassi, campionessa di scherma, e quell’altra, la radicale scartata dal Grande fratello. «Vuoi sapere di Michele Santoro? Un maestro assoluto».
Ma non sarà che Roncone ancora rosica?


P.S. Ancora una volta mi ritrovo a smentire: no, non voglio andare al Grande Fratello, e mai ci sono voluta andare. Permettetemi: che palle dover ripetere sempre le stesse cose, soprattutto se bisogna farlo per rispondere a provocazioni strumentali.

Fabrizio, ma è un supplizio!

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Come si dice? Tre indizi fanno una prova? Be', dopo i primi due, questo ha tutta l'aria di essere il terzo.

In relazione all’intervista apparsa in data odierna a pagina 15 del Corriere della Sera a firma Fabrizio Roncone dal titolo «Romano si muova, noi presto in piazza», tengo a precisare che il nome di Daniele Capezzone non è mai stato pronunciato nel corso dell’intervista, nè sono state poste domande, dirette od indirette sull'operato dello stesso, motivo per il quale il giudizio che mi viene attribuito rispetto alla segreteria dell'onorevole Capezzone non risponde minimamente al mio. Inoltre alla domanda del giornalista se prima vi fosse stata attenzione solo al Palazzo rispondevo espressamente di «No» evidenziando peraltro la necessità di rilanciare il movimento. Mi preme sottolineare, infine, la sgradevolezza di quanto accaduto poiché, a conclusione dell'intervista, per ben tre volte ho chiesto ed ottenuto la rilettura completa del pezzo ed in nessuna delle domande e delle risposte che mi sono state lette dal signor Roncone è stato chiamato in causa il nome di «Daniele Capezzone» nè il concetto che successivamente mi è stato falsamente attribuito nell'intervista pubblicata.

Maria Antonietta Farina Coscioni, Corriere della Sera, 8 novembre 2006.

Fabrizio, ma è un vizio!

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Pubblico qui di seguito, dopo averla ricevuta dall'interessato, la lettera che Marco Cappato inviò al Corriere della Sera il 14 maggio 2008 per chiedere (anche in quel caso, come nella circostanza di cui si è recentemente parlato su questo blog, senza ottenere alcuna attenzione) di rettificare alcune infondate insinuazioni contenute in un articolo.
Come dite? Di chi era l'articolo?
Ma di Fabrizio Roncone, ovviamente!
Ebbene, amici, sono certo che dopo aver letto la lettera sarete d'accordo con me su un fatto: di un tipo del genere si potranno dire tante cose, ma non che sia privo di fantasia.
Buona lettura.

Bruxelles, 14 maggio 2008

Nell'articolo pubblicato sul Corriere martedì 13 maggio a pagina 15, Fabrizio Roncone scrive "…una serie di figliocci (Negri, Cappato, etc.) poi all'improvviso divorati da un palco, nel bel mezzo di un Congresso, con il solito discorso lungo mezza giornata".
Ciascuno può fare da sé la valutazione se si tratti del solito cliché trito e ritrito su Pannella e i suoi figliocci oppure di un'originale e acuta analisi giornalistica della realtà radicale.
Però Roncone non resta sul generico, gli va dato atto. "Fa i nomi"! E include il mio come un caso emblematico di "divorato". Mi permetto perciò di chiedere un chiarimento all'autore e al giornale.
Potreste avere la cortesia di spiegare ai vostri lettori da quale "palco" e "congresso" sarebbe accaduto il fattaccio, e soprattutto in cosa consisterebbe oggi, il mio essere "divorato" e "digerito"? Oppure, sarebbe bene da parte vostra rettificare. Perché evitare di essere "generici" va bene, sparare a casaccio un po' meno. Persino se fatto con ironia, assomiglia ad infamare.

Cordialmente,

Marco Cappato
Segretario dell'Associazione Luca Coscioni
Deputato europeo radicale

Il giornalismo mediocre di Fabrizio Roncone

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A pagina 14 del Corriere di oggi c'è l'intervista che mi è stata fatta ieri da Fabrizio Roncone.
Dopo averla letta sono costretta a rilevare, come peraltro avevo già avuto modo di verificare in altre circostanze, che si tratta di un poveretto costretto per campare a manipolare le interviste che effettua: in caso contrario, evidentemente, quello che scrive non risulterebbe interessante neanche in una rivista parrocchiale.
Durante l'intervista Roncone ha provato in tutti i modi a farmi parlare male di qualcuno: Santoro, Travaglio, Ruotolo, il regista, la Borromeo, la Grambassi. Non essendoci riuscito, ed avendo quindi perso in partenza l'unica parte del suo lavoro che avrebbe potuto suscitare un minimo interesse, ha dovuto rivoltare la frittata tentando di mettere in cattiva luce me.
Come se non bastasse, l'intervista riporta domande che non mi sono mai state fatte e, di conseguenza, risposte che non ho mai dato.
E' curioso che un fatto del genere avvenga subito dopo la puntata di Anno Zero dedicata alla libertà di informazione, nella quale si è parlato di giornalismo: ebbene, quello di Roncone non mi pare giornalismo, ma un modo patetico per tirare avanti inventando quello che non è mai accaduto e che però fa comodo scrivere.
Tra l'altro, con una fantasia mediocre.

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Ecco l'intervista pubblicata, con vicino in rosso quello che è effettivamente stato detto.

«Michele, mi creda, è un maestro straordinario».
Qual è il consiglio più importante che le ha dato in questi primi, complicati giorni di lavoro?
«Aspetti... mi faccia pensare...».

Pensi pure.
«Ah, ecco, sì! Mi ha detto: attenta, qui è pieno di gente cattiva». (MAI PRONUNCIATA LA PAROLA "QUI")

Qui, in Rai? (DOMANDA INVENTATA)
«Ha detto qui. Nel mondo del giornalismoe quindi, suppongo, anche in Rai». (OVVIAMENTE, RISPOSTA INVENTATA ALLA DOMANDA INVENTATA)

Come sono le riunioni di redazione? (DOMANDA INVENTATA: SONO STATA IO A PARLARE SPONTANEAMENTE DELLE RIUNIONI DI REDAZIONE, DEFINENDOLE STIMOLANTI E ISTRUTTIVE)
«Beh, io vengo dalla politica. Il giornalismo è una cosa un po` diversa...».(E' LA RISPOSTA AD UNA DOMANDA DIVERSA, CHE RONCONE EVIDENTEMENTE SI SENTE LEGITTIMATO A INCOLLARE DOVE PIU' GLI AGGRADA)

Il suo, come ha scritto con ironia Annalena Benini sul Foglio, è il percorso di «una ragazza sinceramente democratica». (DOMANDA INVENTATA: DURANTE L'INTERVISTA RONCONE NON HA MAI PARLATO DI ANNALENA BENINI, NE' DI QUELL'ARTICOLO)
«Okay, va bene: a sedici anni mi sono iscritta ad Azione giovani, il movimento giovanile di An. Però dopo aver assistito alla prima riunione, sono andata via». (MAI PRONUNCIATE LE PAROLE "OK, VA BENE": INSERENDOLE CAMBIA TUTTO IL SENSO DELLA MIA RISPOSTA, CHE E' STATA SEMPLICEMENTE "SI'" QUANDO RONCONE, ALLA FINE DELL'INTERVISTA E NON A QUESTO PUNTO, MI HA CHIESTO: "ERI TU CHE A 16 ANNI AVEVI PARTECIPATO A UNA RIUNIONE IN AN?")

Delusa? (DOMANDA INVENTATA)
«A disagio. Poi, per fortuna, all`università ho incontrato i radicali. Altre teste, altro animo. Attualmente sono presidente degli studenti Coscioni». (RISPOSTA INVENTATA: HO SOLO DETTO, QUANDO MI HA CHIESTO SE FACCIO ANCORA POLITICA, DI ESSERE PRESIDENTE DEGLI STUDENTI COSCIONI E NEL COMITATO DI RADICALI TALIANI)

Ma tentò di mettere il naso anche nel Pd. (DOMANDA INVENTATA: MI HA CHIESTO SE MI FOSSI CANDIDATA ALLA SEGRETERIA DEI GIOVANI PD, "METTERE IL NASO" NON L'HO MAI SENTITO)
«Mi candidai alla segreteria dei giovani. Ma persi». (IN REALTA' HO CHIARITO DI ESSERMI CANDIDATA ALLA SEGRETERIA DEI GIOVANI PD DA RADICALE)

Ambiziosa. Ora, la tivù. (DOMANDA INVENTATA: L'UNICA COSA SIMILE CHE HA DETTO E' STATA LA PRIMA BATTUTA AL TELEFONO: "STAI FACENDO CARRIERA, EH?")
«Imparo. Rubo qualcosa a tutti». (RISPOSTA INVENTATA DI SANA PIANTA)

Marco Travaglio.
«Gentilissimo, a volte persino amichevole». (MAI DETTO "A VOLTE PERSINO")

Sandro Ruotolo.
«Oh... è coltissimo... eppure, nonostante questo, è sempre lì che studia».

Ruotolo studia?
«Sì... insomma, si documenta, approfondisce».

Alessandro Renna, il regista.
«Beh, lui è proprio carino». (MAI DETTO "PROPRIO CARINO")

Carino, scusi, in che.senso? (DOMANDA INVENTATA)
«Mah... ti mette a tuo agio. E poi è pieno di accortezze». (MAI DETTO "E' PIENO DI ACCORTEZZE")

Tipo? (DOMANDA INVENTATA)
«Tipo che ora stiamo lavorando sulla mia acconciatura. Io non mi trucco, non mi pettino... E anche Michele me l`ha detto: non è che posso andare in onda come se fossi appena scesa dal letto». (RISPOSTA INVENTATA: HO SOLO DETTO CHE SANTORO VUOLE CHE IO MANTENGA IL MIO STILE NATURALE, CHE SOLITAMENTE NON MI TRUCCO MA CHE SONO CONSAPEVOLE CHE NON POSSO ANDARE IN TV COME SE "MI FOSSI APPENA SVEGLIATA". IL TENTATIVO DI EVOCARE LA FIGURA DI UNA CHE AMMICCA AL REGISTA E' DI TERZ'ORDINE)

È fidanzata? (INFATTI; GUARDA UN PO' DOVE ATTACCA QUESTA DOMANDA)
«Sì. Con un commercialista militante radicale».

È un tipo geloso? «No... no... direi di no...». (SAPIENTE UTILIZZO DEI PUNTINI DI SOSPENSIONE PER CREARE LO SQUALLIDO EFFETTO VOLUTO)

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