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Trovate una scusa e cambiate discorso

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Diciamo le cose come stanno: Gheddafi, in un modo o nell'altro, è stato corteggiato e compiaciuto da tutti quelli che hanno governato questo paese, a partire da Moro e Andreotti, passando per Craxi e proseguendo fino ai giorni nostri con Prodi, D'Alema e Berlusconi.
Ne consegue che tutta questa solidarietà con le popolazioni che si ribellano, tutto questo sdegno nei confronti delle disumane violenze alle quali vengono sottoposte, tutta questa preoccupazione per fare in modo che la carneficina cessi immediatamente, altro non sono che esemplari declinazioni dell'ipocrisia con la quale ci tocca fare i conti più o meno tutti i giorni.
Sapete cosa? Non ve lo potete permettere, di stracciarvi le vesti: perché voi sapevate perfettamente che razza di aguzzino fosse, il tizio con cui avevate a che fare, e baciandogli il culo avete contribuito a legittimare le atrocità che sta commettendo.
Datemi retta: quando vi chiedono un parere su quello che sta succedendo in Libia, trovate una scusa e cambiate discorso.
Ci fate miglior figura.

Il contrario del PD che vorrei

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Al di là della mia personale opinione su Rosy Bindi, trovo che l'idea di candidare alla carica di presidente del consiglio un'autorevole esponente della solita, vecchia dirigenza del partito, la stessa che si è misurata con Berlusconi e il berlusconismo per vent'anni senza cavare un ragno dal buco neppure quando ha avuto la possibilità concreta di farlo, sia l'esatto contrario del segnale di discontinuità e di cambiamento che mi piacerebbe intravedere nel PD.
Avessero davvero a cuore le sorti del progressismo italiano, questi personaggi dovrebbero spaccarsi il cervello in quattro per rendere il loro partito effettivamente contendibile, per favorire l'ingresso di forze nuove e per coinvolgere le persone in gamba (sono tante, sapete?) che fino ad oggi sono rimaste fuori dalla politica perché non hanno la minima intenzione di passare giornate intere nei corridoi, di sgomitare, di fare i ruffiani.
Invece non solo continuano a proporsi come depositari di chissà quale visione politica, ma si spingono fino a farsi gli endorsement a vicenda, legittimandosi tra loro nonostante un ventennio a dir poco fallimentare e tenendosi ben strette le posizioni che hanno acquisito, senza la minima intenzione di fare spazio ad altri.
Ecco, questi sono esattamente il contrario del PD che vorrei.

Ma basta...

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Secondo Enrico Letta: "Al Nord il Partito democratico ha toccato il fondo". La soluzione: "E' necessario aprire un dialogo con la Lega" (Repubblica di oggi pag. 13).
Ma sì, fatevi dire dalla Lega cosa fare al nord. Anche perchè idee vostre, o nessuna o quarantadue diverse sullo stesso argomento.
(Mi aggiungo sommessamente a quelli che vi vorrebbero vedere cacciati a calci. E se ce ne fosse la possibilità, il calcio nel sedere di Letta lo darei volentieri per prima)


Update: oggi Letta dice che il Pd deve diventare come il pesciolino Nemo (Repubblica 13 giugno 2010, pag. 7). Non commento, ho finito le parole.

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