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Il PdL difende i cittadini da se stesso

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La novità è che il PdL sta allestendo degli "sportelli per i servizi ai cittadini", allo scopo di aiutarli a "risolvere i problemi quotidiani", ad affrontare il difficile rapporto con le istituzioni e a districarsi nella "giungla" della burocrazia.
Peccato che quella giungla, da qualche anno a questa parte, dovrebbero governarla loro: e che istituire un apposito servizio che verrà erogato ai cittadini non dall'amministrazione pubblica, ma dal partito -sia pure in modo gratuito-, equivale a confessare pubblicamente di non essere stati in grado di riformare le istituzioni e di far funzionare lo stato come si deve.
Morale della favola: il PdL è riuscito ad inventarsi perfino degli sportelli per difendere i cittadini dalla propria incapacità.
Non c'è che dire, è proprio il governo del fare.

Meglio tardi che mai?

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ricorso

Ieri è arrivato a studio l'avviso di trattazione che vedete qua sopra: il 18 gennaio 2011 verrà discusso presso la commissione tributaria provinciale di Roma un ricorso presentato per un cliente nel 1995 (sedici anni prima) per un'imposta relativa all'anno 1989 (ventidue anni prima).
Devo aggiungere altro?

La forma o la sostanza?

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Sul pasticcio delle liste elettorali presentate dal PdL, e su tutte le sue conseguenze che ancora non accennano a risolversi, c'è una considerazione mi pare sia stata decisamente trascurata: quelli che oggi si scagliano contro le regole chiamandole (impropriamente, ma lasciamo correre) "burocrazia" non sono forse gli stessi che della burocrazia (quella vera, cioè del marasma che governa i tribunali italiani, dei cavilli infiniti a cui ci si può appellare per moltiplicarne la macchinosità, della possibilità di ricorrere ad ogni sorta di espediente per aggravarne le conseguenze e provocare ritardi su ritardi), si sono avvalsi a piene mani, esercitando un astuto ostruzionismo, aspettando pazientemente che trascorressero i termini utili per celebrare i processi e avvalendosi infine della prescrizione per non farsi giudicare?

No, perché se così fosse (e mi pare proprio che sia così) bisognerebbe desumerne che in quei casi la burocrazia fosse un bene, anziché una iattura, e che la prevalenza della forma sulla sostanza non dovesse considerarsi una sostanziale ingiustizia, ma un vero e proprio toccasana.

Ecco, non pare anche a voi che sarebbe il caso di decidersi?

Immigrazione bizantina

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Maria, la signora moldava cui ho affidato il compito, due volte a settimana, di dare una sistemata a casa mia, mi telefona che domani non verrà, perché deve andare all'ufficio dei migranti a portare i documenti per la pratica di ricongiungimento necessaria a far venire il figlio in Italia. E' una cosa come la quindicesima volta che Maria deve recarsi in quel posto, sottoponendosi alle consuete code, per portare i documenti che le hanno richiesto: solo che ogni volta esce fuori una carta nuova di cui la volta precedente non le avevano parlato (o che lei non aveva capito di dover portare, dicono, ma a me pare strano perché di solito Maria è una sveglia), per la verità del tutto simile a una di quelle che aveva già portato in precedenza, se si eccettua un particolare, un cavillo, insomma un niente che rende indispensabile tornare la volta successiva con un foglio nuovo di zecca per perfezionare l'adempimento. Maria vive a Pavona, prende il treno tutte le mattine per venire a lavorare a Roma e quando perde una giornata di lavoro per fare la coda all'ufficio dei migranti col cazzo che qualcuno gliela ripaga. Inutile aggiungere che Maria ha tutti i requisiti in regola per chiedere quello che chiede, e in un posto vagamente efficiente suo figlio l'avrebbe raggiunta già da un pezzo. Ecco, se qualcuno dovesse pensare che siamo un paese di merda soltanto perché abbiamo le ronde, si sbaglierebbe di grosso.

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