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Troppo odio

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Io penso questo: un conto è mettere ciascuno dinanzi alle proprie responsabilità, per quanto gravi esse siano, e fare in modo che quelle responsabilità, una volta accertate, vengano punite dalla legge; un altro è lasciarsi andare al furore cieco, al linciaggio (sia pure solo verbale), alla voglia inconsulta di vendetta.
Lo so, quello che state per dirmi: che se su quella nave fosse morto un mio parente la vedrei diversamente. E quasi certamente avete ragione. Ma per questo, credo, gli esseri umani hanno deciso di darsi delle leggi: per sottrarre i loro simili che hanno commesso degli errori alla furia di chi li ha dovuti subire. E questo ci ha regalato quel minimo di sicurezza sociale della quale beneficiamo tutti, quotidianamente, e che forse diamo per scontata.
A me pare che in giro ci sia troppo odio. E l'odio è l'anticamera delle cose orribili che diciamo di voler combattere, e che invece stiamo accogliendo a braccia aperte senza manco accorgercene.
Cerchiamo di tenere la testa a posto, per quanto possibile, o la vedo bruttissima.

Te piace 'o presepe?

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Sapete qual è il guaio?
Il guaio è che quando uno come me, o come voi, bolla come ridicola, per non dire patetica, una campagna di comunicazione come questa, è sinceramente convinto di interpretare il sentire comune del 99 per cento degli italiani.
Invece, a quanto pare, bisogna iniziare a pensare che le cose non stiano così: evidentemente una buona parte degli italiani si riconosce in roba del genere, la ritiene efficace e di buon gusto, o come minimo non ci trova nulla di tanto grottesco da sbellicarcisi per un paio d'ore parlandone con gli amici.
Ecco, forse il guaio è proprio questo: molti di noi si sono ficcati in testa che questo paese, o perlomeno una sua consistente porzione, sia diverso da quello che è in realtà.
E' un problema bello grosso, o sbaglio?

Strano, stavolta Facebook non c'entra

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Ora che la vicenda si è risolta positivamente è lecito tirare un bel sospirone di sollievo e domandarsi: con chi se la prenderanno questa volta?

Chissà, forse con Facebook (magari a cercare bene c'è qualche gruppo intitolato "Parliamo con la Mussolini ad ogni costo", "Per tutti quelli che se non li fanno incontrare con la Mussolini prendono un ostaggio e si barricano","Alessandra Mussolini vieni qua sennò l'ammazzo"), oppure al clima d'odio creato ad arte dalla sinistra radical chic, dai giornali e dai blogger (ma odio nei confronti di chi? della Mussolini? delle quattordicenni? dei negozi di articoli da regalo?), oppure all'annosa e non ancora risolta questione dell'anonimato in rete (come dite? non c'entra niente? perché, l'altra volta c'entrava qualcosa?).

Oppure no. Forse stavolta non avranno alcuna difficoltà a credere che si sia trattato semplicemente del gesto di un folle, rubricheranno la vicenda alla voce "imprese da squinternati" e se la dimenticheranno nel giro di qualche giorno: cosa cui avrebbero provveduto senza colpo ferire anche nel caso in cui ci fosse malauguratamente scappato il morto.

Insomma, questa vicenda ci insegna qualcosa: alcune alzate d'ingegno delle menti malate sono sicuramente riconducibili alla patologia che affligge i loro protagonisti, mentre per altre occorre una giustificazione in più, un motivo ulteriore, insomma un quid senza il quale la teoria dell'insano gesto non può stare in piedi da sola.

Sia come sia, una cosa è certa: per questa volta nessuno ci verrà a mettere in croce minacciandoci di voler chiudere Facebook o di denunciare qualche blogger per incitazione all'odio.

Sono fortune, cosa credete.

Omicidio culturale

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giorni

Eccovi serviti i risultati della campagna di odio che qualcuno porta avanti nei confronti degli immigrati: il clima è diventato così pesante che anche se si ha il permesso di soggiorno e un'occupazione si ha paura perfino di ammalarsi, perché ammalarsi vuol dire non potersi recare al lavoro, e non recarsi al lavoro può significare essere cacciato e sostituito, perché quando si ha a che fare con gli stranieri non si parla mica di persone, e allora è fin troppo evidente che uno vale l'altro.

Qualcuno eccepirà che non vede il nesso tra i fatti di Rosarno e la vicenda di questa povera donna; io, da parte mia, ripeto che quel collegamento mi appare invece nitidissimo: nel nostro paese vivono una quantità di perone che sanno fin troppo bene di essere considerate alla stregua degli animali, ma che ciononostante sono costrette a fare buon viso a cattivo gioco, pur di cercare disperatamente di sopravvivere.

Ecco, questa è una cosa di cui vergognarsi.

Chi è che incita all'odio?

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Rispondetemi sinceramente: se non aveste alternative, e doveste affidare i vostri figli per una settimana a un membro a caso di uno dei due gruppi qua sotto, a chi lo lascereste più volentieri?

presidente

deportazione

Né odio, né Facebook: che razza di aggressione è?

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Berlusconi, in effetti, l'aveva detto: dopo piazza duomo il clima è cambiato, c'è più amore.

Manco a farlo apposta nella Basilica di San Pietro, in un raptus di amore irrefrenabile, una donna ha scavalcato le transenne e si è gettata addosso a Benedetto XVI facendolo rovinare a terra.

Appresa la notizia ho immediatamente acceso il computer e ho cercato a lungo su Facebook, senza tuttavia trovare alcuna traccia del gruppo "Spintoniamo il papa durante la messa di Natale".

Stai a vedere che uno può essere aggredito senza che sia colpa né dei social network, né del clima d'odio?

Una buona occasione per dissipare l'odio

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Ecco, adesso sarebbe il caso che quelli della maggioranza di governo accettassero la decisione del CSM con compostezza e serenità, utilizzando toni pacati, evitando di gridare al complotto e astenendosi dall'accusare i giudici di faziosità.

Tanto per dimostrare che quando il momento si fa grave loro sono capaci di dare il buon esempio, iniziando fattivamente a dissipare il clima d'odio che è stato creato ad arte da tutti gli altri.

Staremo a vedere.

Chissà se chiuderanno anche questo

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dipietro

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