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Qualsiasi cosa, pur di smuoverlo 'sto PD. 5 refendum!

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Dopo la triste vicenda dell'Assemblea nazionale del PD, durante la quale Rosy Bindi ha impedito di votare alcuni ordini del giorno tra cui quello integrativo del suo pessimo documento sulle unioni civili, qualcuno si muove e lo fa dal basso, come piace a me, consentendo agli iscritti di esprimere la propria opinione.
Opinione che mi sa tanto sia molto diversa da quella della Bindi o di Fioroni, per capirci.

Dichiariamo aperta la stagione referendaria del Pd, ai sensi dell’articolo 27 dello Statuto. Cinque quesiti per evitare che gli elettori si consegnino definitivamente alle cinque stelle. Cinque temi forti su fisco, diritti e matrimoni civili, ambiente, spesa pubblica e governo del Paese, da definire e precisare insieme, sotto il solleone, come un Sudoku democratico. Per poi passare all’azione, già da domenica. Cinque referendum proposti e presentati dagli iscritti sulle questioni di sostanza (oh, yes), scritti e presentati in punta di diritto e quindi non precludibili, a cui potranno partecipare tutti gli elettori del Pd. Cinque punti chiari per definire come sarà il progetto politico del nuovo centrosinistra.
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Come volevasi dimostrare

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Angelino Alfano, 10 marzo 2012, Orvieto:

Se la sinistra andrà al governo, farà quello che hanno fatto in Spagna. Ossia il matrimonio tra uomini.
Metilparaben, 11 marzo 2012, Twitter:
Alfano dice che se vincerà la sinistra ci saranno i matrimoni gay. Vorrei tanto avere la stessa fiducia di Alfano nella sinistra italiana.
Rosy Bindi, 12 marzo 2012, SkyTg24:
Il Pd non ignorerà i diritti di tutti. Il matrimonio però è solo eterosessuale, è un punto molto fermo.

A quest'ora il questore in questura non c'è

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Il Pd è al centro del centrosinistra e non può essere schiacciato su posizioni radicali per poi fare l'alleanza con i moderati o su posizioni moderate per poi accordarsi con Sel. Noi lavoriamo per un'alleanza più larga, che guarda sia alla nostra sinistra che al centro.
Rosy Bindi in vena di scioglilingua.

Il contrario del PD che vorrei

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Al di là della mia personale opinione su Rosy Bindi, trovo che l'idea di candidare alla carica di presidente del consiglio un'autorevole esponente della solita, vecchia dirigenza del partito, la stessa che si è misurata con Berlusconi e il berlusconismo per vent'anni senza cavare un ragno dal buco neppure quando ha avuto la possibilità concreta di farlo, sia l'esatto contrario del segnale di discontinuità e di cambiamento che mi piacerebbe intravedere nel PD.
Avessero davvero a cuore le sorti del progressismo italiano, questi personaggi dovrebbero spaccarsi il cervello in quattro per rendere il loro partito effettivamente contendibile, per favorire l'ingresso di forze nuove e per coinvolgere le persone in gamba (sono tante, sapete?) che fino ad oggi sono rimaste fuori dalla politica perché non hanno la minima intenzione di passare giornate intere nei corridoi, di sgomitare, di fare i ruffiani.
Invece non solo continuano a proporsi come depositari di chissà quale visione politica, ma si spingono fino a farsi gli endorsement a vicenda, legittimandosi tra loro nonostante un ventennio a dir poco fallimentare e tenendosi ben strette le posizioni che hanno acquisito, senza la minima intenzione di fare spazio ad altri.
Ecco, questi sono esattamente il contrario del PD che vorrei.

Alzi gli occhi al cielo, Onorevole Bindi: tanto le riesce bene

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L'unica occasione in cui ho scambiato due parole con Rosy Bindi risale a qualche anno fa, davanti a Montecitorio: raccoglievo le firme per la petizione sull'eutanasia con i compagni dell'Associazione Luca Coscioni, e quando mi avvicinai educatamente per chiedere la sua adesione alzò gli occhi al cielo con aria di sufficienza, sbuffò e bofonchiò una cosa del tipo "smettetela, e fate le persone serie". Non vi nascondo che ci rimasi male, anche se non avevo mai ritenuto la Bindi una campionessa di laicità: fu soprattutto il modo, francamente, a lasciarmi un po' interdetto, anche se naturalmente me ne feci subito una ragione e dimenticai ben presto lo sgradevole episodio.
Pochi minuti fa, in macchina, mi sono sintonizzato su Radio Radicale, che stava trasmettendo in diretta l'assemblea del PD; guarda caso, in quel momento parlava proprio Rosy Bindi, che a un certo punto ha detto -pressoché letteralmente- una cosa del genere: se uno non vede nel PD un'alternativa, allora significa che in fondo in fondo il berlusconismo conviene anche a lui.
Ecco, l'occasione mi è gradita per comunicare all'Onorevole Bindi -ammesso che qualcuno le riferisca il contenuto di questo post- che a me il berlusconismo non solo non conviene affatto, ma mi fa letteralmente ribrezzo; nondimeno, per quanto mi sforzi, non riesco a vedere alcuna alternativa in un partito guidato da gente come lei, che assume un atteggiamento sprezzante quando un militante (sia pure radicale) le chiede una firma (specie se quella firma serve a realizzare qualcosa di cui dovrebbe occuparsi lei, quale esponente di un partito che si proclama progressista), e che non contenta propone al paese ragionamenti genuinamente populisti del tipo "o con noi, o siete come Berlusconi".
Non ce la vedo, l'alternativa, né potrei ragionevolmente vedercela, neanche impiegando tutta la buona volontà di cui sono capace: eppure sono autenticamente di sinistra e il governo di Berlusconi non mi piace, né mi conviene. Neanche un po'.
Io la vedo così, Onorevole Bindi, e non credo di essere l'unico: le converrà rifletterci, se le interessa capire per quale motivo il suo partito continua a perdere consensi anche in mezzo allo sfascio cui stiamo assistendo.
In alternativa, se preferisce, lasci correre, assuma un'espressione di sufficienza, sbuffi sonoramente e alzi occhi al cielo.
Mi pare che la cosa le riesca particolarmente bene.

Dalla Chiesa ancora parole pacate

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Giacomo Babini, Vescovo emerito di Grosseto, raddoppia; evidentemente non pago delle dichiarazioni di qualche giorno fa, nelle quali se la prendeva con l'Islam, con Maometto in persona e con i gay, eccolo tornare di nuovo su alcuni dei suoi cavalli di battaglia:

  • Gli immigrati e specialmente gli islamici, fatte debite eccezioni, difficilmente si integrano e anche se gli dai cento, ti guardano sempre male. Per un islamico anche se gli fai del bene, sei sempre un infedele, ci sta poco da fare.
  • Penso che la cittadinanza sia una cosa profondamente ingiusta ed anche sbagliata, quasi offensiva per noi.
  • Certo, ci vuole una bella faccia di bronzo, dopo quello che in Egitto é avvenuto ai danni dei cristiani. Ma quale violazione dei diritti umani.
  • Rosy Bindi, cattolica, donna generosa, ma dalla intelligenza limitata.
Insomma, gli islamici sono degli stronzi, gli Egiziani hanno la faccia come il culo, gli stranieri che diventano cittadini italiani sono offensivi e Rosy Bindi è una cretina.

Se quelli della televisione si accorgono di Babini, gente come Sgarbi ha le ore contate.

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