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Una rimonta miracolosa

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Allora, gente, la vicenda è andata più o meno così. verso l'ora di pranzo il sondaggio che potete trovare a questo indirizzo era chiuso dalla mezzanotte di ieri, come si evince dalle parti cerchiate in rosso nell'immagine che segue (cliccare per ingrandire):

Il risultato, invero piuttosto mortificante per chi aveva concepito il sondaggio, parlava chiaro: quasi il 98% dei frequentatori del sito (il loro, mica questo blog) riteneva che le regole sono regole, e che quindi per le liste presentate in modo scorretto il PdL doveva attaccarsi e tirare forte.
A quel punto ho deciso di far presente ai miei lettori il singolare esito della consultazione, e dopo pochi istanti (evidentemente la voce si era sparsa) sul sito ha cominciato a succedere di tutto. Tanto per iniziare, il sondaggio è stato immediatamente riaperto, come si evince dallo screenshot qua sotto, e i voti in favore del "No" hanno iniziato repentinamente a salire:

Da quel momento, più uno refreshava, più i voti per il "No" salivano, com'è agevole riscontrare da questa sequenza di immagini, salvate nel giro di pochi minuti:

A questo punto, probabilmente soddisfatti dal prodigioso recupero, gli estensori del sondaggio hanno deciso di chiuderlo di nuovo, peraltro lasciando nell'indeterminatezza il momento in cui le consultazioni avevano avuto termine:

e premurandosi, perché non si sa mai, di cancellare il link dalla pagina dei sondaggi del sito.
Insomma, una rimonta tanto miracolosa quanto rocambolesca, che si è sviluppata attraversando un vivamaria di chiusure dei termini, riaperture, cancellazioni, sparizioni, riapparizioni e via discorrendo.

A questo punto, se tanto mi dà tanto, la domanda sorge spontanea: si riferiscono a questo tipo di operazioni, quando dicono di voler bypassare la burocrazia?

Update: sul sito è apparso l'avviso (poi scomparso e successivamente riapparso leggermente modificato: avete deciso di farmi diventare matto, eh? :-) ) che vedete qua sotto:

Mentre sottolineo di non nutrire livore verso alcuno, mi corre l'obbligo di ricordare che le cose, come del resto testimonia questo post, non sembrano essere andate nel modo descritto nel disclaimer: il quale, infatti, non fa menzione della riapertura del sondaggio, dell'aumento dei voti "No" ad essa successivo e della sua definitiva chiusura a quote diverse da quelle indicate (86% al posto del 98%). Io mi sono limitato a raccontare fedelmente quello che ho visto: ditemi voi se questo corrisponde ad un concetto distorto di libertà.

Roba dell'altro mondo

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E ancora una volta ci troviamo a volgere il nostro sguardo pieno di speranza Oltremanica.

Gordon Brown, David Cameron e Nick Clegg hanno stretto un accordo per dare vita ai primi dibattiti fra i candidati a Primo ministro che si terranno nel corso della campagna elettorale del prossimo anno fra i leader dei tre più importanti partiti britannici: i dibattiti dureranno 90 minuti ciascuno e si alterneranno su ITV e SKY, con il gran finale su BBC.

Ciò che balza agli occhi dell'italiota sottoscritta è che:

  • Cameron, ormai dato per certo come vincitore, ha deciso comunque di confrontarsi con gli altri candidati, aiutando di fatto il malconcio Brown. Che in Gran Bretagna sia più importante l'interesse degli elettori che dei candidati?
  • I Liberaldemocratici di Clegg vengono di fatto legittimati nella rosa dei partiti più importanti nel paese del bipartitismo per eccellenza. Clegg ha dichiarato: "Dopo un anno terribile per i politici a causa dello scandalo dei rimborsi, questi dibattiti sono un'opportunità per avvicinare nuovamente le persone alla politica".
  • Lo staff laburista che si occupa della campagna elettorale è stato mandato in missione negli Stati Uniti per parlare con produttori tv e con esperti del Partito democratico (ammerigano). Si dice che in quei giorni Pierluigi Bersani sarà a Gambettola alla fiera dell'insaccato.
  • Si pensa che i dibattiti saranno effettivamente seguiti da milioni di persone, e quindi dovranno sottostare a delle regole: un po' come quello che succede da noi sotto elezioni, quando ci offrono quei pacchetti confezionati in stile Tele Kabul, quando ascolti le proposte per il paese del Partito dei pensionati, anche detto il No euro (erano insieme, no?) e quando scopri che in Valle d'Aosta hanno un loro partito, che però alle europee sta insieme all'Italia dei Valori.
Insomma, roba dell'altro mondo. Ah no, è di questo. Beh, non era in Gran Bretagna che hanno smesso di cercare i marziani? Forse perché si sono accorti che sono loro.

O che siamo noi?

Pd: squadra che perde si cambia?

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I candidati che hanno collezionato il maggior numero di preferenze nel mio collegio (Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) sono stati quelli indicati dal partito: Cofferati, Panzeri e Toia in Lombardia, Cofferati, Susta e Placido in Piemonte, Cofferati Balzani e Bonanini in Liguria (la Valle d’Aosta troppo piccola per vincere un proprio eletto). Il Partito aveva dato indicazione affinché nei territori e attraverso i circoli fossero supportate le predette candidature e, in particolare, quella di Cofferati, non proprio amata dalla base, come anche noi avevamo avuto modo di ricordare… In favore di quest’ultimo, addirittura, è stata inviata ai segretari di Federazione una lettera minacciosa:

… Il suo risultato elettorale è, quindi, una responsabilità comune, che deve coinvolgere ogni struttura, ogni circolo del PD. E’ perciò necessario che in tutto il materiale elettorale compaia l’indicazione di voto per il capolista e che egli sia fortemente supportato in iniziative, incontri e in ogni momento della comunicazione politica di questa campagna elettorale. Ti chiedo di informare ogni livello comunale che poi analizzeremo insieme il risultato dei capilista nei loro territori.
Guardate coi vostri occhi come è andata: ecco gli eletti. Risultato complessivo nel collegio Nord-Ovest: 23,03%, migliora appena su scala nazionale: 26,13%. Davvero pochino, soprattutto perché solo un anno fa la cifra era ben diversa (33,2% alla Camera e 33.7% al Senato). Io credo che il numero di voti presi a queste elezioni, che sapevamo sarebbero andate male, rappresenti il numero minimo ed imperdibile di elettori democratici. Quelli che qualunque cosa accada, il proprio voto al partito non lo negano. Gli aficionados, i fedelissimi insomma. Non per niente, infatti, questi elettori hanno rispettato alla lettera, come dicevo sopra, le indicazioni di apparato. Della serie: peggio di così non può andare, perché questo è il minimo garantito che un partito fortemente organizzato sul territorio come il Pd si porta dietro come rendita naturale dei decenni di storia politica delle sue componenti originarie. Ora io mi domando: si poteva fare di meglio che accontentarsi dei soli voti dello zoccolo duro? Gli errori sono stati tanti: tanto per cominciare la composizione delle liste (a tratti impresentabili), piovute nei collegi dall’alto della Segreteria nazionale che le ha confezionate ignorando quasi del tutto le indicazioni provenienti dai territori, ma anche le faide interne (persino ostentate), i pizzini, i distinguo, le “amalgame mal riuscite”, le “fusioni a freddo”, e chi più ne ha più ne metta. Ma ai miei occhi, se non si fosse capito, il disastro maggiore è rappresentato dal fatto che nessun dirigente di rilievo nazionale ammetta la disfatta. E conseguentemente si dimetta. Il Pd perde 7 punti, lo ripeto. Un dramma. Ed oggi, di fronte ad una perdita colossale (abbiamo perso 4 ilioni e mezzo di voti) i dirigenti del Pd esultano (!) dicendo “Abbiamo fermato la destra” o spiegano all’IdV, che ha fatto il pieno di voti, che l’antiberlusconismo non paga (quel genio della Melandri). Intanto a Roma si incontrano, sempre gli stessi, per stabilire chi tra loro sarà il prossimo segretario. Bersani, D’Alema, Marini, Franceschini, Rutelli, ecc. ecc. Possibile che nessuno parli di dimissioni? Squadra che perde, non si cambia? La chance di lasciare il posto a qualcun altro che, chissà, forse potrebbe fare di meglio, ce la vogliamo del tutto negare? Non doveva essere un partito aperto, contendibile, il nostro? O erano solo parole?

Nel salvadanaio: il seggio

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Com’è possibile che candidati come Marco Scurria (Pdl) e Silvia Costa (Pd), solo per citare alcuni fra i tanti nomi sconosciuti ai più di questa tornata elettorale, abbiano potuto superare le 100mila preferenze?

Hanno speso un sacco di soldi.
Il candidato zompato Carlo De Romanis ha dichiarato a Tetris di aver speso 50mila euro, ovvero solo un decimo di quello che avrebbero speso i suoi colleghi.
Calcolando che in cinque anni di legislatura il profitto totale di un eurodeputato italiano potrebbe variare dai 600mila al milione e 500mila euro (proprio per quelli più bravi ad assumere mogli, mariti e figlioletti come assistenti, e quindi a spendersi anche i 15mila euro mensili addizionali ai 10mila di stipendio “base”), i candidati più dispendiosi ci hanno visto lungo. Ma i cittadini non avrebbero diritto a sapere quanto hanno speso i singoli candidati e i partiti nel loro complesso?
Ad oggi ho sentito soltanto la dichiarazione di spesa dei Radicali: 350mila euro (quindi il partito nel suo complesso avrebbe speso meno di alcuni singoli candidati). Plausibilmente i candidati più dispendiosi non avranno messo i soldi di tasca loro. Chi ha avuto interesse a finanziarli, oltre ai partiti? Chi rappresenteranno una volta seduti in Parlamento? Ho la vaga sensazione che i miei interessi di cittadina saranno gli ultimi di una lunga fila…

Questi non hanno capito niente. O sono pazzi. O sono in malafede.

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Fermata la destra
Il 26% dei voti e 21 eurodeputati. È il bilancio definitivo delle elezioni europee per il Partito Democratico che ha raccolto 8.007.854 milioni di voti e il 26,1% diventando il primo partito di centrosinistra in Europa,a fronte di un calo molto più drastico in diversi paesi.
(ho riportato proprio la foto che hanno scelto loro).

Caro Ivan, adesso si comincia, insieme

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Finita quest’esperienza delle Europee, mi fermo per un po’ e anche questo blog prenderà per qualche tempo una piega un po’ diversa. Il risultato elettorale è molto deludente, non lo nascondo, e penso che sia giunto il momento per me di prendere una bella pausa ed esplorare per qualche tempo nuovi territori. Una parola di profonda gratitudine e di scuse da parte mia per i miei 22.847 elettori, che hanno votato per me sperando di dare un messaggio di forte cambiamento al quale non ho evidentemente saputo dare una risposta all’altezza della richiesta. Mi consola il successo clamoroso di Debora Serracchiani, con la quale ho avuto il grande piacere e l’onore di lavorare in questa campagna, e sono convinto che i suoi numeri serviranno a dimostrare inequivocabilmente a chi non volesse ancora comprenderlo che un serio processo di rinnovamento nel PD a questo punto non è più rinviabile. Perdere otto punti percentuali in un anno, comunque la si veda, è un cataclisma; il 26 per cento è una percentuale risibile per una forza che aspira a governare il Paese, e vedere il partito in Lombardia - la più importante regione d’Italia - al 21%, addirittura sotto la percentuale siciliana, lascia veramente da pensare. Franceschini, Bersani e soci farebbero bene a prendersi una bella pausa pure loro e passare la mano a gente più fresca, lucida e capace di narrare al Paese dell’Italia, di come sarà nel 2020. Lascio dunque il testimone ai miei amici “Piombini”, che stanno lavorando con grande passione al loro progetto, e vi invito tutti ad essere il 27 giugno al Lingotto, a Torino, alla loro riunione per mettere insieme a loro il primo mattoncino nella ricostruzione del nostro Partito. In chiusura lasciatemi ringraziare tutte le persone che hanno lavorato con me in questi anni, a partire da Marco Simoni, mio amico e fratello, che ha scritto solo poche ore fa la cosa che più ho apprezzato in tutto questo tempo e che più mi è parsa millimetricamente precisa sul mio conto: “Non ha mai ceduto al populismo contro i politici per lucrare qualche voto. Non è mai venuto meno al radicalismo delle sue idee e dei suoi programmi, per ottenere un posto al sole”. Come i fatti hanno dimostrato non è stata forse la più redditizia delle strategie, ma è l’unica che avrei mai potuto e saputo adottare. Buon lavoro a tutti. Ivan

Europee 2009,l'Europa vira a destra...

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Habemus Papi

Election blues

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- Naturalmente sono dati provvisori, parliamo sempre in linea teorica. - Naturalmente. - E' chiaro che siamo estremamente soddisfatti di questo risultato. Estremamente soddisfatti in linea teorica. - Se prendete meno del 40% per voi è un disastro. - Siete solo invidiosi perché la vostra soglia di disastro è al 22. - Attenzione, scusate, ecco i nuovi dati Nexus. - Posso fare un'osservazione? - Certo. - Questi sono dati provvisori e le forchette sono ancora molto alte. - Naturalmente, onorevole. - Quindi il nostro è un po' un discorso teorico, diciamo. - Certo. Lei cosa ne pensa, direttore? - Guardi, se i dati fossero davvero questi, perché ovviamente è ancora presto per dirlo, io credo che tutti i direttori di giornale dovrebbero andare in video con gli occhiali a mo' di fermacapelli. - Ecco, a questo proposito, forse non avete notato che il primo partito d'Europa ha guadagnato rispetto all'ultima tornata elettorale lo stesso numero di seggi che è stato perso in totale da tutti gli altri. Cosa ci dice questo, ci dice che la campagna elettorale fatta sul gossip non funziona. - Non sono d'accordo. Noi possiamo dirci molto soddisfatti, sempre che i dati siano corretti, perché la vostra vittoria non è stata totalmente annichilente. - Posso fare un piccolo appunto? - Sì? - Dobbiamo sempre ricordare che queste sono soltanto delle proiezioni provvisorie. Stiamo sempre facendo un discorso, come dire... - Teorico. - Avrei detto stupido ma così suona meglio. - Attenzione, ecco, secondo gli ultimi dati i comunisti sarebbero al 65%. - Ecco, guardi, questo è un dato che davvero fa cadere gli occhiali da sopra la fronte. Se soltanto le sei liste comuniste, tutte singolarmente al di sopra del 50%, si fossero presentate unite, allora tutti in questo studio ammirano la linea della mia giacca. - Questa è la dimostrazione che la campagna elettorale fatta sui problemi con la giustizia non funziona. - Non è vero. Il nostro risultato è buono, basta guardare i numeri: la distanza tra maggioranza e opposizione è diminuita. - Ma voi non siete l'opposizione. - Da oggi sì. - Posso fare una piccola osservazione? - Sono dati provvisori, lo sappiamo. - Ah, è laureato anche lei? - Questa è la dimostrazione che la campagna elettorale fatta sull'intelligenza non funziona. - Ecco, a questo proposito, voi forse non avete ancora considerato questi risultati da un punto di vista meno italocentrico e più europeo: in quest'ottica - - Posso interromperla un istante? - Certo. - Grazie, prosegua pure. - in quest'ottica, è chiaro che la crisi della sinistra non è da ricollegare, come ha affermato prima il direttore, all'uso indiscriminato delle cravatte slim, bensì ad un fenomeno più generale di flessione dei principali partiti socialdemocratici europei in seguito alla nascita di tre generazioni di idioti. - Non sono d'accordo. Io credo che la socialdemocrazia esca rafforzata da questo risultato, perché se vince la destra vuol dire che l'Europa ha ancora bisogno di sinistra. - Direttore, cosa ne pensa? - Mah, guardi, io aspetterei almeno i dati definitivi prima di dare dell'imbecille all'onorevole e di esporre i suoi ridicoli pantaloni al pubblico ludibrio. - Posso dire una cosa? - No. - Questa è la dimostrazione che la campagna elettorale fatta tutta in maglione non funziona. - Sono arrivate le ultime proiezioni, e ci sono dei colpi di scena. Onorevole, per voi è un duro colpo. - Non è vero. Siamo comunque soddisfatti perché ci sono ampi margini di miglioramento: la forchetta è quattro volte i nostri voti. - Buonasera. Posso dire una cosa? - Guardi che la riconosco benissimo anche con i baffi disegnati. - Sono baffi provvisori.

Cancellazione radicale (abituale)

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Domenica 7 giugno 2009, ore 23:55. Sul sito del Ministero dell'Interno la Lista Bonino Pannella, dopo 1.127 sezioni scrutinate, è al 2,37%.

Il sito di Repubblica se ne strafotte e la cancella dalla home page.
Insomma, tutto in ordine.
Saluti.
Aggiornamento delle 00:31.
L'immagine in home page non cambia.
Nelle pagine interne, invece, le percentuali sono state aggiornate, ma come vedete, la smania di eliminare la Lista Pannella-Bonino (che a quest'ora si attesta intorno al 2,50%) è la stessa.
Tecnicamente, si tratta di una censura bella e buona.
Aggiornamento delle 00:36 Nelle pagine ancora più interne, La Repubblica non può proprio esimersi dal comunicare che esistono anche i Radicali, e allora fa il massimo che può: mette tutti i partiti in rigoroso ordine decrescente di percentuale, ma casualmente piazza la Lista Pannella Bonino fuori ordine, quattro o cinque posizioni sotto quella che le competerebbe (cliccare sull'immagine per ingrandirla).
Quando si dice che uno ce la mette tutta, eh?

"La cacca" ovvero: storia naturale dell'Innominabile.

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La mia ultima chiamata

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A qualcuno di voi sarà giunta voce del fatto che gli ultimi sondaggi sulle prossime europee accreditano la Lista Bonino-Pannella di un sorprendente 3%.

Sembrerebbe un recupero prodigioso, a onor del vero, e in parte lo è: abbiamo lavorato sodo, nell'ultimo mese, senza risparmiare una briciola di energia, sottraendo tempo al nostro lavoro, alle nostre famiglie, ai soliti cazzi di tutti i giorni.
Insomma, come sul dirsi, abbiamo dato il fritto.
Ma non è tutto.
Il punto è anche (e soprattutto) un altro: dopo lo sciopero della sete di Marco Pannella, le televisioni sono state costrette a rimediare (sia pure in modo molto parziale) al deficit di democrazia che aveva cancellato i radicali dai tg, dalle trasmissioni di approfondimento, insomma, per dirla in estrema sintesi, dalla percezione degli italiani.
Ebbene, in due settimane, quelle in cui gli elettori hanno potuto perlomeno sapere che ci presentavamo alle europee, abbiamo guadagnato un paio di punti buoni.
Adesso la tentazione sarebbe quella di domandarsi quale percentuale ci attribuirebbero, oggi, se le televisioni avessero applicato uno straccio di legalità non soltanto nelle ultime due settimane; oppure quella di iniziare a rammaricarsi perché presumibilmente ci andremo vicini da morire, a quel 4%, e tuttavia non ce la faremo per un pelo.
Ma bisogna vincerle, a volte, le tentazioni, a dispetto di quello che diceva Oscar Wilde.
Così, ancora per un paio di giorni, le metto da parte, e mi concentro su quello che ritengo davvero importante, non solo per me e per gli altri militanti radicali, ma per tutto il paese: possiamo ancora farcela.
Se avete a cuore i diritti civili, la legalità, la laicità dello stato, la libertà di scelta degli individui, la lotta a tutti gli integralismi, l'antiproibizionismo; se almeno un dubbio, anche piccolo, lo avete, prendete in considerazione l'idea di darci una mano.
E di darla al paese.

Er mejo della videopolitik

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In chiusura della campagna elettorale, ecco la classifica dei migliori spot elettorali. Al 1° posto per realizzazione e originalità: FILIPPO PENATI, candidato a Presidente della provincia di Milano.

Al 1° posto per visualizzazioni (ma non chiedetemi perché, sembra lo spot di Mediolanum - vai Doris!): ANTONIO DI PIETRO, candidato capolista IDV alle elezioni europee.
Al 1° posto nel mio cuore: LISTA BONINO-PANNELLA. Non ho scelto uno degli spot in circolazione, ma proprio per l'affetto che mi lega alla lista, ho preferito pubblicare il video migliore di tutti i tempi, che meglio rappresenta l'essenza Radicale: Pazzi di libertà. Se anche a voi scende una lacrimuccia mentre lo guardate, mi sentirò meno cogliona.

Blind date

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Allora, gente, ho già abbondantemente dichiarato in un altro post (e opportunamente segnalato nella colonna a fianco) che alle prossime elezioni europee voterò per Marco Cappato, della Lista Bonino-Pannella. Senza star qua a ripetere i motivi che mi inducono a questa scelta (se volete potete andare a rileggerveli), vi comunico che stasera, a partire dalle 20:30, Marco sarà in chat con chiunque voglia parlare con lui; per non far mancare a nessuno la possibilità di dire la sua, sarà possibile farlo utilizzando Skype, MSN, gTalk e Facebook: cliccate qua per avere tutti i dettagli del caso.

Che altro aggiungere?
Ah, sì: in un'epoca nella quale i politici sono soliti delegare tutto a segretari, stagisti, portaborse, sottopancia, ghost writers et similia, stasera dietro la tastiera, a rispondere alle vostre domande, ci sarà davvero Cappato, in carne e ossa.
Ve lo posso garantire, anche perché -come sempre, dopo una certa ora- stasera sarò là anch'io.
Saluti.

Si scrive Scalfarotto

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Per intenditori: sottofondo musicale "Cassius - toop toop", già colonna sonora, premiata, de Il Divo.

Candidatura confessionale

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Dal sito di Luca Volontè:

Cari lettori, oggi vi sottopongo la mia candidatura al Parlamento Europeo, una occasione per rifare cristiana l'Europa(1), rendere più popolare e democratica l'Europa(2), ravvivare l'UE nel contesto attuale(3). Il Partito Popolare Europeo è una grande famiglia nella quale si deve riprendere e rilanciare la comune radice(4) del personalismo cristiano e dell'economia sociale di mercato. Penso che la mia esperienza e le mie battaglie parlamentari(5) e l'impegno di coerente laico(6) cristiano, possano essere un buon punto di partenza per svolgere fino in fondo la sfida europea(7), in difesa della nostra italianità culturale, religiosa, sociale ed economica(8). Non possiamo attendere gli effetti delle decisioni europee all'interno dei nostri confini(9), in questa prossima legislatura(10) dobbiamo impegnarci in Europa per elaborare nuovi modelli di sviluppo cristianamente ispirati(11) e difendere gli interessi del Paese(12). C'è bisogno di una diversa Europa(13), meno burocrazia e più democrazia popolare. Urge un vero e radicale(14) estremismo di centro!
(1) Modello "andiamo alle Crociate". Iniziamo proprio bene.
(2) Eviterei la ripetizione. Una cosa del tipo "renderla più popolare e democratica" no, eh?
(3) Anzitutto, che vuol dire "ravvivare"? Organizzare delle feste? Eppoi, suvvia, certo che parliamo del contesto attuale: io non ho mai visto uno che si candida e vuole fare qualcosa nelcontesto di 50 anni fa.
(4) Riprendere una radice e rilanciarla: che bella immagine, eh? Roba da olimpiadi dell'ortofrutticolo.
(5) Battaglie che si possono sintetizzare con dichiarazioni del tipo: "Una preghiera per l’anima di Piergiorgio Welby, e la richiesta da parte dell’autorità giudiziaria di arrestare i colpevoli di questo omicidio". Belle battaglie, non c'è che dire. (6) "Distribuire anticoncezionali gratuitamente e dare il codice verde alla pillola del giorno dopo nel pronto soccorso significa mortificare il lavoro dei consultori e inculcare nelle giovani donne una cultura della deresponsabilizzazione e del disprezzo della vita umana". Laico, come no. (7) Per dirla tutta, una sfida si affronta, si raccoglie, si lancia, ma non ho mai sentito dire che si possa "svolgere".
(8) Italianità culturale? Italianità religiosa? Italianità sociale? Italianità economica? Mah...
(9) Andiamo ad attenderli fuori dalle acque territoriali, dai!
(10) Mica ho capito: in questa legislatura o nella prossima?
(11) Vediamo un po': "modelli di sviluppo cristianamente ispirati". Messe aziendali, eucarestie universitarie, confessioni industriali?
(12) Il Paese in questione è il nostro, oppure il Vaticano? Così, tanto per sapere.
(13) In effetti, potremmo chiedere a quelli della Santa Sede se gli va di entrare...
(14) Questa è una parola grossa, e temo che scriverla sia addirittura peccato. Confessarsi, e di corsa.

Campagna elettorale finlandese contro Berlusconi

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E’ quantomeno sorprendente la vicenda trapelata dalla campagna elettorale finlandese. Il Keskusta, un partito di centro guidato dal Premier Matti Vanhanen, ha pensato di utilizzare uno slogan abbastanza atipico per raccogliere più voti possibili nelle prossime elezioni al Parlamento europeo che si terranno il 7 giugno: «Berlusconi è contro la Finlandia». Leggete qua. Che ve ne pare? Allegra & Bleek

Io voto per Cappato

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Avrete capito che questo blog è un posto in cui non necessariamente la si pensa tutti allo stesso modo: alcuni di noi hanno già avuto modo di esprimere il loro parere sulle prossime elezioni europee, indicando esplicitamente il candidato che sostengono, e magari di qui al 4 giugno lo faranno nuovamente.

E' a titolo strettamente personale, quindi, che quest'oggi vi dico la mia: voterò per Marco Cappato, e lo farò con la convinzione di chi, lavorando spalla a spalla con una persona ormai da un bel pezzo, ha potuto apprezzarne l'onestà intellettuale, oltre che condividerne le battaglie politiche.
Marco ed io, negli ultimi tre anni, ci siamo occupati insieme di un sacco di cose; sono le cose in cui credo, quelle che nello stesso arco di tempo ho cercato di raccontarvi, sulle pagine di questo blog, con un linguaggio un po' diverso da quello istituzionale -e un po' freddino- dei comunicati politici.
Per cui, amici miei, questo è quanto: voterò per Cappato perché mi fido di lui.
D'altra parte, che altro potevate aspettarvi da un miscredente come me?

Manifesti elettorali abusivi: fermali con una foto!

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Si avvicinano le elezioni, e le nostre città cominciano già ad essere imbrattate dai manifesti elettorali abusivi.

Si tratta di uno scempio, di una prepotenza e di una illegalità, di fronte alla quale le istituzioni si apprestano a divenire complici dei partiti e dei boss politici locali. In un servizio mandato in onda da Le Iene, grazie a un'inchiesta condotta dal radicale Mario Staderini, si sente dalla viva voce del rappresentante della maggiore agenzia di affissioni di Milano come vengono gestite le campagne elettorali sulle strade della Capitale:
Il mio consiglio spassionato da tecnico è andare in abusiva, solo in abusiva! (...) Il Comune non riesce a starci dietro. Chiude un occhio. Poi magari te li coprono, però dopo 4-5 giorni. Il Comune lo sa che siamo noi a devastare la città.
Per legge i manifesti elettorali andrebbero affissi negli spazi che ogni comune mette a disposizione in occasione della campagna: ad ogni partito sono assegnate un pari numero di plance appositamente contrassegnate, e ogni manifesto attaccato fuori dagli spazi preposti dovrebbe essere multato per ogni giorno che rimane affisso. L'intervista delle Iene, sul punto, è però chiarissima:
Noi prendiamo multe per 58mila euro, ma paghiamo 1.000 euro ed è finito. Nessuno ha mai pagato una multa da quel punto di vista lì. Aspettano tutti i condoni. Invece quest'anno non devi nemmeno aspettarlo, perché c'è già.
Infatti dopo ogni campagna elettorale i partiti si approvano un condono per le multe che ricevono: quest'anno la sanatoria è stata approvata per decreto dal governo Berlusconi, e prevede il condono per tutte le affisioni abusive di manifesti politici commesse dal 2005.
Giro tutta la notte per controllare che non ci siano sovrapposizioni delle squadre e per risolvere, eventualmente, controversie sul territorio. Come vedi ho una pistola a portata di mano.
Sono le parole letterali del boss dell'organizzazione di attacchinaggio elettorale a Roma, riportate dal Corriere della sera in un articolo dell'11 aprile 2008. Io, amici miei, direi che sarebbe il caso di far cessare questo schifo, riprendendoci le città, le strade, il senso della legalità. Si può iniziare con una piccola azione: una foto.
Fotografate i manifesti abusivi che trovate nella vostra città, oppure girate un video, e poi:
Noi, da parte nostra, ci impegnamo:
  • a inviare le foto che pubblicherete al sindaco, al prefetto e alla procura della tua città;
  • a intentare cause legali contro i partiti, e se necessario contro il comune.
Che aspettate? Scattate anche voi la vostra foto.
Perché questo scempio, ne converrete, deve finire.

Europee: chiudete gli occhi e pensate al peggio

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Pensate alle persone più imbarazzanti che potrebbero rappresentarci in Europa... Fatto? Ok, vi do una seconda chance... dimenticate quello che avete pensato e immaginatevi qualcosa di molto peggio. Ora, a meno che non abbiate pensato ad Erick Priebke o al defunto Pietro Pacciani, siete probabilmente ancora fuori strada... Forse i titoli qua sotto possono fornirvi una piccola panoramica di cosa troverete sulle schede elettorali dell'UDC (da qualcuno detto anche Unione Dei Carcerati):

LA CANDIDATURA - «Emanuele Filiberto - ha detto il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, nel corso della conferenza stampa di presentazione della candidatura - sarà una grande sorpresa della politica italiana ed europea. Ne sono convinto. E’ una persona straordinaria e capace. Siamo sicuri che andrà in Europa a difendere quello che ci sta più a cuore, cioè la difesa dell’identità cristiana e della famiglia, con grande capacità». Particolarmente soddisfatto della candidatura di Emanuele Filiberto anche il vicepresidente dei deputati Udc Michele Vietti: «Da piemontese sono particolarmente lieto di questa candidatura che rappresenta un pezzo importante della nostra storia. I giudizi li lasciamo agli storici».
E come se non bastasse, le nuove (e vecchie) conigliette marchiate PDL:
LE ALTRE IN POLE E I «RECUPERATI» - In pole position ci sarebbero poi altre tre o quattro giovani scelte tra quelle che hanno partecipato al corso di formazione che si è tenuto la scorsa settimana a via dell’Umiltà. Tra queste Cristina Ravot, giovane cantante sassarese, Rachele Restivo, giornalista tv, e Laura Comi. Gli apparati di partito cercano di non far escludere «gli uscenti»: dovrebbero essere «recuperati» i vari Bonsignore, Iva Zanicchi, Albertini, Gargani, Zappalà, Antoniozzi. Alcune delle deputate "precettate" dal premier, inoltre, dovrebbero correre per l’Europarlamento, per poi rinunciare una volta elette. Fra loro Gabriella Giammanco e Laura Ravetto, mentre sono in forse Annagrazia Calabria e Beatrice Lorenzin. Per An ci saranno sicuramente in lista Roberta Angelilli e Cristiana Muscardini, mentre si rincorrono le voci del possibile inserimento della figlia di Guido Bertolaso.
Fonte: Corsera.

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