Visualizzazione post con etichetta Renata Polverini. Mostra tutti i post

Salutateci i tunisini

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Visto che Renata Polverini è così spiritosa, salutatele anche i tunisini che hanno tentato di darsi fuoco e che si sono tagliati le braccia per paura di essere rimpatriati, quelli che sono arrivati in Italia dopo un viaggio infernale per ritrovarsi a vivere come bestie ammassate in una gabbia, quelli che hanno salutato figli, fratelli, genitori, amici, e non li rivedranno mai più.
Vedrete, che risate si faranno.

Renata, così è troppo facile

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Sarà che sono un testone, ma insisto a pensare che dichiarare di voler combattere l'aborto senza pronunciare una sola volta la parola "contraccezione" significhi semplicemente fare propaganda.
Se la Governatrice Polverini ha davvero a cuore la sorte delle donne costrette ad interrompere una gravidanza, perché non si occupa anche dei motivi per cui quelle gravidanze sono intervenute? Perché, oltre a ribadire l'obbligo di ricovero per chi utilizza la Ru486, non incentiva l'informazione sessuale nelle scuole? Perché non rende più facilmente accessibili i farmaci contraccettivi, compresa la pillola del giorno dopo che ancora oggi viene quotidianamente negata da un vero e proprio esercito di integralisti? Perché non destina risorse economiche al potenziamento dei consultori?
Niente. Basta occuparsi dell'aborto, cercando di renderlo il più difficile possibile, e il gioco è fatto: sulla contraccezione, neppure una parola.
Se lo lasci dire, Governatrice: è troppo facile fare gli antiabortisti in questo modo.

Ce l'abbiamo fatta, Eminenza!

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Così Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio della Repubblica italiana, a Tarcisio Bertone, Segretario di Stato della Città del Vaticano, commentando l'elezione di Renata Polverini alla presidenza della Regione Lazio.
Evviva la rivoluzione liberale.

Chi ben comincia è a metà dell'opera

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REGIONI: LAZIO; PRIMO GIORNO RENATA, MESSA E BENEDIZIONE STANZA

(ANSA) - ROMA, 16 APR - E' iniziata con la messa nella cappella della Regione Lazio la prima giornata, dopo l'insediamento, di Renata Polverini. La neo governatrice ha partecipato alla cerimonia religiosa officiata da don Achim Schutz, che in seguito ha benedetto la stanza presidenziale.
Qui è stato posizionato il crocefisso, lo stesso che era al comitato elettorale della Polverini, ma sono comparsi anche diversi amuleti regalati dai cittadini alla presidente durante la campagna elettorale.
Tra gli impegni della giornata un incontro con i dipendenti della Regione, un pranzo in loro compagnia e la visita agli edifici che ospitano gli uffici regionali in Via del Giorgione e Via Capitan Bavastro. (ANSA).

Non ti dimenticare delle mie figlie (reprise)

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L'accorato appello del Sindaco di Latina:
Non ti dimenticare delle mie figlie!
La risposta della Governatrice del Lazio:
No, no, ma stai a scherza'? Poi domani mi faccio il calendario, mi faccio un giro...
La versione della Polverini:
Può darsi che fosse un'altra cosa: tante persone mi chiedono di poter rappresentare bene la componente femminile della politica, tante ragazze mi osservano. Forse voleva dire questo.
Non c'è niente da fare, le smentite del giorno dopo sono la cosa più divertente che si possa leggere sui giornali.
Altro che satira.

Non ti dimenticare delle mie figlie

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Accorato appello del Sindaco di Latina:
Non ti dimenticare delle mie figlie!
Risposta della Governatrice del Lazio:
No, no, ma stai a scherza'? Poi domani mi faccio il calendario, mi faccio un giro...
Dal sito di Renata Polverini:
La regione della Capitale d’Italia ha bisogno di una buona amministrazione, ma anche i cittadini del Lazio sono interessati ad avere istituzioni meglio funzionanti e leggi elettorali più efficaci. Ed io non penso che ci sia una sorta di linea di demarcazione tra un buon amministratore ed un buon politico. L’importante è che, su qualunque fronte si agisca, lo si faccia nell’interesse dei cittadini.
Ecco, l'importante è quello.

6 Presidenti con le palle

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Vogliamo fare un po' un quadro dei 6 neoeletti/riconfermati Presidenti delle regioni Pdl/Lega? Dal Nord al Sud, ecco a voi la carrellata:
Roberto Cota, gladiatore della vita (quella nordica, si intende):

Sono per la difesa della vita e penso che la pillola abortiva debba essere somministrata quanto meno in regime di ricovero. [Domanda: "ma quindi quelle pillole che la Bresso aveva ordinato e che sono già arrivate in Piemonte, rimarranno nei magazzini?] Eh sì, per quanto potrò fare io sì.

Roberto Formigoni, l'imperatore eletto illegalmente, la cui storia parla per lui:
L'esperienza di Gioventù studentesca prima e di Comunione e Liberazione poi hanno rappresentato il terreno fertile su cui è germogliata la mia passione per la politica.

Luca Zaia, il pupillo di Bossi e il recordman di queste elezioni:
Mi sarò el Presidente de tuti; e par tuti me darò da far e tuti scoltarò!
[Sarà pure il Presidente di tutti, ma per esserlo la prima regola è farsi capire dalla gente. Si capisce bene, se il Presidente comunica con i suoi cittadini in veneto, chi ne rimane fuori]

La Presidente più discussa su questo blog, Renata Polverini, che mette subito le mani avanti alla maniera destrorsa:
Quando sarò presidente della Regione Lazio non ci saranno né spinelli in vendita nelle farmacie [spinelli nelle farmacie?!], né stupefacenti distribuiti su prescrizione medica.

Stefano Caldoro, inarrivabile per le qualità del suo primo sostenitore, Nicola Cosentino:
Una svolta storica che ci carica di una pesante responsabilità in una regione che fino a poco tempo fa era considerata un feudo rosso e dove era impossibile l’alternanza. Ora tocca mettersi al lavoro.
[Sono solo io, o il "tocca mettersi al lavoro" di Cosentino inquieta alquanto?]

Allora finiamo in bellezza con la Calabria di Giuseppe Scopelliti. Quando dico bellezza, intendo proprio bellezza, quella della sua candidata "velina" Italia Caruso: Ragazzi, non c'è che dire: si apre per le nostre regioni un periodo di progresso e prosperità.
Siamo proprio in buone mani.

Mobilitazione parrocchiale

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Per avvalorare la recente esternazione del Santo Padre secondo cui "la Chiesa non si identifica in nessun programma politico", il parroco di San Tommaso ai Cenci a Roma ha avuto l'alzata d'ingegno di inviare ai propri parrocchiani questa mail:

In coscienza, quanti credono nell’amore, nella vita, nella famiglia non possono votare lo schieramento avversario, che nega concretamente tali Principi. (...) Anche l’ipotesi di astenersi dal voto, è una scelta inopportuna perché sono in ballo valori troppo alti ed è un momento molto critico in cui bisogna uscir fuori per difendere particolarmente i valori della vita e della famiglia e fermare la disgregazione ormai già in atto da molti anni nel nostro Paese. Per questo, si può essere convinti che nel Lazio è meglio votare l'attuale schieramento di Renata Polverini come nelle altre Regioni coloro che sostengono tali valori.
Che volete che vi dica? Manca meno di una settimana alla battaglia, e a quanto pare gli eserciti sono schierati in campo aperto.

Crociati compresi.

Ma anche Olimpia

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Una domanda sorge spontanea: chi sono i candidati della lista civica della Polverini, quelli che si prenderanno tutti i voti mancati del Pdl?
Ecco a voi Olimpia Tarzia, candidata nella lista civica di Renata Polverini, appunto, e dotata di un curriculum mica da ridere:
Tra i fondatori del movimento per la vita italiano;
VicePresidente nazionale della Confederazione Italiana Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana;
Presidente nazionale del Comitato per la Famiglia, sorto in occasione della preparazione del Family Day;
Capolista in diverse Regioni per le elezioni al Senato 2008 nella Lista con Giuliano Ferrara “Aborto? No, grazie”;
Cantautrice, oltre de "Una vita mancata" che potete sentire sopra, anche di "Sì alla vita", che recita: "Troveremo insieme la via d'uscita a questa lucida follia/che vuole la vita e le sue leggi schiave di un'ideologia".
Cotanta donna, oltre a portare il suo valore aggiunto alla candidatura della Polverini, ha già provveduto a portare più "vita" alla città di Roma, e soprattutto ai suoi muri, come potete vedere nella foto qui sotto, scorgendo la sua chioma bionda oltre i manifesti che allertano i cittadini dei soldi spesi per le buche (se anziché sprecarli per i manifesti, li avessero spesi per coprire qualche buca in più, magari i cittadini se ne sarebbero accorti da soli, dell'intervento salva-buche): E la Polverini, con popò di candidati, sarebbe quella a favore delle coppie di fatto?
A me la Polverini, ogni giorno che passa, mi ricorda sempre più il maanchismo veltroniano.
Francamente, non ne sentivamo proprio la mancanza.

La Polverini e il preservativo

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Interviste per strada ci regala un avvincente intervento di Renata Polverini; liste elettorali e colpe dei radicali a parte, a me pare assai significativo il passaggio che riguarda i distributori di preservativi nelle scuole:

Penso che non può essere quella la risposta,
Ah, quindi è contraria.
nelle scuole bisogna andare
dove?
ad un sistema
Ah, "andare ad un sistema"... Interessante...
di informazione
Certo, si capisce, ci vuole l'informazione.
integrata
Eh?
dove comunque
Sì?
c'è una educazione
Ok, questo s'era capito, ma insomma dove vogliamo andare a parare?
per evitare che ci sia
Cosa?
anche
Oltre a cosa?
la trasmissione di malattie attraverso atti sessuali.
Ah, quindi, diciamo, ci vuole il preservativo. Cioè è contraria, ma favorevole. Purché sia una cosa "integrata". Tutto molto chiaro. Grazie.

Decreto ad paninum

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Napolitano firma il decreto. E poco più di un'ora dopo il suo varo, il presidente della Repubblica ha emanato il decreto legge salva-liste. Il capo dello Stato ha dato il suo via libera al decreto una volta verificato che il testo - spiega il Quirinale - corrisponde alle caratteristiche di un provvedimento interpretativo della normativa vigente.
Pare il governo di Fantasilandia sia riuscito infine a confezionare quello che si preannuncia essere il DL più fantasioso e sgangherato della storia della Repubblica.

Con quale faccia tosta, con quale autorità?

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Supponiamo che io sia il consulente di un'associazione senza scopo di lucro che si occupa di assistere i malati, e immaginiamo che quell'associazione, avendone i requisiti, decida di iscriversi all'elenco degli enti che possono ricevere il 5 per mille dai contribuenti allo scopo di raccogliere fondi da destinare alla sua lodevole attività: come la legge prescrive, per essere inserita nella lista l'associazione incarica un commercialista abilitato (cioè me) di inviare via internet un'apposita domanda all'Agenzia delle Entrate entro la mezzanotte di una certa data.

Supponiamo che io, ricevuto l'incarico, aspetti l'ultimo giorno utile per provvedere all'adempimento, e che proprio allora mi venga la febbre a quaranta, resti chiuso in un ascensore, mi si fermi la macchina mentre sto tornando da chissà dove, oppure mi capiti qualche altro impedimento ben più serio della semplice esigenza di mangiarmi un panino.

Supponiamo che alla fine io mi liberi, superando mille peripezie, ma riesca a mettermi davanti al computer solo tre quarti d'ora dopo la mezzanotte, e che a quel punto tenti disperatamente di inviare la domanda fuori tempo massimo, sia pure per una manciata di minuti, per cercare di evitare che un ente dai fini così meritori perda la possibilità di reperire il denaro necessario a portare avanti le sue benefiche iniziative.

Ebbene, sapete come andrebbe a finire? La domanda sarebbe tardiva. Cioè irricevibile. Cioè senza alcuna speranza di accoglimento. E non basterebbero il TAR, la Corte d'Appello, il Presidente della Repubblica e tutti i comizi del mondo per sanare la situazione, perché il termine era perentorio, io lo conoscevo in anticipo e se avessi voluto premunirmi contro i contrattempi dell'ultimo momento avrei potuto agevolmente provvedere qualche giorno prima: per i malati, per l'assistenza che avrebbero potuto ottenere grazie ai fondi che l'associazione avrebbe raccolto, nessuna possibilità.

Sarebbe giusto così, evidentemente, perché la legge è la legge, e se così non fosse l'Agenzia delle Entrate si troverebbe a dover gestire centinaia di domande tardive con relative giustificazioni, precisazioni, pretesti e scuse, e alla fine sarebbe costretta a fissare un tempo massimo per ricevere tutte le domande tardive, ma quel tempo massimo a sua volta potrebbe essere disatteso per tre quarti d'ora con relative proteste ed eccezioni da prendere nuovamente in considerazione, e così via all'infinito.

Ciò detto, mi domando: perché mai per i partiti dovrebbe essere diverso? Per quale motivo chi si candida a rappresentare gli elettori, e quindi dovrebbe essere il primo a rispettare le regole cui essi sono tenuti ogni santo giorno, si arroga la facoltà di esserne esente? Ma c'è di più: con quale autorità, una volta eletti, costoro potranno obbligare i cittadini a rispettare le scadenze se invece di dare l'esempio sono stati i primi a disattenderle?

Dite la verità: non riuscite a vergognarvi neanche un po' per quello che state chiedendo?

We are the world for Polverini

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Non so chi abbia realizzato questo video: sta di fatto che è di livello as-so-lu-to. E io sono uno che di solito misura le parole.

Eppure Rotondi l'aveva detto

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Ricordate questo titolo? Risale al 23 novembre 2009, e allora le dichiarazioni di Rotondi furono oggetto di polemiche e battibecchi anche all'interno della maggioranza di governo.

Ebbene, se dovessimo decidere di berci la versione di Alfredo Milioni, secondo il quale la lista del PdL alla regione Lazio non sarebbe stata presentata a causa della sua improcrastinabile esigenza di andarsi a mangiare un panino, il monito di Rotondi suonerebbe addirittura come una specie di profezia.

Non c'è niente da fare, sarà che sono illuminati dall'alto, ma 'sti democristiani hanno proprio una marcia in più.

Generatore automatico di giustificazioni dei presentatori di liste del PdL in ritardo

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Fare refresh per ottenere una giustificazione nuova di zecca.

Il partito del fare come gli pare

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Succede che ci sono le elezioni e l'incaricato di un partito deve presentare le liste entro un termine perentorio come tutti gli altri: però se ne strafotte, esce dal tribunale con le firme in mano e poi torna con tre quarti d'ora di ritardo quando ha finito di fare i suoi comodi che non si è ben capito (o forse si è capito benissimo) quali siano, e quando alla fine non gli permettono di rientrare biascica una serie di giustificazioni sconnesse dalle quali l'unica cosa che si capisce è che meno si capisce, meglio è; allora, siccome quel partito è potente e come tutti i potenti si crede al di sopra della legge, invece di ammettere l'errore e rassegnarsi il suo leader prende su, si incazza e fa un comizio, pretende di avere ragione a dispetto di qualsiasi regola, se la prende con la burocrazia rivendicando la facoltà di infischiarsene dei termini e confondendo il diritto con l'arbitrio, si mette a sbraitare a destra e a manca con un'arroganza che lèvati, minaccia che non smetterà di fare casino finché non gli daranno ragione e blatera che è stato violato il diritto dei cittadini a votare i loro rappresentanti senza peraltro aggiungere che quel diritto l'ha violato proprio il suo delegato presentandosi in ritardo per completare chissà quali manovre; poi, visto che ha fatto trenta, decide di fare trentuno e dà pure degli squadristi a quelli che invece hanno seguito le regole.

Niente da dire, il PdL è proprio il partito del fare. Come gli pare.

La Polverini ha capito per chi si candida?

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Ricapitoliamo: a quanto pare la Polverini è favorevole a riconoscere i diritti delle coppie di fatto, considera gli immigrati come una risorsa per il paese ed è pure contraria al nucleare.

Qualcuno, per l'amor di Dio, dica a chi le scrive i discorsi per quale coalizione si sta candidando.

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