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Elenco delle categorie che dovrebbero avere diritto di replica da Fazio e Saviano

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Visto e considerato che quelli delle associazioni pro-life rivendicano un diritto di replica da Fazio e Saviano in ragione del fatto che questi ultimi hanno lasciato parlare Mina Welby e Beppino Englaro, tenuto conto del fatto che analoga opportunità è già stata concessa al ministro Maroni, e dal momento che le regole, se sono regole, debbono valere per tutti, ho fatto mente locale sulle altre categorie che, se tanto mi dà tanto, dovrebbero avere la possibilità di andare a "Vieni via con me" per replicare ad alcune delle idee espresse nel corso delle prime tre puntate.
Ne è venuto fuori, naturalmente, un elenco; mentre ve lo incollo qua sotto, invito il cda della RAI a mettersi urgentemente al lavoro per pronunciarsi sul diritto di replica di ciascuna delle categorie sottoelencate. Buon lavoro.

  • Quelli che non vogliono che vengano costruite le moschee;
  • quelli che pensano che i gay siano degli invertiti;
  • quelli che ritengono giusto fare tagli alla cultura;
  • quelli che hanno la passione dei plastici di Vespa sui luoghi degli orrori;
  • quelli che sono favorevoli a respingere gli immigrati fuori dalla acque territoriali;
  • quelli che sono contrari a dare la cittadinanza agli stranieri;
  • quelli che vorrebbero cacciare i rom a calci nel culo;
  • quelli che reputano Don Gallo un prete indegno della tonaca;
  • quelli che detestano la vecchiaia;
  • quelli che a Stefano Cucchi lo resusciterebbero per dargliene ancora un po';
  • quelli che se fosse per loro i carcerati starebbero a pane e acqua;
  • quelli che rimanderebbero a casa tutti i rifugiati politici;
  • quelli che agli immigrati sulla gru li avrebbero fatti scendere sparandogli con la doppietta;
  • quelli che pensano che le donne debbano essere sottomesse agli uomini;
  • quelli che vorrebbero le classi differenziate per i disabili;
  • quelli che detestano il sud e i meridionali;
  • quelli che sono convinti che chi paga le tasse è un fesso;
  • quelli che vogliono organizzare un'altra raccolta di firme contro Saviano;
  • quelli che credono che con la cultura non si mangi;
  • quelli che ritengono che in tv non si debba parlare di prostituzione;
  • quelli che sono convinti che la mafia e la camorra non esistano;
  • quelli che considerano la mafia e la camorra delle gran figate;
  • quelli che prosperano sui lavoratori precari;
  • quelli che ce l'hanno a morte con gli operatori dei call center;
  • quelli che metterebbero in galera gli omosessuali;
  • quelli che ritengono giusto che un ministo della repubblica voglia mettere il tricolore nel cesso;
  • quelli che sono stati stracontenti della visita di Gheddafi coi cavalli berberi
  • quelli che sono convinti che per pulire una stalla ci voglia esperienza;
  • quelli che è l'ultima volta che vanno a votare;
  • quelli che reputano sbagliato fare lavori occasionali per mantenersi agli studi;
  • quelli che ritengono che Fini non c'entri niente con i valori della destra;
  • quelli che ritengono che Bersani non c'entri niente con i valori della sinistra.

L'elenco di Maroni

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Visto che stasera il ministro Maroni sarà da Fazio e Saviano per difendere la Lega, gli consiglio di leggere l'elenco che ho preparato apposta per lui. Chissà, magari già che c'è riesce a spiegarci in che modo dobbiamo interpretare le perle che ci sono scritte dentro.

  • Gli immigrati bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni. (Umberto Bossi, ministro delle Riforme per il Federalismo)
  • Quegli islamici di merda e le loro palandrane del cazzo! Li prenderemo per le barbe e li rispediremo a casa a calci nel culo! (Mario Borghezio, europarlamentare)
  • Agli immigrati bisognerebbe prendere le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù. (Erminio Boso, europarlamentare)
  • La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Gli omosessuali devono smetterla di vedere discriminazioni dappertutto. Dicano quello che vogliono, la loro non è una condizione di normalità. (Flavio Tosi, sindaco di Verona)
  • Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga. (Renzo Bossi, consigliere regionale della Lombardia)
  • Gli omosessuali? La tolleranza ci può anche essere ma se vengono messi dove sono sempre stati... anche nelle foibe. (Giancarlo Valmori, assessore all’ambiente di Albizzate)
  • A Gorgo hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e didietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella e a sua madre. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Carrozze metro solo per milanesi. (Matteo Salvini, eurodeputato)
  • Sono stato, sono e rimarrò un razzista secondo le ultime direttive UE poichè credo, e aspetto smentita da quei pochi che mi leggono, che certe notizie riportate solo da Il Giornale definiscano chiaramente che tra razza e razza c'è e ci deve essere differenza. (Giacomo Rolletti, assessore all’ambiente di Varazze)
  • Gli sciacalli vanno fucilati. Bisogna dare alle forze dell'ordine l'autorità di provvedere all'esecuzione sul posto. Ci vuole la legge marziale. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
  • Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • I disabili nella scuola? Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati. (Pietro Fontanini, presidente della provincia di Udine)
  • Siamo in un Paese libero, o no? E poi la cosa che mi fece più arrabbiare non furono le botte, ma gli insulti. Ebreo. A me. Capito? (Mario Borghezio, eurodeputato)
  • E' un reato offrire anche solo un the caldo ad un immigrato clandestino. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
  • Viva la famiglia e abbasso i culattoni! (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Rispediamo gli immigrati a casa in vagoni piombati. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Finché ci saremo noi, i musulmani non potranno pregare in comunità. (Marco Colombo, sindaco di Sesto Calende)
  • Vergognati, extracomunitario! (Loris Marini, vicepresidente della sesta circoscrizione di Verona)
  • Se ancora non si è capito essere culattoni è un peccato capitale. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Parcheggi gratis per le famiglie, esclusi stranieri e coppie di fatto. (Roberto Anelli, sindaco di Alzano)
  • Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari: io ne ho distrutti due a Treviso. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • E' proprio per questo che invito ad assumere trevigiani: i meridionali vengono qua come sanguisughe. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
  • Se non ci sarà il federalismo, ci potrà essere la secessione. (Roberto Castelli, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti)
  • Noi ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda. (Mario Borghezio, eurodeputato)
  • Mi faccia una lega! (Gino Volta, consigliere comunale di Castel San Pietro Terme, su un paio di slip regalati al sindacoSara Brunori)
  • Le nozze miste, in linea di massima, durano poco e producono più danni che fortune. (Marco Rondini, deputato)
  • L'immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio di Santa Bona non è ancora pronto. (Piergiorgio Stiffoni, senatore)
  • Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
  • Oggi abbiamo avuto notizia che si è suicidato un mafioso, un ex 41 bis, detenuto del carcere di Catania. Certo che se altri pedofili e mafiosi facessero la stessa cosa non sarebbe affatto male. (Gianluca Buonanno, deputato)
  • Se dovessimo celebrare in Friuli Venezia Giulia i 150 anni dovremmo issare sul pennone la bandiera austro-ungarica. (Edouard Ballaman, presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia)
  • Fermiamo per un anno le vendite di case e di attività commerciali a tutti gli extracomunitari. (Matteo Salvini, eurodeputato)
  • E' inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici. (Davide Boni, capodelegazione nella giunta regionale della Lombardia)
  • Gli islamici rompono il cazzo nelle scuole e vorrebbero privarci dei nostri simboli. (Mario Borghezio, europarlamentare)
  • I gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)

Troppo ricchi per il popolo, tranne Silvio

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Alessandro Sallusti sul Giornale di oggi:

Come possono interpretare i bisogni della gente uno scrittore miliardario (Saviano), due conduttori televisivi strapagati (Fazio e Litizzetto, due milioni all'anno di reddito a testa), un direttore d'orchestra con la puzza sotto il naso (Abbado), il solito Benigni più furbo che bravo (4 milioni di reddito per sparare battute) e l'immancabile Vendola, comunista da 16mila euro al mese? Cosa c'entra gente così con i cassaintegrati, gli alluvionati, i terremotati?
Congratulazioni: un bel discorsetto veterocomunista fatto dallo stesso sedicente liberale secondo il quale i bisogni dei cassintegrati, degli alluvionati e dei terremotati li può interpretare il 74° uomo più ricco del mondo.
Davvero convincente.

Non una tetta, non un culo

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Non guardo quasi più la televisione “in chiaro”, già da un sacco di tempo. Non mi piace, non mi informa, non migliora la mia cultura, non mi interessa. Non si tratta di snobismo di sinistra, ma, molto più semplicemente, del fatto che la tv via etere fa sempre più schifo. Con una sola eccezione: Rai 3, diretta negli ultimi sette anni, magistralmente, da Paolo Ruffini.

Gli altri canali, infatti, trasmettono TG che, quando non ignorano totalmente le notizie, le comunicano parziali e distorte (ieri il TG1, tanto per fare un esempio qualsiasi, ha diffuso i dati Istat relativi alla soddisfazione degli Italiani riguardo la propria condizione economica, concludendo che sono tutti felici e contenti come piace a Berlusconi l'ottimista, ma dimenticando di dire che i dati erano stati raccolti all’inizio della crisi che ci opprime da mesi). Oppure programmi di approfondimento come Matrix, che ieri mandava in onda (immagini di soli tette e culi, tanto per richiamare le coscienze alla “cul-tura”) lunghi servizi sui calendari che le ultime veline, letterine e letteronze hanno realizzato per l’anno nuovo, tentando senza vergogna di convincere i telespettatori che queste ragazze sono anche tanto intelligenti e che no, non si fanno fotografare nude per mettere in mostra le loro qualità più terrene.
Non voglio sembrare bacchettona, perché non lo sono, ma se c’è una cosa che mi fa girare le palle come due dischi rotanti è il tentativo tutto televisivo di farmi sentire imbecille.
A dispetto dell’evidente declino della Tv in chiaro, Rai 3 con Paolo Ruffini, negli ultimi sette anni, ha lanciato e sostenuto programmi quali: l’approfondimento politico di Ballarò con Giovanni Floris, le inchieste giornalistiche di Presa Diretta con Riccardo Iacona, le interviste (a Roberto Saviano sopra a tutti) di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa, accompagnate dall’ironia e la satira di Luciana Littizzetto, Antonio Albanese, Aldo Giovanni e Giacomo, Antonio Cornacchione, la rappresentazione dei grandi misteri italiani di Blu Notte, con Carlo Lucarelli, che ha ripercorso la storia del terrorismo, delle stragi, della P2, della mafia (ieri puntata dedicata a Peppino Impastato, eroe ucciso a sassate in testa dalla mafia perché aveva osato combattere il boss Tano Badalamenti, detto il "padreterno", prendendolo per i fondelli – quello stesso Peppino Impastato a cui la nobile giunta leghista che governa la città di Bergamo, ha tolto la targa commemorativa che dava il nome alla biblioteca comunale: da Biblioteca Peppino Impastato a Biblioteca Comunale punto – chiaro il messaggio?), Glob con Bertolino, Parla Con Me con la Dandini (ieri c’era Neri Marcorè che volteggiava tra le diverse forme espressive che vedono a proprio agio solo i grandi “One Man Show”, cantava alla Luca Barbarossa, recitava un frammento dello spettacolo teatrale che porta in giro in questi mesi, imitava Daniele Capezzone, Antonio Di Pietro e Maurizio Gasparri talmente bene, che mentre lo guardavo pensavo: adesso non potrò più guardare questi qua senza pensare alla loro imitazione e sbudellarmi dal ridere). Ma ancora: Report di Milena Gabanelli, che con Ruffini è sceso dalle stelle del dopo mezzanotte alla prima serata, l’irriverenza intelligente di Blob ed Enrico Ghezzi, la mezz’ora di Lucia Annunziata, La Storia Siamo Noi con Gianni Minoli e chissà quante altre cose che voi saprete ricordare meglio di me. Ecco: la programmazione di Rai Tre negli anni di Paolo Ruffini mi ha fatto digitare 103 sul telecomando spesso e volentieri, mi ha informato, mi ha fatto sorridere ed imparare, mi ha costretto a riflettere. La buona notizia è che lo stesso effetto deve averlo fatto a tanti altri, perché la terza rete Rai, a fronte di costi bassissimi rispetto alla produzione dei programmi delle due reti ammiraglie, ha collezionato 3,5 – 4 milioni di telespettatori nelle prime serate. La cattiva notizia – stranota – è che Raitre e il suo talentuoso direttore non piacciono a Berlusconi (meglio predisposto verso la Tv delle tette e dei culi, già) e che probabilmente il prossimo CdA della Rai, siccome il Direttore Generale Masi vuole declassare Raitre da rete nazionale a rete regionale, provvederà a sostituire Ruffini con Di Bella o qualcun altro qualsiasi. Si parla anche di Giovanni Minoli, che è bravissimo e che ha scontato una lunga lontananza dal video dopo una famosa intervista a Berlusconi, per Mixer, nel corso della quale si era messo in testa la folle idea di fargli delle domande. Ho stima – e tanta – di Gianni Minoli, ma il pensiero che un giovane e brillante direttore sia sostituito con un altrettanto talentuoso direttore che, però, è ad un minuto dalla pensione, mi fa impazzire di rabbia e mi ricorda che in un recente e azzeccatissimo libricino dal titolo (perfetto) di “Non è un paese per giovani”, gli autori definiscono la generazione mia e di Ruffini “generazione rapinata”. Dalla precedente.
Poi scopro che Ruffini è sostenuto da Dario Franceschini, che ha perso il congresso del partito democratico, mentre Bersani, che lo ha vinto, “è orientato a sponsorizzare” Di Bella.
E allora, amici miei, mi viene proprio da vomitare.
Povero paese nostro...

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