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L'imbarazzo della scelta

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Allergologia e immunologia clinica, Anatomia Patologica, Anestesia rianimazione e terapia intensiva, Audiologia e Foniatria, Cardiochirurgia, Chirurgia dell'apparato digerente, Chirurgia generale, Chirurgia Maxillo facciale, Chirurgia plastica e ricostruttiva, Chirurgia toracica, Chirurgia vascolare, Dermatologia e venereologia, Ematologia, Endocrinologia e malattie del metabolismo, Farmacologia medica, Gastroenterologia, Geriatria, Igiene e medicina preventiva, Malattie dell'apparato cardiovascolare, Malattie dell'apparato respiratorio, Malattie infettive, Medicina d'emergenza-urgenza, Medicina del lavoro, Medicina dello sport, Medicina fisica e riabilitativa, Medicina interna, Medicina legale, Medicina nucleare, Medicina termale, Medicina tropicale, Microbiologia e virologia, Nefrologia, Neurochirurgia, Neurofisiopatologia, Neurologia, Neuropsichiatria infantile, Oftalmologia, Oncologia medica, Ortopedia e traumatologia, Otorinolaringoiatria, Patologia clinica, Pediatria, Psichiatria, Radiodiagnostica, Radioterapia, Reumatologia, Scienza dell'alimentazione, Statistica sanitaria e biometria, Urologia.

Fare il ginecologo non è obbligatorio.
Se proprio volete fare gli obiettori di coscienza per non praticare aborti, è sufficiente che scegliate una specializzazione diversa.
Guardate quante ce ne sono.

Le vite degli altri /13

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In Irlanda legalizzano le unioni civili tra omosessuali, e per gli ufficiali di stato che non volessero celebrarle invocando l'obiezione di coscienza prevedono pene fino a 6 mesi di prigione e a duemila euro di multa.
In Italia non solo le unioni civili non sono consentite dalla legge, ma nel frattempo si continua allegramente, e come se nulla fosse, a fare obiezione di coscienza sulla pillola del giorno dopo, sulla fecondazione assistita e perfino sulla vendita dei preservativi.
Non è che siamo in serie C: è proprio che ormai facciamo un altro sport.

Il diritto va in vacanza

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A Bari, a quanto pare, c'è un solo ginecologo non obiettore che ha deciso di adottare la RU486: siccome, com'è giusto che sia, anche lui deve andare in ferie, il servizio resterà bloccato finché non sarà tornato.
Non c'è niente da fare: siamo ufficialmente un paese del terzo mondo.

Chiedetegli i danni

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Avete fatto bella mostra del vostro integralismo imponendo la vostra coscienza su quella degli altri?
Avete negato la pillola del giorno dopo a una donna sulla base delle vostre personali convinzioni religiose, anche se a prenderla avrebbe dovuto essere lei?
Avete provocato una gravidanza che quella donna non desiderava negandole l'accesso al farmaco contraccettivo a cui aveva diritto?
Sapete che nuova c'è? Si dà il caso che quella donna abbia avuto il coraggio di esporsi e adesso vi chieda i danni.
Staremo a vedere come va a finire. Nel frattempo, però, una cosa è certa: le persone disposte ad abbassare la testa davanti alle imposizioni etiche degli altri sono sempre di meno, mentre aumentano quelle che non hanno paura di rivendicare il proprio diritto all'autodeterminazione e alla libertà di scelta.
Sapete com'è: un conto è avere a che fare con dei sudditi, un altro doversi confrontare con dei cittadini.
Auguroni.

---
Grazie a David per la segnalazione.

Potete denunciarli

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La pillola del giorno dopo è un farmaco contraccettivo e non abortivo: eppure c'è chi si ostina a rifiutarsi di prescriverla invocando una non meglio identificata obiezione di coscienza, paventando catastrofici effetti collaterali e suggerendo alle pazienti di pensarci, ché tanto c'è tempo.
Mentre ricordo che la contraccezione d'emergenza è tanto più efficace quanto più tempestivamente viene assunta (altro che "c'è tempo"), che sugli effetti collaterali si tende spesso e volentieri ad esagerare (al punto che negli altri paesi europei la pillola del giorno dopo viene venduta senza ricetta) e che ottenere il farmaco è un diritto delle donne che lo chiedono, ricordo a tutti che a questo indirizzo è possibile scaricare i modelli per denunciare i medici che non prescrivono la pillola del giorno dopo e i farmacisti che si rifiutano di venderla.
Date retta, non lasciate che qualcuno imponga la sua coscienza sulla vostra: usateli.

Fategliela pagare

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asl

In senso letterale, intendo: si può, come d'altra parte noi dell'Associazione Coscioni andiamo ripetendo da un bel pezzo.

E voi, amici medici, se volete ostinarvi a chiamare obiezione quella che è solo l'imposizione della vostra coscienza su quella degli altri, fate pure: ma se ci scappa una gravidanza indesiderata tenetevi pronti ad assumervi le vostre responsabilità.

Se necessario, mettendo mano al portafoglio.

Obiettori contro l'economia [di Marco Cappato]

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Lo aveva annunciato prima ancora di essere nominato, quindi nessuno ha il diritto di stupirsi.

Il neo-nominato Presidente dello IOR (sì, proprio lo IOR, l'istituto della finanza vaticana) sostiene che "anche l'economista ha diritto all'obiezione di coscienza".

Obiezione su cosa?

Ce lo spiega il Sole 24 Ore del 29 ottobre 2009 a pagina 21: sul "crollo della natalità" e sulla "creazione di vita artificiale".

Insomma, obiezione di coscienza degli economisti su demografia e biotecnologie! Che cosa significa? Che un economista potrà rifiutare di prestare la propria opera a una ricerca o a uno studio che dovesse avere risultati che portano acqua al mulino di chi pensa che il mondo è sovrappopolato?

Mistero della fede. Forse il capo dello IOR voleva semplicemente dire che anche gli scienziati -di qualsiasi scienza- hanno un'etica, e che non necessariamente devono collaborare a ciò che non condividono. Ma se fosse solo questo, perché usare l'espressione "obiezione di coscienza", che fa pensare alla violazione della legge o di ordini ingiusti dello Stato?

In realtà sarebbe più che sufficiente riferirsi a quell'etica che è insita nella scienza stessa: quella della ricerca della verità.

Gli economisti non hanno bisogno di fare obiezione di coscienza: basta che rimangano economisti invece di diventare, di volta in volta, affaristi, politici o... vaticanisti.

L'ultimo delirio della CEI

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(performed by Galatea & Metilparaben)

- Buonasera, dottore.
- Buonasera, signora, mi dica.
- Guardi, io vorrei per favore la pillola abortiva... sa la RU non mi ricodo il numero...
- 486, signora. Però mi spiace, mica posso dargliela...
- Non può darmela?
- Eh, no...
- Ma come? Senta, io rispetto tutti, per carità, anche il Papa e tutti i credo religiosi...
- No signora mi scusi ma c'è un equivoco...
- Che Lei, in quanto cattolico sia contrario ai farmaci arbortivi capisco, per carità, però guardi, abbia pazienza, io proprio non me la sento di andare in ospedale, farmi ricoverare e farmi operare! Tutto perché Lei, caro signore, è obiettore!
- Signora, mi lasci spiegare...
- No, guardi, mi lasci spiegare lei, una buona volta: sono arcistufa del fatto che ogni volta che arriva in commercio qualche nuovo farmaco che a voi cattolici non sconfinfera...
- Signora la prego...
- ... mi tocca fare il giro del mondo! Ma Lei crede che sarei incinta se un altro stronzo di farmacista cattolico non mi avesse fatto perdere ore per darmi la pillola del giorno dopo?
- Signora, posso parlare?
- No che non può parlare! Io chiamo i carabinieri! Chiamo la polizia! Faccio un esposto in procura! Eccheddiamine, ho letto che la RU è commercializzata in italia, e anche se il cardinal non so cosa vi ha dato ordine di non venderela io a questo punto...
- Signora, aho, e adesso basta, parlo io! Chi lo conosce, 'sto cardinale, io sono pure ateo s'immagini! Si può sapere chi cazzo gliel'ha detto che le farmacie vendono la RU486?
- Be', ho letto che la CEI vietava ai farmacisti di venderla...
- La CEI? Come sarebbe a dire, la CEI?
- La CEI! La Conferenza Episcopale Italiana, ha presente? Le pare che farebbero tanto strepito se non la si potesse trovare liberamente in vendita nelle farmacie? Son mica scemi, eh!
- Signora, io non lo so che dice la CEI, ma so che la RU486 si può usare solo in ospedale, quali farmacie...
- E allora perché vietano ai farmacisti di venderla, sentiamo?
- Che vuole che ne sappia, io. Magari per eccesso di zelo, oppure perché manco sanno quello che dicono... O magari si riferivano alle farmacie ospedaliere, che ne so...
- Perché, ci sono delle farmacie apposta per gli ospedali?
- Eh, sì, signora mia...
- E una poveretta che legge il giornale, scusi, che ne sa?
- A me, lo chiede?
- ...
- ...
- Ho capito...
- ...
- Allora mi scusi, vado in ospedale e la chiedo lì, giusto?
- Giusto.
- ...
- ...
- Senta, già che a questo punto mi sa che devo ricoverarmi, mi dà per favore un paio di zoccoli, di quelli di legno, che me li porto in reparto al posto delle ciabatte?
- Eh, signora, non posso...
- Perché pure quelli li danno solo in ospedale?
- No signora, è che sono obiettore: sa com'è, legno, il taglio degli alberi...

Obiettori e perditempo, astenersi

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Statemi a sentire, ché questa è una di quelle notizie davvero utili per una bella riflessione sul nostro paese. Si dà il caso che in Spagna, paese nel quale è stato introdotto il matrimonio tra omosessuali, alcuni giudici avessero iniziato a menarla con la storia che la loro coscienza cattolica gli impediva di ratificare nozze tra persone dello stesso sesso. Investito della faccenda, il Tribunale Supremo spagnolo ha tuttavia parlato chiaro: non è possibile, ha detto, che un giudice possa venir meno al proprio dovere per ragioni di carattere religioso. Siccome sono un tipo polemico, mi risulta impossibile evitare di fare un paragone con quanto accade in Italia; come sapete, l'obiezione di coscienza viene sollevata ad ogni pie' sospinto da chiunque abbia a che fare, sia pure alla lontana, con quelle che le gerarchie cattoliche si ostinano a etichettare come "questioni etiche", ma che invece si dovrebbero più correttamente chiamare "diritti civili". In Italia fanno obiezione di coscienza i medici che non prescrivono la pillola del giorno dopo, i farmacisti che si rifiutano di venderla, gli anestesisti che si astengono dal sedare le donne che abortiscono, i medici di base che non ne vogliono sapere di prescrivere i farmaci per la fecondazione assistita e quelli che sostengono che gli esami di laboratorio sullo sperma possono essere effettuati solo se il seme non è stato raccolto con la masturbazione. Dalle nostre parti, insomma, obiettano un po' tutti, adducendo le motivazioni più fantasiose (il che rappresenta la parte più divertente della faccenda, giacché ciascuno è libero di inventarsi tutte le stronzate che vuole) ma soprattutto (e qua siamo all'aspetto grave del problema) restando sistematicamente impuniti.

L'occasione della sentenza spagnola, pertanto, mi è gradita per ripetere ancora una volta come la penso: qualora nell'esercizio della propria professione ci si dovesse imbattere in incombenze con le quali, a causa di convinzioni religiose che riguardano la propria sfera strettamente personale, non si è d'accordo, le alternative percorribili in uno stato di diritto sono due: pensare per sé, e quindi fornire puntualmente le prestazioni richieste, oppure cambiare lavoro.
In entrambi i casi, astenendosi (stavolta sì) dal rompere l'anima al prossimo.
Ché di problemi, per il momento, ne abbiamo già tanti.

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