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Ah, no?

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Francesco Bruno, psichiatra e criminologo noto per le sue partecipazioni televisive, sulla tragedia di Duisburg:

Corriere della Sera, 21 marzo 2009:

Non ti menano, ti denunciano

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Giuseppe Bruno, criminologo della tv, risponde così alle associazioni omosessuali che l'hanno denunciato all'Ordine dei Medici:

Se oggi parlare chiaro è una colpa, sono colpevole. Gli omosessuali sono dei disturbati, e come tali patologicamente rilevanti. Quando mi dimostreranno il contrario, ci crederò. Insomma, mi condannino anche al rogo, non mi muovo dalle mie posizioni. Io ho il diabete. Non mi offendo se qualcuno mi dice che sono malato, è la realtà. Bene, per quale motivo gli omosessuali si offendono se qualcuno, correttamente, parla di patologia. Peggio ancora di scelte deviate. I gay sono soggetti patologicamente diversi e basta. Dei disturbati. Il mondo moderno va avanti per lobbies ed oggi quelle più potenti ed influenti sono quelle massoniche, ebraiche, omosessuali. Insomma, come quelle dei tassinari a Roma. Se ti opponi, ti menano.
Mentre segnalo al Professor Bruno che i roghi sono stati utilizzati abbondantemente dai suoi amici dell'inquisizione cattolica, non dalla lobby gay, e che gli omosessuali generalmente non menano, ma vengono menati, mi corre l'obbligo di precisare di non essere mai stato picchiato né da un tassista, né da un massone, né da un ebreo.
Magari, a forza di insultarli, può capitare che ti denuncino: ma quella, onestamente, mi pare un'altra cosa.

Omosessuali appestati, pedofili no

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Francesco Bruno, criminologo della tv, sui pedofili:

Pare che oggi i pedofili siano dei portatori di peste, i nuovi untori e vengono trattati, loro malati, peggio degli omicidi che il delitto lo hanno commesso con lucidità e volontà.
Ottimo atteggiamento. Peccato, però, che pochi giorni fa, parlando degli omosessuali, il nostro amico abbia ritenuto di esprimersi così:

Credo che si possa parlare, senza offesa, di omosessualità come lebbra etica.

Sintetizzando, secondo il nostro amico i pedofili non sono portatori di peste, mentre i gay hanno la lebbra.

Come metafora infettiva mi pare chiarissima, o sbaglio?

Senza offesa

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Francesco Bruno, criminologo e psichiatra:

Partendo dall'idea che l'omosessualità è una patologia che deriva da un grave disordine e da una mentalità deviata e talvolta viziosa, ecco credo che si possa parlare, senza offesa, di omosessualità come lebbra etica.
Ricapitoliamo: malati, deviati, viziosi e lebbrosi.

Dovete ammetterlo: il "senza offesa" è sublime.

Si stava meglio quando si stava peggio

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Il noto criminologo Francesco Bruno su Pontifex:

Io ero e resto della convinzione che la omosessualità sia una patologia, una anormalità della sessualità e quindi un disturbo. (...) Omosessuali si diventa, ed il più delle volte, per libera e precisa volontà. In una società che ha perduto ogni valore etico.
Aiutatemi voi, a capire, ché io non mi ci raccapezzo: secondo il professor Bruno l'omosessualità è anormale, ragion per cui i gay hanno un disagio e debbono essere considerati dei malati; però, a ben guardare, non è che quella malattia gli sia capitata tra capo e collo come il diabete o l'Alzheimer, ma sono stati loro stessi a sceglierserla con un preciso atto della volontà; il tutto, sia chiaro, nel quadro di una società che ha smarrito ogni valore etico.

Il che equivale a dire, in estrema sintesi, che il nostro amico reputa i gay:

  • degli anormali con un disagio;
  • ma anche dei malati;
  • ma anche degli autolesionisti;
  • ma anche degli immorali.
Non so cosa ne pensiate voi, ma a me punge vaghezza che gli omosessuali si sentissero meglio quando i più beceri si limitavano chiamarli "froci di merda".

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