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Mi avete rotto: sul serio

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L'uomo che vedete sopra si chiama Joseph Stack. Dopo aver dato fuoco alla sua casa, ha rubato un aereo e si è schiantato contro l'ufficio delle imposte del Texas, provocando un incredibile incendio dell'edificio.
Su internet ha lasciato i suoi ultimi pensieri:

Se stai leggendo questo, ti starai certamente chiedendo: "perché è dovuto succedere?" [...] Ci hanno insegnato sin da piccoli che senza le leggi non esisterebbe la società, soltanto l'anarchia. Ci hanno fatto il lavaggio del cervello in questo paese, e ci hanno fatto credere che di rimando alla nostra dedizione e al nostro servizio, il nostro governo avrebbe assicurato la giustizia per tutti. Ci hanno fatto credere che in questo paese c'è la libertà, e che bisogna essere pronti a dare la propria vita per i principi dei nostri Padri fondatori. Ve lo ricordate? Uno di questi era: "no taxation without representation".
Posso dire con una certa sicurezza che nella mia vita non c'è mai stato un politico che abbia votato pensando a me o al mio interesse.
Tutto è cominciato quando sono incappato in un gruppo che discuteva di tasse. Sono finito in una sezione che dibatteva delle fantastiche esenzioni che hanno reso istituzioni come quella volgare e corrotta della Chiesa Cattolica così terribilmente ricca [...]. Questo periodo della mia vita mi ha fatto capire per la prima volta che vivevo in un paese la cui ideologia è basata su una totale bugia.
Paradossalmente, dopo tutto quello che avevano combinato, il Governo ha deciso di aiutare le compagnie aeree con miliardi di dollari presi dalle nostre tasse... Mentre mi lasciano ammalare e morire e salvano i più ricchi e incompetenti amichetti con i miei soldi!
Mentre vi invito a leggere le sue (illuminanti quanto disarmanti) memorie per intero, mi chiedo cosa avrebbe combinato questo signore se anziché americano fosse stato italiano: se per quello che lui denuncia gli è bastato incendiare casa sua e distruggere l'ufficio delle imposte con un aereo rubato, cosa gli ci sarebbe voluto per le nefandezze che succedono dalle nostre parti?

Strano, stavolta Facebook non c'entra

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Ora che la vicenda si è risolta positivamente è lecito tirare un bel sospirone di sollievo e domandarsi: con chi se la prenderanno questa volta?

Chissà, forse con Facebook (magari a cercare bene c'è qualche gruppo intitolato "Parliamo con la Mussolini ad ogni costo", "Per tutti quelli che se non li fanno incontrare con la Mussolini prendono un ostaggio e si barricano","Alessandra Mussolini vieni qua sennò l'ammazzo"), oppure al clima d'odio creato ad arte dalla sinistra radical chic, dai giornali e dai blogger (ma odio nei confronti di chi? della Mussolini? delle quattordicenni? dei negozi di articoli da regalo?), oppure all'annosa e non ancora risolta questione dell'anonimato in rete (come dite? non c'entra niente? perché, l'altra volta c'entrava qualcosa?).

Oppure no. Forse stavolta non avranno alcuna difficoltà a credere che si sia trattato semplicemente del gesto di un folle, rubricheranno la vicenda alla voce "imprese da squinternati" e se la dimenticheranno nel giro di qualche giorno: cosa cui avrebbero provveduto senza colpo ferire anche nel caso in cui ci fosse malauguratamente scappato il morto.

Insomma, questa vicenda ci insegna qualcosa: alcune alzate d'ingegno delle menti malate sono sicuramente riconducibili alla patologia che affligge i loro protagonisti, mentre per altre occorre una giustificazione in più, un motivo ulteriore, insomma un quid senza il quale la teoria dell'insano gesto non può stare in piedi da sola.

Sia come sia, una cosa è certa: per questa volta nessuno ci verrà a mettere in croce minacciandoci di voler chiudere Facebook o di denunciare qualche blogger per incitazione all'odio.

Sono fortune, cosa credete.

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