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Marco, la differenza la metti tu?

28 Commenti »

Marco Beltrandi è una persona con cui ho condiviso molte battaglie e del quale ho spesso apprezzato le iniziative, ma stavolta ha avuto un'alzata d'ingegno che mi ha lasciato davvero sbalordito: votare contro l'election day, provocando un aggravio di spesa pubblica che in un momento come questo ci saremmo potuti tranquillamente risparmiare, e per giunta farlo per una questione di principio assai discutibile (se si considera l'accorpamento un escamotage per arrivare al quorum, si potrebbe analogamente ritenere il contrario, ossia che la separazione sia un espediente per non raggiungerlo), mi pare un'idea che non brilla affatto per senso di responsabilità.
Il tutto a prescindere dalle assenze nelle fila dell'opposizione e dai 22 deputati sin qui persi dal gruppo, i quali ultimi davvero non si capisce cosa abbiano a che fare con la votazione di oggi (come se un calciatore che ha fatto un autogol si giustificasse dicendo che alcuni suoi colleghi avevano precedentemente cambiato squadra).
Intendiamoci: Marco era padronissimo di votare nel modo in cui ha votato e di sostenere la sua avversione agli accorpamenti; io, da parte mia, sono invece padrone di chiedergli se i soldi che si sarebbero potuti risparmiare abbia intenzione di metterceli lui.
Così, tanto per non dare la sensazione di voler comprare le proprie feroci contrarietà coi soldi degli altri.

Quella fastidiosissima stretta

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Visto che sarà più o meno la settecentocinquantesima volta che quelli della Lega minacciano di andare alle elezioni allo scopo di ottenere il federalismo, il quale a sua volta sarebbe il successo che consentirebbe loro di incrementare il proprio consenso elettorale, mi pare che due dati siano piuttosto chiari.
Primo: se si andasse a votare quelli della Lega non potrebbero più tenere tutti gli altri per i coglioni con lo spauracchio delle elezioni; secondo: se ci si andasse prima del federalismo, non è per niente detto che prenderebbero tutti 'sti voti in più.
Ergo, in questo momento le elezioni non convengono manco a quelli della Lega: oppure, addirittura, a loro convengono ancora meno che agli altri.
Che facciamo, vogliamo iniziare a sgolarci per chiederle prima che si siano apparecchiati la tavola per benino, oppure quella stretta intorno ai coglioni ci piace proprio?

E tu, scusa, che ne sai?

13 Commenti »

Dal Lingotto -cioè dallo stesso posto in cui lanciò la sua candidatura nel 2007, e poi perse le elezioni- Veltroni -non un omonimo, ma lo stesso dell'altra volta- spiega a tutti come tornare a vincere.
Per la serie: chi sa fa, chi non sa insegna.

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