Visualizzazione post con etichetta Eluana Englaro. Mostra tutti i post

Il trionfo definitivo dell'ipocrisia

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Ditemi la verità: se un gruppo di persone si sgola, si straccia le vesti e convoca il Senato in seduta notturna per impedire la morte una donna in stato vegetativo permanente che aveva chiesto lei stessa la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali necessarie a tenerla clinicamente in vita, cosa vi aspettereste che facesse per salvare la pelle a migliaia di uomini, donne e bambini che scappano dall'inferno e sbarcano sulle nostre coste inseguendo disperatamente una speranza di sopravvivenza?
Se tanto mi dà tanto quelle persone dovrebbero scendere in piazza, incatenarsi, minacciare di darsi fuoco con l'accendino in una mano e la benzina nell'altra per fare in modo che quei poveri disgraziati vengano accolti, sfamati, dissetati e salvati dalla morte.
Invece no.
Invece le stesse persone che allora gridavano al crimine contro la vita, evocando lo spettro dell'eugenetica e dando dell'assassino a chiunque cercasse di far rispettare la volontà di quella donna, adesso strillano come ossessi che quei poveri cristi devono andarsene fuori dai coglioni, tornare da dove sono venuti, togliersi di mezzo e arrangiarsi come possono.
Si tratta del definitivo trionfo di un'ipocrisia tanto grossolana da diventare paradossale: un'ipocrisia sfacciata, praticata apertamente come se niente fosse e rivendicata senza ritegno, senza pudore, senza il benché minimo rispetto per la logica.
Spero davvero che qualcuno se ne ricorderà, la prossima volta che questi personaggi verranno a farci la predica sulla sacralità della vita umana.

Il contagio della libertà

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A due anni dalla realizzazione della sua volontà, vorrei ricordare Eluana Englaro con questa meravigliosa pagina di suo padre Beppino:

Ho notato, con amarezza, che le persone restie ai condizionamenti - delle quali Eluana era una evidente esemplare - vengono mal tollerate dalla nostra società perché, reclamando l'esercizio delle loro libertà fondamentali, sovvertono l'ordine prestabilito, e questo infastidisce e spaventa. Non si coglie che essi sono una ricchezza per la collettività, uno sprone al pensare da sé, un contributo al pacifico e prezioso fermento civile. Forse si teme il contagio che la libertà, come l'allegria, sanno muovere tra le persone dalle sensibilità affini.
Quanto vi sembrano piccole, in confronto a lui, le persone che hanno pronunciato parole come queste?

Che dite, serve pure un titolo?

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Io mi ricordo ancora, perché è una battaglia che ho seguito con tanto interesse, che vicino a Luana (sic) c'era il presidente Silvio Berlusconi, che ha fatto firmare dal governo un decreto d'urgenza, e voi stavate con Englaro.
(Daniela Santanchè, 27 gennaio 2010)

N.B. Gli altri stavano con "Englaro", quello cattivo. Il padre.

Ah, adesso viene prima?

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Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo Pdl al Senato, a pagina 2 del Corriere di oggi, sul ddl intercettazioni:

Si può discutere di tutto, ma la dignità della persona viene prima delle esigenze dello Stato.
Ecco, non mi è ben chiaro per quale motivo Quagliariello non sostenesse questo principio con la stessa determinazione ai tempi in cui dava degli assassini a coloro che avevano aiutato Eluana Englaro a realizzare la sua volontà.
Si vede che la dignità della persona viene prima delle esigenze dello Stato solo quando quella persona è un potente: se invece è una malata qualsiasi, diciamocelo, la sua dignità non conta un cazzo.
In fondo basta saperlo prima, no?

Com'è che adesso non sento gridare "assassini"?

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quagliariello
Che strano: se un malato sceglie liberamente di non volere l'idratazione, e qualche povero cristo fa il possibile per cercare di assecondare la sua volontà, si fanno le sedute notturne al Senato per impedirglielo e si grida all'omicidio; se invece un detenuto è costretto a smettere di bere per far sapere al mondo che i tutori della legge l'hanno massacrato di botte, e nell'indifferenza generale finisce per lasciarci le penne, non solo nessuno si degna di fare un fiato, ma per stabilire la verità ci vuole addirittura un'indagine.
Ecco, questo è il paese in cui viviamo.

Voleva salvarla, ma non andò neppure a trovarla

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Io quei giorni li ricordo bene. E ricordo bene, ahimè, anche il particolare vergognoso che ieri ci è stato segnalato da Silvio Viale:

Berlusconi parla di una persona che non ha mai visto e di cui non ha voluto verificare di persona le condizioni. In quei giorni, ben prima del padre di Eluana, avevo invitato lui e Sacconi ad andare a Udine, e prima ancora a Lecco, ma nessuno dei due volle mettersi alla prova. Berlusconi preferì farsi suggestionare da Eugenia Roccella e di approfittare del caso per tentare un colpo di mano con il Presidente della Repubblica. Se avesse avuto davvero a cuore le sorti di Eluana, se avesse davvero voluto "salvarla" come dice, avrebbe potuto muoversi ben prima e soprattutto avrebbe potuto contare sull'effetto mediatico di una visita. Al contrario non lo fece perché sapeva che la vista di Eluana avrebbe demolito ogni ragionevole dubbio verso un estremo gesto di pietà e di rispetto della persona che Eluana era stata e non era più. Quel gesto di vigliaccheria del Premier è destinato a rimanere come una macchia indelebile sulla propria coscienza. Ben diverso è il pietoso rispetto con cui la famiglia Englaro ha difeso l'immagine e la memoria della figlia fissata per sempre alle foto dei suoi anni più belli e di vita di 17 anni prima. Nell'anniversario della scomparsa di Eluana sfido il Presidente del Consiglio a favorire un referendum popolare sul testamento biologico.

E intanto qualcuno ci inzuppa il pane

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Magari non ve ne siete accorti, ma c'è qualcuno che continua a usare l'immagine di Eluana Englaro per propagandare idee esattamente opposte rispetto a quelle per cui lei e la sua famiglia si sono battuti così a lungo.

Un po' come se gli integralisti religiosi facessero un bel manifesto con la fotografia di Harvey Milk, lasciando intendere che si trattava di uno che odiava gli omosessuali, o se se il Ku Klux Klan scegliesse la faccia di Martin Luther King per una campagna sull'odio razziale, scrivendoci sotto a chiare lettere che i negri, tutto sommato, stavano un bel po' sul cazzo anche a lui.

Ci inzuppano il pane, insomma, e cercano di approfittare della situazione come meglio possono: contando sul fatto che lei, Eluana, non può più protestare da un bel pezzo, e che suo padre non sa niente, o se lo sa lascia correre perché è persona di livello troppo alto per infognarsi in una bega del genere.

Invece io, che sono un blogger da strapazzo, ci ficco dentro tutte e due le mani: e rilevo che questa gente l'amava così tanto, Eluana, che non si vergogna di usarla a suo piacimento neanche da morta.

Fate un po' voi.

Chi decide sulla vita. Berlusconi e la lettera alle suore di Eluana Englaro

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Ci sono atti che sono offese in sé. Ecco, la lettera che Silvio Berlusconi ha spedito alle suore misericordine ad un anno dalla morte di Eluana Englaro secondo me è proprio questo: una offesa, tanto più grave ed ingiustificata perché non ha nemmeno la scusante di essere stata fatta a caldo, sull’onda di un’emozione. No, è un ceffone a freddo, pensato e studiato e perciò ancora più ingiustificabile.

Eluana è morta da un anno. In qualsiasi maniera la si voglia pensare in merito a questa vicenda, la vicenda è chiusa. In qualsiasi maniera la si voglia interpretare, essa riguardava un padre ed una figlia, una famiglia: quella di cui tanto si ciancia e per cui tanto si chiedono aiuti e tutele.

Non capisco dunque a che pro scrivere, ad un anno dalla morte, da parte di un Premier alle suore Misericordine. Che a Eluana avranno certo prestato tutte le cure che potevano, e immagino con grande abnegazione, persino con affetto. Ma che, dal punto di vista tecnico e pratico, erano delle perfette estranee, non più legate a lei di quanto possa esserlo stata la sua maestra delle elementari, la portiera del suo palazzo, la sua edicolante.

È curioso che il capo di un Governo che non riconosce e si rifiuta di riconoscere come famiglia qualsiasi coppia che non sia legata da vincoli matrimoniali e considera famiglia potenziale solo una coppia che possa generare prole, scriva una lettera in cui implicitamente considera come legate a Eluana da un vincolo più stretto di quello del padre alcune suore che le prestavano assistenza. Lascia addirittura intendere che loro, le suore, sarebbero state la sua vera famiglia, ed infatti a loro, e non al padre, scrive ad una anno dalla morte.

A loro, alle suore, chiede perdono per non aver fatto in tempo a “salvare” Eluana, come se loro, le suore, fossero state le legittime custodi di quella vita, le tutrici, come se a loro, alle suore, egli dovesse rendere conto di uno sforzo mancato. A loro, alle suore.

Evidentemente per Silvio Berlusconi un estraneo ha ben diritto, persino più diritto di un padre, di decidere sulla vita di un qualsiasi essere umano che non ha mai né generato né sposato, e a cui non è legato da alcun vincolo, nemmeno lontano, di parentela e affinità. Basta che porti un saio.

Galatea

Libera

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eluanaenglarorv6

Eluana Englaro, 25 novembre 1970 - 9 febbraio 2009

Ecco, ora gli manca solo la pillola del giorno dopo

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Dopo l'esaltazione della fedeltà coniugale e la guarigione dall'omosessualità, Povia presenta a Sanremo un bel pezzo sul caso Englaro.

Manca solo un rap contro la pillola del giorno dopo e una ballata sul crocifisso nelle scuole, e poi siamo a posto.

Disabilità capitale

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Perché i crociati di tutto il mondo, che insorgono in massa e parlano di omicidio se si asseconda la volontà di un disabile consentendogli di porre fine a non desiderate terapie, non fanno (almeno) altrettanto casino quando un disabile lo si ammazza per davvero, evidentemente contro la sua volontà?

Coraggio, Cardinal Bagnasco, faccia fuoco e fiamme: d'altronde gli Stati Uniti, per il Vaticano, sono uno stato estero proprio come l'Italia, sa?

Il Signore sia contro di voi

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Dal sito di Militia Christi:

Il Movimento Politico Cattolico "Militia Christi" anche ad Agosto farà una iniziativa per ricordare Eluana Englaro. Domenica 9 Agosto alle h. 17 nella Chiesa di "S. Anna" in Via Merulana n. 177, a Roma, S. Messa in Rito Romano Antico, in suffragio dell'anima della povera Eluana e contro l'eutanasia.
Sarà che non sono esattamente un esperto in materia, ma ho come la sensazione che perfino la liturgia cattolica abbia la decenza di non contemplare la possibilità che si celebri una messa "contro" qualcosa. Occhio, amici di Militia Christi: a forza di sparare pallonate finirete per far incazzare non solo la magistratura laicista (a proposito, avete pagato i vostri debiti o siete ancora morosi?), ma perfino quelli del Vaticano. Crociato avvisato...

Fecondità differenziata

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L'occasione mi è gradita (si fa per dire) per ricordarvi che secondo il nostro Presidente del Consiglio la prova che Eluana Englaro fosse viva consisteva nella circostanza che, nonostante le sue condizioni, fosse astrattamente fertile. Quindi, in estrema sintesi, lei era viva -anche se incosciente- in quanto poteva procreare, mentre questo non può procreare perché è incosciente, e quindi è come se fosse morto.

Un arzigogolo in piena regola, non trovate? La realtà, tuttavia, è molto meno complessa, ancorché decisamente più preoccupante: in entrambi i casi si è cercato di negare ciò che il soggetto chiedeva, ovvero la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiali nel caso di Eluana, e la procreazione artificiale nella vicenda in questione.
In altre parole, il messaggio è chiaro e forte: non puoi fare ciò che desideri.
Il resto, ne converrete, è aria fritta.

Eluana, un altro oltraggio

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Com'è noto, Eluana è morta tre mesi fa, e va da sé che non può opporsi a questa pagliacciata.

Gli amici di Militia Christi, cristianamente, ne approfittano.
Amen.

Sondaggi pleonastici

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Secondo un sondaggio condotto dal Pew Forum on Religion & Public Life, più si è religiosi, più si è favorevoli all’uso della tortura. L'occasione mi è gradita per confermare che nel nostro piccolo ce n'eravamo già accorti.

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