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Ale, Cantalamessa ha detto qualcosa di peggiore, se possibile.
Ha detto che secondo il suo fantomatico amico ebreo "il passaggio dalla responsabilità e colpa personale a quella collettiva mi ricordano gli aspetti più vergognosi dell'antisemitismo". Ecco, forse andrebbe approfondito il pensiero di Cantalamessa riguardo il parallelo tra le colpe personali dei preti (e parliamo di pedofilia, non ce lo dimentichiamo) e le colpe personali dei singoli ebrei, rispetto alla asserita colpa collettiva dei primi e dei secondi.
Sarebbe carino che Cantalamessa (o il suo fantomatico amico, ché è lo stesso) ci aiutasse a capire meglio e indicasse con esattezza le “responsabilità e colpe personali degli ebrei” che li avrebbero resi "vittime della violenza collettiva".
E nel caso, con "violenza collettiva", avesse voluto richiamare l'olocausto, perchè sento proprio puzza di questo, mi pare utile ricordare che nel primo caso la violenza collettiva ha preso la forma dei forni crematori, mentre nel secondo di processi regolati dai codici penali di fronte ai Tribunali di Stato.
Non mi pare una differenza sottile.

Facciamo a chi la spara più grossa

10 Commenti »

Mentre sul Corriere (quello di carta, andatevelo a leggere a pagina 2) spunta il caso di un prete pedofilo dell'Arizona segnalato all'allora Cardinale Ratzinger e rimosso solo dopo 12 (dicasi dodici) anni, il predicatore della Casa Pontificia padre Renato Cantalamessa tuona: "Le accuse al Papa sono come le persecuzioni contro gli ebrei".
Chi pensava che il limite massimo dell'indecenza fosse stato definitivamente raggiunto con gli abusi sui bambini è servito.
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