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Il problema è la sintesi o il cognome?

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In tutta sincerità, non mi riesce di capire per quale motivo la stessa persona che ritiene incivili dei manifesti con su scritto "Via le BR dalle procure" non trovi altrettanto incivili le parole di chi ha sostenuto "l'opportunità di una commissione di inchiesta che accerti se esiste un'associazione a delinquere a fini eversivi nella magistratura": giacché a me pare che le due frasi, sia pure in modo diverso, esprimano concetti che si assomigliano molto.
Se ne deve dedurre che secondo Schifani il problema non sta nel contenuto, ma nella forma più o meno sintetica con la quale viene espresso?
Oppure, più probabilmente, che l'autore della prima affermazione risponde al nome di Lassini, mentre quello della seconda si chiama Berlusconi?

Irresponsabilità

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Io non lo so, se andare al voto sia un'ipotesi irresponsabile: al di là delle motivazioni che hanno spinto Berlusconi a dire una cosa del genere, si tratta di uno di quegli argomenti sui quali potremmo discutere fino a domani mattina senza arrivare a un punto.
Però è certamente irresponsabile, e parecchio, il fatto che nel giro di poche settimane due autorevoli esponenti delle istituzioni abbiano avuto l'alzata d'ingegno di rispondere alle istanze della società civile, non importa quanto animatamente espresse, evocando il morto: cosa che dovrebbe notoriamente essere evitata come la peste da chi ha la responsabilità di governare i fenomeni, a maggior ragione se va contestualmente cianciando di voler abbassare i toni, e che risulta assai difficile non interpretare come una sorta di indistinta e terrificante minaccia.
Il morto, sarebbe il caso di ricordarlo, c'è già scappato più di una volta, senza alcuna necessità che gli uomini dello stato lo agitassero come uno spauracchio, e spesso e volentieri a causa della loro incapacità di tenere il timone (badate, ho detto tenere il timone, non elargire manganellate a destra e a manca come se fossero bruscolini) nei momenti in cui tutti gli altri perdevano la testa.
La vera responsabilità di questa gente è quella di governare le cose: e contribuire a farle precipitare in merda sbandierando il fantasma del morto significa semplicemente disattenderla.
Questo, presidente Berlusconi, è davvero irresponsabile: altro che andare a votare.

Confuso questo Schifani.

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Ha ragione il presidente del Senato Schifani: la fiducia nelle istituzioni è scossa dalla corruzione. Invece le minacce del paleo-fascista La Russa, il via libera di Bossi per un decreto ad hoc, l'igienista di Berlusconi e l'approvazione al Senato della modifica all'articolo 18 dello statuto dei lavoratori sono sicuramente dei toccasana per "rafforzare le fondamenta stesse delle istituzioni democratiche".

Questi, Presidente Schifani, le erano sfuggiti?

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Siccome prima si parlava di Facebook, dell'odio e delle strumentalizzazioni del governo su Facebook, nel ringraziare Luca Raffini per l'idea pongo un quesito al Presidente Schifani: se quelli che ce l'avevano con Berlusconi erano peggio delle Brigate Rosse, questi dovrebbero essere qualificati perlomeno come squadristi, o sbaglio?

Lavavetri

Take a deep breath, Renato

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Richard Allan, responsabile per l'Europa di Facebook, scrive a Renato Schifani:

Siamo disponibili a discutere ulteriormente con lei o con chiunque altro del suo staff e di conoscere il suo punto di vista su come noi possiamo agire ancora più efficacemente in futuro. Questo si potrebbe fare con una conferenza telefonica oppure, se lei desidera, potrei organizzare un viaggio da Londra a Roma per discutere questo argomento.
Quanto a una banale videochat Skype, Allan si è ben guardato dal proporla: visto il suo livello di conoscenza di internet, Schifani avrebbe temuto che una diavoleria del genere facesse esplodere il Senato.

Profili di piombo

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schifani

Certo. Infatti, com'è noto, se uno negli anni '70 voleva iscriversi alle Brigate Rosse, a Prima Linea o ai NAR, prima compilava un modulo indicando nome, cognome e un indirizzo di casella postale, poi ci allegava un bel po' di foto, quindi aggiungeva alcuni dettagli come la città di residenza, l'occupazione e le generalità dei suoi amici, e infine, quando gli veniva l'alzata d'ingegno di sequestrare un politico, gambizzare un giudice o sparare a un poliziotto, creava un bell'evento e invitava tutti quanti a partecipare.

Delle due l'una: o Schifani non ha mai aperto Facebook, oppure negli anni '70 era piuttosto distratto.

Le voci (di due amici) nel deserto

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Renato Schifani, Presidente del Senato, 19 aprile 2009:
Eminenza Reverendissima, in occasione dell'anniversario dell'ascesa di Sua Santità Benedetto XVI al Soglio Pontificio, voglia farsi partecipe presso il Santo Padre del rinnovato augurio del Senato della Repubblica italiana e mio personale perché la sua autentica testimonianza di carità cristiana, l'instancabile opera pastorale, il suo alto e illuminato Magistero possano sempre rappresentare nel mondo un segno di speranza per tutti i popoli della terra.
Donatella Poretti e Marco Perduca, senatori radicali eletti nelle liste del PD, 20 aprile 2009:
Ci ha meravigliato, e non positivamente, sentire ieri il Presidente Schifani estendere gli auguri per l'anniversario dell'elezione di Benedetto XVI a nome del Senato. Non solo riteniamo irrituale, se non contro i valori della nostra Costituzione, il compiacimento per la celebrazione dell'elezione di un Capo di Stato non democraticamente eletto, ma enfatizzare tale ricorrenza alla vigilia della decisione del Vaticano di non seguire la coraggiosa mossa anti-razzista del Governi italiano di non partecipare alla Confereza Durban 2 è stato augurio alquanto inopportuno.

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