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Una risposta semplice

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Milena, nel segnalarmi la notizia, mi chiede perché mai le Capitanerie di Porto si rivolgano ai prelati, e non alle autorità civili competenti (che ne so, il Ministero dell'Ambiente, tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente), per ottenere direttive quando qualcuno chiede loro di disperdere in mare le ceneri di un defunto.
Ho paura, Milena, che si tratti dello stesso motivo per cui quelli del movimento per la vita hanno sempre maggiore libertà di azione nei consultori, i farmacisti obiettori possono permettersi di non vendere la pillola del giorno dopo, la fecondazione assistita è di fatto proibita dalla legge e gli omosessuali non possono sancire la loro unione attribuendosi reciprocamente gli stessi diritti degli altri: l'Italia non è uno stato laico.
Temo che sia tutto qua.

Cenere alla cenere [di Milena D.]

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Caro Metilparaben,

su La Stampa di oggi in rete trovo il seguente interessante articolo dal titolo "dispersione ceneri, no della CEI", titolo già scomparso oggi pomeriggio, peraltro, dalla pagina principale on line.

Mia figlia si è molto preoccupata, sentendomi lanciare grida di allegra sorpresa, ed è accorsa a chiedermi che avevo. Eppure l'argomento, anche se di stagione, non è dei più divertenti.

Il fatto è che le gerarchie ecclesiastiche non smettono mai di sorprendermi. Ogni qualvolta ci sarebbe la possibilità di prendere una decisione di comprensione, carità, buon senso, sensibilità, si affannano ad andare subito in direzione opposta, remando disperatamente contro qualsiasi idea abbia a che fare anche lontanamente con civiltà e progresso. Ma soprattutto, mai non si voglia, con libera scelta dell'individuo.

Ci hanno messo decenni a smettere di condannare la cremazione, basandosi su una interpretazione letterale della resurrezione dei corpi, ora però, pur avendola finalmente ammessa, si rifanno sia sulla conservazione delle urne in casa, sia sulla dispersione, entrambe pratiche condannate, e con parole di fuoco.

Come ricorda l'articolo stesso, la cremazione si va diffondendo con lentezza nel paese, osteggiata da lobby affaristiche e da concezioni arcaiche. Si suggerisce persino che per alcuni sia scelta dettata dal costo iperbolico di loculi e servizi funebri.

Ma evidentemente questo concetto di carità cristiana non è in linea con il pensiero delle alte gerarchie. Non volendo coltivare il dubbio offensivo che vogliano in qualche modo tutelare anche loro le lobby di cui sopra, gira e rigira la questione rimane una sola: paura di perdere potere, spirituale e non, sulle persone. Anche da morte.

Ebbene, un risultato però l'hanno ottenuto: compito della religione non è forse restituirci un senso di serenità verso il trapasso?

Da tempo, schifata dall'espandersi dei cimiteri a spese degli orti circostanti, dal lusso dei marmi e dall'ostentazione, essendo una feroce nemica del cemento inutile, avevo già deciso personalmente per la dispersione. Per fortuna la mia regione è di quelle dove già si è votato in proposito.

La lettura di articoli come questo e degli argomenti che vi sono esposti non fa che confermarmi nelle mie intenzioni, restituendomi un meraviglioso, impagabile senso di libera dignità. Da qui la mia allegria, che va, quella sì, in senso opposto alla cupezza cimiteriale già in vita, della quale è permeata tanta parte del cattolicesimo.

Un saluto, Milena D.

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