Eufemismi

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Il Grande Fratello fa politica meglio dei politici?

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Vediamo di capirci: non è che io sia un fan sfegatato del Grande Fratello.

Però bisogna riconoscere che mentre la maggioranza si è ormai calata nel ruolo dell'inquisizione spagnola e gran parte dell'opposizione nicchia, la cosiddetta (spesso a ragione) TV spazzatura, sia pure allo scopo di fare audience, propone in prima serata temi che nessun altro osa trattare.

Il pubblico, da parte sua, segue, ben lontano dall'indignazione e dall'integralismo che i suoi (sedicenti) rappresentanti politici sembrano volergli attribuire non appena ne hanno l'occasione, ad ulteriore (ce n'era bisogno?) riprova del fatto che le persone sono generalmente molto più avanti di quanto gran parte della politica e certi mezzi di informazione vorrebbero farci credere.

Insomma, amici, oggi la verità mi pare questa: su determinati argomenti il Grande Fratello finisce per dimostrare più inventiva, coraggio e sensibilità nei confronti dell'opinione pubblica rispetto ai partiti che pretendono di rappresentare, a chiacchiere, il comune sentire del paese.

Il che, in altre parole, equivale a dire che su quei temi fa politica meglio di loro.

Sono cose che danno da pensare, eh?

Aguzzate la vista

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189183540

Sono venti: vediamo un po' se riuscite a riconoscerli tutti.

No B Day: Partito Democratico e Partito Radicale

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Di fronte al No B Day, il Partito Democratico di Pierluigi Bersani e il Partito Radicale di Marco Pannella (non me ne vogliate, ma Staderini ne è un’estensione) non sono stati molto diversi. Degli altri non ho voglia di perder tempo a scrivere. E non voglio neanche soffermarmi sull’uso di internet, perché sono stufa di ripetere che la rete è solo un mezzo di comunicazione, né più né meno che il telefono o la tv, e che, in quanto tale, non possiede una propria autonomia di iniziativa.
L’Onda Viola del No B Day è nata spontaneamente, dalla gente, per manifestare un disagio enorme pacificamente, con i colori e con gli striscioni. Per la prima volta da che ho memoria, Roma è stata invasa di allegri manifestanti senza che il sindacato o qualche grande partito strutturato mettessero a disposizione la propria organizzazione (e i propri soldi). Quei cretini della Questura (scusate le espressioni forti, ma quando ci si rende così ridicoli non c’è altra via) hanno affermato che i partecipanti fossero solo novantamila. Eddai, questurini, bastava essere un pelo più onesti: probabilmente sono più di novantamila solo quelli arrivati coi pullman (700 da tutta Italia), col traghetto speciale dalla Sardegna e con i treni. In piazza ce n’erano qualche centinaio di migliaia, certamente più di cinquecentomila, forse settecentomila, forse un milione, forse più: tantissimi, in ogni caso, per essere ignorati. Eppure anche la Rai di maggioranza (e minoranza) ha negato la diretta Tv e persino i giornali, oggi e salvo qualche eccezione, le hanno dedicato poco spazio.
Arrivo al punto: le persone. In Italia (e come abbiamo visto anche all’estero) sono state le persone a decidere di manifestare. Tutta quella gente chiedeva che Berlusconi si dimettesse. Diceva basta alla mafia e alle spaventose collusioni che stanno emergendo. Basta alle veline candidate e ministre. Basta agli affari personali coi dittatori del mondo. Basta all’impunità e alla demonizzazione della giustizia. La Marea Viola era “contro” (sì, contro, perché essere contro in politica non è sempre una bestemmia) il Premier vergognoso che ha smerdato il Paese con le escort sugli aerei di stato e nei palazzi delle Istituzioni. Contro il Premier delle barzellette, dei nani e delle ballerine. Erano tantissimi, tutti lì a testimoniare, col proprio corpo, contro il sistema televisivo proprietario che propina da anni una realtà fasulla nel tentativo di tradurre un intero popolo all’ebetudine, oltre che all’ignoranza e all’egoismo. Tutta questa gente portava, nei propri manifesti, nel colore degli abiti e nei cori, un messaggio politico importante e chiedeva rappresentanza affinché quel messaggio fosse declinato nelle forme appropriate attraverso le Istituzioni. Il senso, anche per chi, come me, non ha potuto partecipare, era chiaro: basta Berlusconi e ogni forma di compromesso cui l’opposizione strizza l’occhio da un po’ di tempo in qua. E invece…
Bersani aveva detto: “Noi facciamo le nostre manifestazioni”. Traduzione semplice dal Bersanese a cura di quel paraculo di Di Pietro (che a parer mio ha approfittato, come fa sempre, di una bella cosa altrui): “Il No B Day non l’abbiamo convocato noi e quindi non ci andiamo”. Io non credo si possa essere tanto stupidi e poiché Bersani non è dl tutto imbecille considero pure quest’altra versione: “Stiamo facendo gli accordi con l’UdC per le regionali e farci vedere in piazza non aiuta”. Che errore, Bersani. Mentre tu giochi col fuoco (Letta e Berlusconi che si deve poter difendere “nei e dai processi”), raccogli il consenso della ricchissima CL a spese dello Stato laico (“il crocefisso è una tradizione che non fa male a nessuno”), nomini inoffensivi “giovani già sperimentati” e tenti inciuci elettorali, i tuoi elettori ti chiedono di scegliere la strada giusta: quella impervia del rigore morale, quella seria dell’apertura (a tutti, non solo ai tuoi), quella dell’azione pubblica e non dei caminetti e corridoi, quella della “presenza”, anche in piazza, al fianco delle persone.
E invece tu che fai? Te ne stai a casa, a Piacenza, e commenti da lontano: “Chi critica e sparge divisioni non aiuta la costruzione di un rapporto tra questi movimenti e la politica”. Già, bel modo di costruire un rapporto il tuo: dal divano di casa. Auguri.
Per quanto riguarda il partito Radicale, confido nei miei buoni amici che, sono certa, sapranno spiegarmi il silenzio e l’assenza. Dire che non si va alla manifestazione perché comincia con un “no”, mi sembra un po’ riduttivo. Mi sembra ovvio che una grande manifestazione di protesta sia degna di considerazione anche senza una proposta: è compito di chi rappresenta elaborare percorsi costruttivi. Anche perché i Radicali mai sono stati tanto sordi ai bisogni delle persone e, posto che il bisogno materiale poco si discosta da quello esistenziale, vorrei davvero capire perché sul sito Radicali.it non c’è menzione delle centinaia di migliaia di persone che hanno sfilato in viola.
Amici miei, proprio voi che lamentate da sempre l’oscuramento mediatico della vostra esistenza…

Ops

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minateri

No B Day

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Salvatore Borsellino.



Alessandro Gilioli.


Qui il suo discorso.

E qui un particolare che mi sembra interessante: c'erano anche gli elettori di Fini.

Dopo il No B-day, Silvio si scusa

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(Grazie a Maestro Alberto per la dritta)

Vado di là a salutarlo

25 Commenti »


  • Ciao a tutti, sono a casa!
  • Ciao...
  • Smack, cara. Allora, che si mangia di buono stasera?
  • Non lo so, non ho ancora preparato niente.
  • Ah, poco male, vorrà dire che stasera cucino io! Avete sentito, ragazzi? Papà si mette ai fornelli, preparatevi a leccarvi i baffi!
  • Mario...
  • Oppure sai che faccio? Scendo e prendo le pizze, che ne dici? Ragazzi, vi vanno le pizze? Ma dove sono, mica ancora davanti al computer eh? Ora vado di là e gli dico di spegnerlo, la sera la famiglia deve riunirsi e...
  • Mario, ascoltami...
  • Oddio Irene, cosa fai, piangi? Se è per la pizza non fa niente, lo so che non ci vai matta, magari lasciamo perdere dai, faccio due spaghetti e...
  • Mario, ma quale pizza, piantala... E' nostro figlio...
  • Gesù, che gli è successo? Sta bene? Madonna, il motorino, gli è capitato qualcosa?
  • Ma no, figurati, sta benissimo...
  • E allora?
  • E allora oggi c'era il colloquio a scuola, non ricordi?
  • Ah, il colloquio, è vero!
  • Ecco, sono andata e mi hanno detto...
  • Lo sapevo, la matematica, eh? Vabbe', non mi sembra il caso di farne un dramma...
  • Mario...
  • ...il fatto è che non studia, non si impegna! Adesso vado di là e gliene dico quattro, lo sai che a me mi sente, lo metto in riga io lo metto! Qua o si cambia registro o se ne sta un mese senza Playstation 6 quant'è vero Iddio...
  • Mario, non è la matematica. E' pure migliorato, in matematica, pare che si sia messo a studiare di brutto, il professore era molto soddisfatto...
  • E allora? La condotta? Be', è un ragazzo vivace, lo sappiamo, però...
  • Macché condotta. Mario, tieniti forte, la situazione è grave...
  • ...
  • Sono due settimane che Francesco a scuola non prende l'ostia.
  • Cosa? Non prende l'ostia? Ma è impazzito?
  • Si rifiuta. La professoressa di religione dice che ci ha parlato, ha cercato di convincerlo, ma lui niente, insiste che non vuole...
  • Cristo, ma lo sa che lo bocciano, se non fa la comunione tutte le mattine?
  • Lo sa, lo sa. Dice che alla professoressa ha detto che se ne frega.
  • Ma gli ha dato di volta il cervello?
  • Guarda, lei ci ha parlato con le buone, gli ha spiegato tutto, gli ha detto anche della segnalazione familiare...
  • Segnalazione familiare?
  • Ah, non lo sai? Per forza, non leggi i giornali tu, sempre immerso nel lavoro...
  • Irene non farmi innervosire sai? Come se avessi il tempo di leggere i giornali, qua c'è da mandare avanti la baracca, cosa credi? Eppure lo sai quanti soldi ci vogliono...
  • Va bene, fa niente, non è questo il momento di discutere dai...
  • Appunto. Insomma, che è 'sta segnalazione?
  • Il nuovo decreto del Ministero della Dottrina: se un ragazzo a scuola non eccelle in religione la sua famiglia viene segnalata, possono esserci problemi per il lavoro, le graduatorie, la pensione...
  • Gesù...
  • E questo se non eccelle. Se non arriva alla sufficienza ci sono problemi più gravi, ti indagano per carenza educativa, ti convoca il Ministero, insomma ti mettono nel mirino...
  • Ommadonnamia...
  • Ecco. Se poi si rifiuta addirittura di prendere l'ostia si arriva al licenziamento diretto, alla denuncia per abbandono religioso di minore e al processo...
  • Il processo?
  • ...per direttissima.
  • Per direttissima?
  • Martedì prossimo, Mario. Ho qua la convocazione, è arrivata stamattina per raccomandata.
  • ...
  • E c'è anche la lettera della banca. Ci revocano il mutuo.
  • Non è possibile...
  • E poi il licenziamento. Il tuo capo non ti ha ancora convocato?
  • Per domani...
  • Cosa? Per domani? E tu non mi dicevi niente?
  • Irene, ma chi avrebbe mai immaginato, io pensavo che fosse per la domanda di promozione, capirai, pensavo di farti una sorpresa, mica sapevo niente di questa storia...
  • E' finita, Mario. E' tutto finito...
  • Eh no, perdio! Ci sarà pure una via d'uscita, no? Ora vado a parlare con quel delinquente, lo convinco io a chiedere scusa, pentirsi, dire che è stato un momento così, passeggero, vedrai che sistemiamo tutto...
  • E' troppo tardi. La segnalazione è già arrivata sul tavolo del provveditorato. Lo trasferiscono la prossima settimana in una scuola di recupero per indesiderati, nel frattempo resterà a casa...
  • ...
  • C'è poco da fare, purtroppo. A meno che...
  • A meno che?
  • Una soluzione ci sarebbe.
  • E allora, che aspettiamo?
  • Dobbiamo disconoscerlo.
  • Disconoscerlo?
  • Disconoscerlo. La nuova legge lo consente, in questi casi.
  • Ma come...
  • Ti aiutano loro, ho telefonato oggi. Ci pensano i CARR.
  • I CARR?
  • Centri di Aiuto alla Riabilitazione Religiosa. Lo vengono a prendere, lo portano in un istituto e lo aiutano a uscire fuori da questa situazione. Se ne occupa la Curia, in definitiva, e se la famiglia lo disconosce, insomma se glielo lascia senza condizioni, vengono annullate tutte le penalità. Cioè, resta una nota nel casellario giudiziario, ma dopo dieci anni in assenza di altri episodi analoghi la cancellano, come se non ci fosse mai stata...
  • ...
  • E' brutto, Mario, lo so. Ma è meglio per lui, per sua sorella che è ancora piccina, e anche per noi...
  • Guarda, Irene, io non so se...
  • Ascolta. Li ho già chiamati, dicendo che ti avrei parlato. Se siamo d'accordo lo vengono a prendere stasera stessa. Rilasciano a vista un certificato firmato di loro pugno che annulla il processo.
  • E il lavoro, e la banca?
  • Basta mostrarglielo, revocano tutte le iniziative intraprese.
  • Come se non fosse successo niente?
  • Come se non fosse successo niente.
  • ...
  • ...
  • Mi pare che non abbiamo scelta.
  • No.
  • Lui sa già tutto?
  • Ci ho parlato prima, è un ragazzo intelligente, mi sembrava sereno.
  • Devi chiamarli subito?
  • Prima delle nove, altrimenti slitta tutto a domani e diventa un problema.
  • Quanto ci mettono ad arrivare?
  • Mezz'ora, mi hanno detto.
  • ...
  • ...
  • Telefona. Io vado di là a salutarlo.

Mo' so' cazzi tua...

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Auguro a tutti voi di non aver mai bisogno della pillola del giorno dopo. Perché in Italia, se ti va bene, ti va come a P., Studente Coscioni di Milano.

Stamattina io e la mia ragazza abbiamo avuto un rapporto. La mia ragazza alla fine si è ritratta di scatto, e il preservativo si è srotolato ed è rimasto dentro. Chiamo il consultorio di Largo Volontari del Sangue 1 alle ore 11.45: "Oggi siamo aperti fino alle 12, domani è sabato e siamo chiusi, dopodomani è domenica e siamo chiusi, se ne parla per lunedì pomeriggio. Ah no, è vero, lunedì è festa. Facciamo martedì sera, però deve fissare un appuntamento". Rapporto avuto alle 11 di venerdì mattina, appuntamento al consultorio non prima di martedì alle 18. Ovvero l'appuntamento dopo 103 ore dal rapporto. E questo ovviamente è il tempo minimo, cioè l'orario dell'appuntamento: poi bisognerebbe contare che per una visita medica passano sempre quelle due/tre orette, poi bisogna uscire e cercare la farmacia, senza contare che sarebbe ormai stata sera. La cosa che mi ha stupito è stato l'atteggiamento della dottoressa che mi ha risposto al telefono: parlava come se avesse un senso logico fissare un appuntamento per una pillola del giorno dopo 4 giorni e mezzo dopo il rapporto, e se io cercavo di farle capire l'assurdità della cosa fingeva di non capire, come se fosse una cosa normale. Dopo siamo andati in un altro consultorio e lì non ci sono stati problemi, solo una lunga attesa (3 ore e mezza), l'aver dovuto rimbalzare tra un medico e un altro e l'aver dovuto fare una visita ginecologica senza motivo nonostante la mia ragazza non volesse. Ma questi non sono problemi legati al caso specifico (la pillola del giorno dopo), ma problemi generali della sanità italiana.
Il punto è che tutti i medici che abbiamo incontrato, prima ancora di sapere la versione dei fatti, partivano con il rimprovero: "Ma perché non avete usato il preservativo?".

Sei giorni prima

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Se fosse vero, vorrebbe dire che Stefano Cucchi è stato ammazzato due volte: prima dalle botte, e poi dall'indifferenza di chi se ne è strafregato di ascoltare la sua voce mentre avrebbe potuto salvarlo.

Date retta: tiratela fuori, 'sta verità, e vedete di tirarla fuori tutta.

Adesso più che mai, non avete scuse.

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