Generatore automatico di battute esilaranti di Beppe Grillo su Pisapia

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Istruzioni: fare refresh per ottenere una nuova battuta esilarante di Beppe Grillo su Pisapia

Responsabilità intellettuale

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La presa di posizione di Beppe Grillo sulla vittoria di Pisapia mi dà modo di ripetere sul blog una cosa che ho già scritto ieri su Facebook: contrariamente a quanto cercano di darci a bere i professionisti della semplificazione che sembrano sempre più in auge, niente è mai uguale a qualcos'altro.
A prescindere dal merito, intendo, e al di là delle categorie del meglio e del peggio, che ciascuno attribuisce legittimamente come più gli aggrada in base alle proprie idee e alle proprie convinzioni.
Sostenere che tutti siano uguali, insomma, mi pare un'oziosa forma di autoesonero dal pensiero critico, una comoda via di fuga dalla fatica di osservare, valutare e distinguere, sia pure in condizioni difficili e in mancanza dell'opzione ideale.
Dopodiché, naturalmente, tutto è legittimo: anche decidere di non scegliere alcuna delle alternative possibili; tenendo sempre a mente, però, che tra l'una e l'altra c'è sempre una differenza.
Basta coltivare quel minimo di responsabilità intellettuale che serve per guardarla.

Happyness & rosiconi

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Stupidness

L'EDITORIALE Grande psicodramma dopo le elezioni... di Alessandro Sallusti

Il centrodestra sconfitto parla di strategie e partiti, ma per riprendersi deve solo governare. La sinistra parla di città liberate, però è pronta a consegnarle a rom e islamici. Cose da pazzi

Abbiamo liberato Napoli e Milano, urlano i leader della sinistra dopo la vit­toria elettorale di ieri. A parte che Napoli era governata anche prima dalla sinistra, cioè da loro stessi sotto altre spoglie (Iervolino, Bassolino) per cui al massimo si può parlare di rego­lamento di conti interno, in effet­ti a Milano qualche cosa è suc­cesso. Una parte di moderati, non andando a votare, ha deci­so di dare il via libera a un sinda­co rifondatore comunista, Pisa­pia, già amico di terroristi prima e centri sociali poi. Nonostante esperti politologi, raffinati socio­logi e anche qualche immanca­bile teologo ci abbiano spiegato negli ultimi quindici giorni, e lo faranno ancor più oggi e nei prossimi, come tutto questo ab­bia un senso profondo e fonda­mentale per i destini del Paese, noi continuiamo a non capire e a ritenerlo più semplicemente una grande, enorme stronzata. Confortati in questo giudizio dalla prima dichiarazione di Vendola, padrino di Pisapia, sul­la vittoria di Milano: «Abbiamo liberato la città, ringraziamo i fratelli rom». Ma parla per te, gli sfruttatori di bambini e scippato­ri di vecchiette saranno fratelli tuoi, io resto dell’idea che prima li mandiamo via dalle nostre cit­tà meglio è per tutti.
Per questo credo che il centro­destra non debba cadere nella depressione da sconfitta. Dai grandi imperatori alle grandi ci­viltà, giù giù fino alla squadra di calcio è capitato a tutti di perde­re battaglie o a volte guerre. Se i milanesi hanno deciso così alla fine saranno anche affari loro. Quello che non si capisce è dove era il nemico. Possono essere Pi­sapia, Vendola, De Magistris, delle alternative al blocco mode­rato che da anni governa il Pae­se? La risposta è, ovviamente, no, non possono esserlo, né è pensabile che la maggioranza degli italiani stia dalla parte dei magistrati che ieri hanno inda­gato il presidente del Consiglio per le interviste rilasciate ai tg di Rai e Mediaset, ultimo atto di una farsa giudiziaria ormai sen­za fondo.
Evidentemente il problema sta soltanto nella maggioranza di governo, ha generato stan­ch­ezza e quindi mancanza di en­tusiasmo nel suo elettorato, in al­cuni casi attratto, come capita ai mariti annoiati, dalla mignotta di turno camuffata da dama raffi­nata. Dalla scappatella al divor­zio la strada è lunga, non mi uni­sco al coro di chi tira conclusio­ni a mio avviso affrettate e in al­cuni casi ingenerose. Il berlusco­nismo è finito? Prima o poi fini­sce tutto, anche il mondo. Il pro­blema non è questo, semmai questo è il tarlo di chi vuole pren­dere il posto del Cavaliere subi­to e possibilmente senza contar­si. La sola domanda che mi inte­ressa è: il berlusconismo può fa­re ancora qualche cosa per noi meglio e più di altri. Se la rispo­sta è sì, avanti senza paura che gli incidenti si superano, se è no non fasciamoci la testa perché cambiare sarebbe inevitabile ol­tre che giusto.
Io credo che la risposta corret­ta sia la prima, ma invito gli ami­ci del Pdl a non trasformarla ra­pidamente in quella sbagliata. Come? Riducendo il berlusconi­smo a quello che non è e che non può essere, cioè un partito regolato da norme rigide e statu­­tarie, da riti pazzeschi e assem­blee interminabili. Il berlusconi­smo è l’unica antipolitica appli­cabile a un sistema, tale è stato e tale deve rimanere. Per correg­gere i suoi eccessi e le sue bizzar­rie non servono elezioni prima­rie, alla gente non interessa se i coordinatori debbano essere uno, tre o cinque. Basta un capo che se ne occupi e un po’ di buon senso. Più che a rifare il Pdl, i leader del partito pensino a fare bene i ministri, i governa­tori, i sindaci quali molti di essi sono. Credo che ciò sarebbe suf­ficiente a evitare il ripetersi di un nuovo caso Milano. Cioè, me­no chiacchiere e più fatti.

Chi l'ha detto?

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È una vittoria sonante, sono risultati straordinari. Tutta l'Italia ha mandato un segnale chiaro a xxx.
(...)
Adesso andiamo a battere cassa.
(...)
Al nord abbiamo vinto tutto quello che c'era da vincere.
(...)
In alcune realtà la forbice è enorme.
(...)
È chiaro che xxx deve tirare le somme.
(...)
Questo paese non vuole più essere governato da questa maggioranza.
Sapete chi l'ha detto? Bersani dopo i ballottaggi di domenica e lunedì?
No. L'ha detto Silvio Berlusconi all'indomani delle elezioni amministrative del 2007. E il signor "xxx", nella circostanza, rispondeva al nome di Romano Prodi.
Curioso, come cambiano gli atteggiamenti quando le parti si invertono, nevvero?

Generatore automatico di reazioni del centrodestra ai risultati delle amministrative

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Istruzioni: fare refresh per ottenere una nuova reazione del centrodestra ai risultati delle amministrative

Per la Lega Nord ci sono state o no, le amministrative?

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Quello che vedete qua sopra è uno screenshot del sito della Lega Nord, ed in particolare dell'area dedicata alle dichiarazioni dei massimi dirigenti del partito, scattato qualche minuto fa, vale a dire intorno alle 19:00 del 30 maggio 2011.
A quanto pare, per loro le elezioni amministrative non hanno mai avuto luogo.
E io, scemo, che mi ero illuso che avesse vinto la sinistra.

Anche e soprattutto

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Silvio Berlusconi, 16 maggio 2011:

Le elezioni del 15 e 16 maggio sono elezioni amministrative, ma dobbiamo vincerle non solo per portare il buon governo nei comuni e nelle province, ma anche e soprattutto per confermare e rafforzare il nostro governo sul piano nazionale.
Adesso, per cortesia, qualcuno mi spieghi perché il risultato delle elezioni amministrative non dovrebbe essere "anche e soprattutto" un risultato politico.

Il "primo piano" del PdL

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E fu così che le elezioni amministrative scomparvero misteriosamente dalla sezione "primo piano" sul sito del Popolo della Libertà (cliccare sull'immagine per ingrandirla).
Evidentemente si tratta di fatti marginali.
---
Update: le elezioni sono appena tornate in "primo piano", sia pure dopo il ben più importante vertice Italia-Romania, con una dichiarazione di Quagliariello (e poi anche di Lupi e Capezzone). Si vede che si sono accorti di averle perse.

Volete trasformare Milano in un paesotto di provincia?

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Da buon romano, campanilisticamente parlando, ho sempre invidiato un pochino il fatto che Milano fosse decisamente più proiettata verso il mondo rispetto alla mia città.
Non parlo, naturalmente, della dimensione internazionale legata all'arte e al turismo, ché da quel punto di vista Roma è imbattibile, ma piuttosto alla capacità tutta milanese di essere un crocevia mondiale in chiave moderna, di raccogliere prima delle altre le novità provenienti da ogni angolo del pianeta e di anticipare di qualche mese, se non di qualche anno, le tendenze destinate a coinvolgere l'intero paese.
Ecco, ora vengo a sapere che in una città del genere, cosmopolita e innovatrice, una considerevole -ancorché, a quanto pare, non maggioritaria- parte della popolazione non vuole che venga costruita una moschea: un po' come se la tifoseria del Barcellona, da un momento all'altro, iniziasse a schifare il calcio offensivo e brillante della sua squadra e facesse fuoco e fiamme chiedendo a Guardiola un bel catenaccio d'altri tempi, con tanto di palla in tribuna, viva il parroco e pedalare.
Da romano dovrei strafottermene, campanilisticamente parlando, e magari fare pure un sorrisetto beffardo sotto i baffi: però, se devo essere onesto, mi dispiace un po' che tanti milanesi coltivino l'ambizione di trasformare la loro città in un sonnolento paesotto di provincia, ostile alle novità e chiuso a riccio dentro le proprie mura, come se il mondo fuori non esistesse.
Pensateci un attimo: siete proprio sicuri, che volete ridurla così?

Pubblicità ingannevole

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E' da un po' che in regione (Friuli Venezia Giulia) si vedono affissioni di questi poster. In realtà la prima versione - o versione parallela, non so - era leggermente diversa: lo slogan recitava "Civiltà prodotto tipico friulano", non c'era il logo dell'europride ma erano segnalati gli sponsor (gayfriuli e arcilesbica udine). Questo solo per dovere di cronaca.
Ammetto che l'unica cosa a cui ho pensato è stata: "Civiltà in tema gay prodotto tipico italiano? Ma che è? 'na speranza o 'no scherzo?". Alla fine ho capito, quella che vedete è pubblicità ingannevole! Come ci sono arrivata? Leggendo stamattina un articolo su "Il Piccolo" on line - giornale locale - dal quale apprendo, senza la minima sorpresa, che alcune persone si sono lamentate dell'ubicazione dei poster: addirittura nei pressi di una scuola di infanzia! Non solo, i solerti genitori in questione, senza nessun tipo di sollecitazione esterna fanno notare che i suddetti cartelloni sono stati avvistati persino nelle vicinanze di una scuola elementare e di un'associazione sportiva per bambini. Tragedia e vilipendio. Chissà sti "pori regazzini" che traumi, insomma, un conto è accendere la tv a qualsiasi ora e vedere sventagliate di culi eterosessuali, ballottaggi di tette extra-size, uomini-uomini machi-machi ammiccanti, programmi in cui il partner si sceglie tra il pubblico, tra i concorrenti o in cui se sei talmente insicuro da voler mettere alla prova il tuo uomo o la tua donna gli procuri un appuntamento con l'escort di turno per vedere che fa (al masochismo non c'è fine); un altro conto è vedere due persone che si baciano, vuoi mettere?
Infatti i genitori dichiarano (il neretto è il mio):

«Non ho nulla contro gli omosessuali ma trovo sconveniente che un simile cartello venga affisso proprio all'esterno di una scuola d'infanzia - osserva Mariagrazia, mamma di un bimbo della Pollitzer e portavoce di dissenso di altri genitori - mio figlio fortunatamente non l'ha ancora notato»

I bimbi scorrazzano felici sull'erba dell'asilo, si arrampicano sulle panchine, saltellano giù dagli scalini. Molti di loro quei cartelloni accanto al loro asilo non li hanno ancora visti
Ma allora, se non ci sono bambini devastati dall'immagine di un bacio.. qual è il problema? Sono sempre i nostri prodi a darci una risposta:
«Quello che mi fa imbestialire è che oggi noi genitori facciamo di tutto per tenere lontani i figli da certi discorsi - evidenzia ancora Mariagrazia - e poi ti sbattono queste immagini in faccia».

«Non mi piace quel cartellone», ammette Radica, madre serba di due bambini di 2 e 6 anni. E rincara: «Faccio appositamente un'altra strada per non far vedere a mia figlia che in questo periodo è già piena di curiosità - riferisce Francesca, la madre di una bimba che frequenta la Pollitzer - certi temi io desidero trattarli quando ritengo sia il momento adatto e non quando uno sciocco cartello me lo impone».

«Non siamo omofobi ma i nostri figli non sono ancora in grado di capire...»
Probabilmente tutta la civiltà di cui siamo capaci si racchiude nell'incipit della prima e dell'ultima citazione: "Non ho nulla contro gli omosessuali ma" e "Non siamo omofobi ma"
Detto questo la domanda è: vista la naturale tendenza dei bambini ai baci (che dio, l'universo e la natura li preservino), sopratutto in età da scuola d'infanzia, cosa faranno mai 'sti genitori se dovessero vedere che la pargola bacia un'altra bambina o se il "muletto" in uno slancio d'affetto abbraccia e bacia un compagno di giochi? Io giocavo a "fare l'amore" con la mia migliore amica a quell'età, e nessuna delle due ha avuto bisogno dello psichiatra per questo.. quindi, chi è che provoca paure idiote? Da dove nasceranno mai i sensi di colpa con cui molti omosessuali dovranno avere a che fare da adolescenti? E i pregiudizi con cui tutti dovremo fare i conti domani?
E rincaro, visto che statisticamente ogni 10 bambini uno è gay, cosa succederà in famiglia? E tutte le lezioni di machismo o di femminilità coatta dove andranno a finire? Probabilmente tra qualche anno leggerò con interesse un qualche articolo di giornale che titolerà
"Mio figlio gay per colpa dei poster fuori dall'asilo"

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