Il candidato consideri altresì che detto discorso, pubblicato integralmente da diversi giornali, contiene -tra gli altri- i seguenti passaggi:
Di fronte ad una ragione a-storica che cerca di autocostruirsi soltanto in una razionalità a-storica, la sapienza dell’umanità come tale – la sapienza delle grandi tradizioni religiose – è da valorizzare come realtà che non si può impunemente gettare nel cestino della storia delle idee.Dica il candidato, alla luce di tali affermazioni da un lato, e del modo in cui sono state presentate dai giornali dall'altro, se sia davvero il Papa a doversi lamentare della censura.
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Ma verità significa di più che sapere: la conoscenza della verità ha come scopo la conoscenza del bene.
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Differenziandosi dalle filosofie neoplatoniche, in cui religione e filosofia erano inseparabilmente intrecciate, i Padri avevano presentato la fede cristiana come la vera filosofia, sottolineando anche che questa fede corrisponde alle esigenze della ragione in ricerca della verità.
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Se però la ragione – sollecita della sua presunta purezza – diventa sorda al grande messaggio che le viene dalla fede cristiana e dalla sua sapienza, inaridisce come un albero le cui radici non raggiungono più le acque che gli danno vita.
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Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell’università? Invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro.









