Il garantismo che dà scandalo

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Non si possono difendere i diritti delle persone a fasi alterne. Così, uno che si batte perché gli omosessuali possano sposarsi, perché un malato terminale possa scegliere l'eutanasia, perché la gravidanza sia una scelta, si batte anche perché i diritti delle persone siano garantiti di fronte alla giustizia, per il cosiddetto "garantismo".

Così Maurizio Turco, deputato radicale eletto nelle liste del Pd, ha deciso di non votare per l'autorizzazione all'arresto di Nicola Cosentino. Questa la sua motivazione:

A parte le dichiarazioni dei pentiti non ho trovato null'altro nelle carte. Sto parlando da membro della giunta che ha avuto modo di valutare ciò che è scritto nei documenti. Come dirigente politico e come cittadino mi faccio anche altre domande. E cioè: sono passati molti anni da quando è stato interrogato il primo pentito. Tendenzialmente da quello che ho letto dovrei dare per scontato che c'è stata un'attività di indagine, di inchiesta, con intercettazioni o pedinamenti che non ha portato a nulla. E se non c'è stata, ancora peggio. Diciamo che si poteva fare anche qualche tempo fa la richiesta. Perché oggi?

Forse una luce

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PERUGIA (Reuters) - Un giudice del Tribunale di Perugia ha rinviato a giudizio oggi un agente della polizia penitenziaria del carcere cittadino di Capanne, accusato di non aver soccorso Aldo Bianzino, un falegname morto nel 2007 due giorni dopo essere finito in carcere. Il caso di Bianzino - arrestato per detenzione di alcune piante di canapa indiana il 12 ottobre 2007 e morto 48 ore dopo - assieme a quello di Stefano Cucchi, il geometra romano deceduto il mese scorso dopo essere stato fermato per droga e per cui sono indagati tre agenti di polizia penitenziaria - ha attirato recentemente l'attenzione dei media sul trattamento dei detenuti in carcere e l'intervento del mondo politico. Gianluca Cantoro, l'agente della polizia penitenziaria in servizio la notte in cui morì Bianzino, è accusato di falso, omissione di soccorso e omissione di atti d'ufficio per non avere chiamato i soccorsi nonostante le ripetute richieste di Bianzino. Cantoro ha sempre sostenuto di essersi comportato "correttamente". Secondo i periti della procura, la morte di Bianzino sarebbe stata causata da un "aneurisma cerebrale", motivazione non accettata dai difensori dei familiari che invece sostengono che il falegname godesse di ottima salute. L'ipotesi dei difensori è che l'uomo sia morto a causa di percosse ricevute in carcere, ad opera probabilmente del personale penitenziario.

Il candidato anti-Formigoni: dai che stavolta vinciamo sicuro sicuro

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Pare che Pigi Bersani (quello immobile o soprammobile?) abbia sciolto la riserva e deciso chi candidare alla Presidenza della Regione Lombardia, alle prossime elezioni di marzo. Un uomo nuovo? Non proprio. Uno vincente? Naaa. Uno capace? Mi astengo, chè ho appena finito di mangiare e vorrei quindi digerire serenamente. Ebbene sì, cari amici, il candidato "anti-Formigoni" è lui: ancora una volta, Filippo Penati. L'appena trombato alle provinciali di Milano, quello che ha perso contro Guido Podestà (che nessuno sa chi sia), il grande timoniere provinciale che voleva fare le "ron-dem", le ronde democratiche. Lo stesso che voleva andare "oltre" la Provincia per guidare la futura Città Metropolitana che, più poi che prima, sostituirà provincia e comune milanesi.
E' il Pd nell'era di Pigi, bellezza: dopo le sconvolgenti nomine alla segreteria nazionale, ricicliamo un perdente. Un Pd davvero rivoluzionario.
Poi ditemi che non hanno ragione quelli che pensano che il Partito Democratico, alla Lombardia, ci abbia rinunciato a priori.

(N.B. Dedicato al mio amico di Facebook Alberto Biraghi)

Google, la sindrome Down, mio fratello

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Il più giovane dei miei due fratelli è una persona con sindrome Down.

Dovete sapere, amici miei, che le persone con sindrome Down non sono esattamente degli oratori spigliati: succede spesso e volentieri che capiti loro qualcosa e non lo raccontino a nessuno, vuoi perché non sono capaci di esprimersi agevolmente, vuoi perché -come mio fratello- fanno una gran fatica ad esprimersi del tutto, vuoi perché si vergognano dell'accaduto, specie se la faccenda è mortificante come quella di cui vi sto per parlare.

Ciò premesso, vi dico come la penso sul caso Google: se il ragazzo insultato e picchiato dai suoi compagni fosse stato mio fratello, la circostanza che la scena fosse rimasta qualche giorno su internet alla merce' di migliaia di spettatori sconosciuti mi avrebbe senz'altro rattristato; avrei dovuto considerare, tuttavia, che senza quel video (e senza l'imbecillità di quei quattro teppisti, che dopo essersi accaniti vigliaccamente contro un disabile hanno pure pensato di autodenunciarsi immortalando la loro impresa da mezzeseghe) probabilmente non sarei mai venuto a conoscenza di quello che gli era accaduto.

Insomma, che la responsabilità oggettiva per violazione della privacy da parte di Google ci sarà pure: però credo anche che il portale, sia pure suo malgrado, abbia finito per svolgere un servizio di importanza tutt'altro che trascurabile, mettendo a conoscenza i familiari del disabile di quanto era successo e mostrando a tutti quali schifezze possono capitare nelle scuole italiane.

Cerchiamo di non dimenticare che documentare la verità, ancorché in modo scioccante, non è mai un'operazione che si può criminalizzare a cuor leggero.

Corporativismo criminale

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cosentino

ROMA - La giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta di arresto nei riguardi del sottosegretario Nicola Cosentino, accusato dalla procura di Napoli di concorso esterno in associazione mafiosa. Contro l'arresto hanno votato 11 deputati. In 6 si sono espressi a favore del provvedimento giudiziario mentre il radicale Maurizio Turco si è astenuto. Tra i favorevoli alla richiesta avanzata dai magistrati campani, il presidente della commissione Pierluigi Castagnetti: "C'è l'obbligo del provvedimento - ha spiegato - siamo in presenza di 416-bis e la custodia cautelare in carcere è un atto obbligatorio. Durante il dibattito in giunta sono emersi elementi di solidità e di gravità degli indizi a carico di Cosentino che hanno indotto il gip ad assumere questo tipo di provvedimento".
Bleek

L'Italia non è un paese per extraterrestri

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Gurb arriva nell'Italia del Nord, precisamente a Novara. Atterra in un parco dove si ferma a chiacchierare con due persone. Un vigile arriva e li multa, perché a Novara non si può parlare con più di una persona in un parco. Gurb sale sull'astronave e si trasferisce a Verona. Prende una pizza d'asporto in piazza Bra, si mette a mangiarla fuori dal negozio, e un vigile lo multa perché non si può mangiare all'aperto nei pressi dei monumenti. Allora Gurb va a Pavia, prende da bere, perché la pizza veronese era particolarmente 'salata', ma supera i fatidici 50 metri dell'ordinanza comunale che vieta di bere lontano dai pubblici esercizi. Multato. Gurb non sa più che fare: potrebbe innamorarsi a Caravaggio, ma non sposarsi, perché non possiede un regolare permesso di soggiorno. Potrebbe andare a Cittadella, ma non ha un reddito comparabile a quello dei padani e sarebbe espulso. Potrebbe telefonare a casa, ma in Lombardia una legge regionale fa chiudere i phone center. Potrebbe rilassarsi su una panchina, ma in molte città le panchine hanno i braccioli-in-mezzo per evitare che qualcuno, soprattutto gli extra (comunitari o terrestri, poco importa) si sdrai. Potrebbe cercare da mangiare, ma non nei cassonetti, però, perché c'è l'ordinanza anti-rovistamento (ma che è?!). Se gli scappa la pipì, attenzione a farla per strada, per esempio a Trieste. Sarebbe multato. E per un marziano entrare in un bar potrebbe essere complicato... Insomma, Gurb fece bene, nonostante tutto, ad atterrare a Barcellona, come previsto nell'edizione originaria. Lui. E la sua astronave d'ordinanza. Appunto.
Ha proprio ragione Pippo.

Xenofobia in lingua originale

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varallo

(Varallo, VC)

Questione di priorità

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Ma quale sovraffollamento, stanno meglio che in albergo

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Carceri

Ancora sulla Moratti

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Due brevi video per chi si fosse perso l'intervista di Report al sindaco di Milano Letizia Moratti. Quando si getta la maschera e anche il pudore vien meno.


Qui la versione originale sul sito di Report.

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