Inviolabilità a corrente alternata

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Silvio Berlusconi, 28 gennaio 2011:

Non è un Paese libero quello in cui quando si alza il telefono non si è sicuri della inviolabilità delle proprie conversazioni.
Davvero interessante.
Chissà se Silvio Berlusconi è al corrente del fatto che un esponente del suo partito, per giunta assessore, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di aver perquisito arbitrariamente l'abitazione di alcuni immigrati durante una ronda.
Visto che a sentire lui è in gioco la libertà del paese, e non i propri interessi personali, e considerato -qualora le accuse fossero confermate- che voler entrare per forza nelle case delle persone è un tantino più grave che intercettarle al telefono, mi chiedo per quale motivo il premier non registri un bel videomessaggio per difendere -nel dubbio- la privacy di quegli extracomunitari.
Coraggio, sono tutt'orecchi.

Pregasi morire entro 6 anni

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Ci sono delle cose, spesso piccole cose, che hanno il grande potere di trasformarmi da personcina accondiscendente e sorridente in arrogante e bisbetica. Una di queste è il vino rosso tenuto in frigo, un'altra è leggere articoli come questo.
Intanto sapere che un Comune chiede aiuto ai notai per convincere gli anziani a vendere la casa lo trovo di cattivo gusto, ma è un moto di schifo personale e non pretendo che sia generalizzato. Poi lo trovo subdolo e vigliacco, visto che un Comune che - nelle intenzioni dichiarate - è preoccupato per una parte della popolazione (che a Trieste ammonta al 28% della popolazione totale), dovrebbe farla in proprio una campagna di sensibilizzazione, almeno se non ha nulla da nascondere. Infine trovo la pensata leggermente rischiosa pensando ai vari gufi speculatori che potrebbero approfittarne.

Tanto per rinfrescare la memoria

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Solo per segnalarvi che Don Ruggero Conti, condannato a 15 anni e 4 mesi di carcere per abusi su minori, è lo stesso che a suo tempo partecipò alla campagna elettorale di Gianni Alemanno con la qualifica di garante per la famiglia e le periferie, e che durante il processo a suo carico il Comune di Roma, in persona dello stesso Alemanno nel frattempo divenuto Sindaco, non si costituì parte civile, di tal che dovette prendersi la briga di farlo al suo posto, come consentito dall'articolo 9 dello statuto comunale, il segretario di Radicali Italiani Mario Staderini.
Così, tanto per rinfrescare la memoria a quelli che tendono ad averla un tantino corta.

Vogliono legalizzare la tortura

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Non so se la cosa vi è chiara, ma con la legge sul testamento biologico che vogliono approvare stanno cercando di fare in modo che non possiamo più decidere, nella malaugurata ipotesi in cui ci capiti qualcosa di spiacevole, di non farci infilare un sondino nel naso, di non essere tenuti in vita per forza, di non ritrovarci sepolti vivi nel nostro corpo: anche se non lo vogliamo neanche un po', e magari l'abbiamo pure messo per iscritto davanti a un notaio.
E' una terrificante invasione del nostro spazio vitale, della nostra libertà, della nostra autodeterminazione, del nostro sacrosanto diritto di decidere chi può metterci addosso le sue manacce, di stabilire quando lo può fare e di dirgli quando deve smettere, lasciandoci crepare in santa pace e tornando ad occuparsi tranquillamente dei fatti suoi.
E' la tortura istituzionalizzata, amici miei: codificata, resa obbligatoria per legge e accuratamente levigata per sembrare una caritatevole risposta a quella che chiamano ipocritamente "indisponibilità della vita umana".
Rifletteteci: se ci facciamo togliere la libertà di scegliere sul nostro corpo e sulla nostra vita, come pensiamo di poter ancora sperare che ci concedano tutte le altre?

Dalla lotta per l'aborto alla lotta all'aborto

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Devo dare atto a molti membri di questo onorevole governo, che ogni volta che mi balza in mente la frase "peggio non potrebbe essere" ecco lì una dichiarazione, una frase, un gesto che mi riporta alla realtà. Se facciamo ancora un passo indietro arriviamo al Mesozoico, nel frattempo, al tramonto della seconda repubblica ci scaldiamo al tiepido sole di un giorno qualsiasi del tardo Medioevo. Oggi devo ringraziare (di nuovo) la signora Eugenia Roccella. Permettetemi di ricordare alcune esternazioni del Sottosegretario al Ministero della Salute (e non dell'oste sotto casa): parlando a proposito del testamento biologico e dell'idratazione, disse «Non è un obbligo. Non c’è la possibilità di rifiutare», gettando secchiate di fango sulla logica. Con una scelta di parole entusiasmanti ha paragonato l'eutanasia al non allacciare la cintura di sicurezza; ha coniato frasi come "continuum chimico", e con un senso cristiano e amorevolmente delicato dell'opportunità ha organizzato la giornata degli stati vegetativi nel giorno dell'anniversario della morte di Eluana Englaro. Ha inoltre tenuto a farci conoscere la sua posizione rispetto alla famiglia ed ai modelli che funzionano. Insomma lei, la Roccella - che dice -

"ho partecipato a tutte le battaglie femministe di quegli anni(riferendosi agli anni '70), dall’aborto alla modifica del diritto di famiglia (...)"
può gentilmente spiegarmi che tipo di percorso retroattivo ha scelto per passare dalla lotta per l'aborto al dichiarare che l'aborto non può essere nemmeno considerato un diritto, fino alle ultime esternazioni di lotta all'aborto?

Minerva e gli spazi del desiderio e della rivoluzione

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Buongiorno a tutti! Minerva Jones sente finalmente ‘eros’ intorno a tutti noi! Non avvertite anche voi questa energia che da alcune settimane – pur se qui mista alla disperazione e al senso di impotenza – sta facendosi strada ovunque? Non la sentite?
Io sì, e per me ha questo ritmo. Un ritmo di ‘esasperazione’, ‘opposizione’, ‘resistenza’, e ‘reazione’ – un insieme sicuramente confuso e privo ancora di una meta precisa e di strategie per raggiungerla, ma intanto questa energia comincia a essere presente e fluire. Qualcosa in cui mi riecheggia l’idea di liberazione delle tensioni creative profonde dell’uomo – desiderio che potrebbe rappresentare l’occasione per la realizzazione di un mondo più sano, felice, solidale, pacificato e meno sfigurato dall’aggressività, dalla violenza, dalla guerra.
Minerva, infatti, legge in questo senso ciò che stanno provando coloro che la circondano così come le immagini televisive che ci portano l’informazione (e l’eco) dei movimenti di ribellione dall’altra sponda del Mediterraneo. Le parole che ha scritto in questi giorni Alain Badiou nell’analizzare la situazione in corso ispirerebbero quanto meno fiducia sulle conseguenze che si creano quando un movimento, per ‘risonanza’, si espande: “Migliaia di possibilità nuove, riguardanti queste contraddizioni, sorgono ad ogni momento, alle quali lo Stato – ogni Stato – è interamente cieco. Si vedono delle giovani dottoresse venute dalla provincia per curare i feriti dormire in mezzo ad un cerchio di giovani selvaggi, e sono più tranquille che mai, sanno che nessun toccherà loro neanche la punta di un capello. Si vede, ancora, una fila di cristiani appostata, in piedi, per vegliare sui musulmani piegati in preghiera. Si leggono mille cartelli in cui la vita di ognuno si mischia senza distacco alla grande Storia di tutti”.
Le conseguenze economiche, politiche, sociali di tutto questo su di noi possiamo anche ipotizzarle già adesso, ma da qui a considerarle ‘catastrofiche’, ‘epocali’, ‘destabilizzanti’ ce ne passa: l’esperienza non ci insegna che, noi che si concepiamo secondo lo stereotipo di “poeti, artisti, eroi, santi, pensatori, scienziati, navigatori”, abbiamo dalla nostra anche una mirabile attitudine alla cialtroneria e all’auto-gestione nei problemi quotidiani – capacità che sempre ci garantiscono la sopravvivenza? Forse potremmo allora anche guardare con un po’ di fiducia a ciò che sta accadendo – non trovate?
Potremmo a nostra volta pensare di riappropriarci e realizzare il nostro personale immaginario – liberando e lasciando finalmente fluire e circolare questa ‘tensione’ a una vita intensa, piena, gratificante! Un’urgenza che diventa quasi ‘fisica’, questa di erotizzare l’esperienza della vita! Una vita carica di desiderio – che dipende in primis da come noi percepiamo le persone e le situazioni, da come ce ne lasciamo investire e attraversare.
Pensate stia dicendo qualcosa di assurdo? Uhm… Ok: liberate la mente dall’immaginario patetico cui hanno deprezzato tanto per cominciare il ‘piacere’, e fate spazio per il ritorno di quello più profondo che già ci è dato sperimentare nelle nostre vite – sebbene spesso ce ne dimentichiamo. Vi offro un semplice esempio.
Minerva ama andare al mercato alimentare – che lei considera un vero e proprio spazio erotico. I miei sensi – tutti i miei sensi – in questo contesto sono continuamente stimolati.
A livello uditivo sono immersa nelle urla dei venditori che esaltano i propri prodotti attraverso le più bieche strategie di persuasione, mentre giungono altresì alle mie orecchie scampoli di conversazione con diversi accenti, tonalità, inflessioni degli acquirenti. A livello olfattivo – quante volte sottovalutiamo l’olfatto!, eppure non è una delle stimolazioni sensoriali più intense per il nostro corpo? – frutta, verdura, piante, latticini, insaccati, spezie mi possono portare addirittura nella dimensione del ricordo. Un ricordo vivo e immediato – con quell’effetto straniante per cui la memoria impazzisce nel ricollegare un profumo a un’esperienza, un luogo, un momento del passato. Le miei mani poi – pur se protette da igienici guanti – delicatamente toccano, accarezzano, selezionano, scartano, scelgono, mentre già immagino preparazioni, cotture, consumo e sapori.
A livello gustativo – oh, qui la cosa si fa interessante! – nelle chiacchiere con i venditori (ché non perdo mai l’occasione di una battuta, una domanda, una piccola conversazione) la sottoscritta ci guadagna quasi sempre un qualche assaggio mentre ascolta il racconto dell’origine di un prodotto e del viaggio (che può anche essere solo dalle montagne vicine o dal mare) che l’ha condotto lì. E se si tratta di un pezzetto di formaggio, Minerva lo assapora chiudendo gli occhi per meglio rivivere le parole di Davide Longo: “Cesare tagliò un morso sottile di toma e richiudendo il coltello guardò la sera che calava oltre la finestra. […] Mise in bocca la toma con un tozzo di pane e masticò fino a sentire il formaggio tornare latte, il pane grano”. A livello visivo, infine, l’intero mercato pulsa di luci contrastate, colori, sfumature di merci, scorci e persone. E immagino di poter evitare di approfondire il discorso della ‘retorica dello sguardo’ in base al quale io e il ragazzino che scarica le cassette di frutta ci mettiamo a conversare in silenzio in un seduttivo ed estemporaneo gioco leggiadro, vero?
Capite, allora, cosa intendo quando parlo di ‘eros’ come del lasciarsi colpire e attraversare dalle sensazioni, dal pensiero del piacere, dal lavoro dell’immaginazione? Sto ancora dicendovi qualcosa di assurdo se vi ricordo che il piacere può essere ovunque e vi propongo di riflettere sulle molteplici occasioni di stimolare la nostra tensione a ‘stare bene’, a sentirci vivi, a ‘godere’ nelle nostre vite quotidiane?
Perché quello che penso è che – se nel tempo ci siamo sempre più atrofizzati, spenti, e asserviti alla desertificazione emotiva e sensoriale cui certa politica e certi immaginari ci hanno voluto condannare per avere individui che subiscono senza reagire – forse coltivare (nutrendola, facendola crescere) questa attitudine al desiderio e al piacere può, anche questa, essere una strategia per riprendere il controllo delle nostre esistenze, e tornare a stare bene.
Liberi davvero, innanzitutto nella mente.
E’ alla nostra portata.
E’ già in noi e intorno a noi.
La stiamo già vivendo.
Dobbiamo solo ricordarci cosa ci dava piacere prima che permettessimo ad altri di imporsi sul nostro immaginario con le loro comunicazioni fuorvianti, i loro poveri teatrini, e le loro asettiche finzioni.
Cosa ci dava piacere?

Matrimonio omosessuale for dummies

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Siccome il nostro premier ha trovato il modo di scagliarsi ancora una volta contro le unioni tra omosessuali, e visto che quando parlano dell'argomento ci trattano spesso e volentieri come dei babbei ("dummies", per l'appunto, nel linguaggio dei manuali informatici), mi è venuta l'idea di stilare questa piccola raccolta di FAQ: sia per mostrarvi quanto siano infondate e risibili le argomentazioni utilizzate dai fondamentalisti e dai loro sodali per negare alle persone i loro diritti, sia per dotarvi di una guida pratica per confutarle quando vi ritrovate -ahivoi- a discutere con loro. Buona lettura.

Consentire i matrimoni tra omosessuali metterebbe in pericolo la famiglia tradizionale.
Nel 2008 -ultimo anno del quale l'ISTAT dà conto nel catalogo "Italia in cifre 2010" sono stati celebrati 246.613 matrimoni "tradizionali": sfido chiunque a dimostrare con un minimo di logica che una sola di quelle coppie eterosessuali avrebbe rinunciato a sposarsi se in Italia fosse esistito l'istituto del matrimonio tra omosessuali. Avete mai conosciuto una donna che sposa un maschio solo perché non ha la possibilità di sposare una femmina? Io no. Ne consegue che tra i due fenomeni non esiste alcuna correlazione, e quindi che l'uno non ha la benché minima influenza sull'altro.

Non si può permettere alle coppie omosessuali di sposarsi, perché si tratterebbe di unioni "sterili" dalle quali non potrebbero nascere dei figli.
Se tanto mi dà tanto, come mai non si preclude l'istituto matrimoniale anche alle donne in menopausa, alle coppie con problemi di fertilità e a quelle che per loro scelta non vogliono avere figli? Anche le loro unioni, evidentemente, sono "sterili", e dunque dovrebbero essere trattate, dato il criterio prescelto, esattamente alla stessa stregua delle coppie omosessuali. Cosa che invece non avviene: dal che si desume che quello della "fecondità" è un argomento infondato.

Non ho niente contro gli omosessuali, perché ognuno è libero di fare ciò che vuole: formalizzare le unioni omosessuali, però, introdurrebbe nella società un modello che potrebbe influenzare negativamente i giovani.
L'affermazione è autocontraddittoria, e quindi falsa: ammesso e non concesso (ed in effetti molti studi dimostrano che non è così) che esista una correlazione del genere, chi dice di non avere nulla contro i gay di oggi dovrebbe accettare tranquillamente il fatto che ve ne siano anche domani. Se così non è, se ne deduce che l'affermazione iniziale è una bugia bella e buona.

Il matrimonio tra omosessuali non può essere accettato perché è innaturale.
Tanto per cominciare, l'affermazione è falsa: recenti e autorevoli studi hanno infatti dimostrato che i rapporti omosessuali si verificano normalmente in circa 1.500 specie animali. Quand'anche fosse vera, tuttavia, condurrebbe comunque a conclusioni aberranti: se decidessimo di rifiutare tutto quello che è "innaturale" l'umanità dovrebbe accantonare una lista di conquiste civili, mediche e scientifiche così lunga che per scriverla tutta non basterebbe l'intera superficie del pianeta.

Il matrimonio tra gay aprirebbe la strada all'adozione, che non può essere accettata perché per crescere bene i bambini hanno bisogno di una mamma e di un papà.
Si tratta di un altro gigantesco luogo comune. A parte il fatto che la storia è piena zeppa di artisti, santi, scienziati e via discorrendo che hanno compiuto opere e imprese memorabili pur essendo orfani di uno dei due genitori, se non di entrambi, sin dalla primissima infanzia, numerosissimi studi scientifici dimostrano che i figli adottati da coppie omosessuali crescono altrettanto bene, se non addirittura meglio, di quelli allevati da coppie eterosessuali.

Omosessuali non si nasce, ma si diventa per scelta: quindi consentire ai gay di sposarsi configurerebbe il riconoscimento giuridico di un "capriccio".
Prescindendo dall'esattezza dell'affermazione iniziale, sulla quale non mi soffermo in questa sede perché è del tutto ininfluente ai fini del ragionamento, non si capisce perché le scelte individuali, che assumono rilevanza pubblica in una miriade di situazioni diverse (pensate, ad esempio, all'obiezione di coscienza da parte dei medici cattolici), diventino improvvisamente dei "capricci", e come tali non meritevoli di considerazione, quando riguardano la loro sfera affettiva e sessuale.

Consentire che gli omosessuali si sposino li farebbe uscire tutti allo scoperto, e a me dà fastidio vedere due gay che si tengono per mano o che si baciano in mezzo alla strada.
Provare fastidio per qualunque cosa faccia chiunque altro è certamente legittimo, ma non sempre vale a poter impedire che quella cosa venga fatta. Se dovessi stilare un elenco di tutti quelli che con i loro comportamenti danno fastidio a me, finirei domani e consumerei tutto il disco rigido del computer: però non ho la pretesa di impedirglielo per legge, almeno finché quei comportamenti non si traducono in un danno effettivo e misurabile a mio carico. Insomma, credo proprio che in questo caso il fastidio dobbiate tenervelo per voi.

Generatore automatico di palinsesti RAI conformi all'atto di indirizzo sul pluralismo del PdL

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Istruzioni: fare refresh per ottenere un nuovo palinsesto RAI conforme all'atto di indirizzo sul pluralismo del PdL

Al servizio (differenziato) degli italiani

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Detto fatto. Dopo averlo annunciato urbi et orbi qualche giorno fa, il PdL ha istituito a tempo di record l'associazione "Al servizio degli italiani", con tanto di numero verde e sito web , per fornire "assistenza al cittadino e all’impresa, offrendo soluzioni concrete ai problemi della vita quotidiana, dal settore previdenziale a quello fiscale, dalla formazione al lavoro, alla difesa dei consumatori e così via".
La domanda, a questo punto, è la stessa che mi ponevo l'altro giorno: visto che costoro governano il paese, perché non hanno dato sfogo a tutta questa voglia di aiutare i cittadini facendo funzionare a dovere la pubblica amministrazione?
Cioè, il PdL non dovrebbe essere già "al servizio degli italiani", in virtù del ruolo di governo che i suoi esponenti ricoprono, senza la necessità di costituire un'associazione apposita?
Oppure dobbiamo desumere che "gli italiani" sono meritevoli di quei "servizi" solo se hanno voglia di avere a che fare col loro partito?

Meglio l'ipocrisia che la libertà di scelta

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Luigi Negri, Vescovo di San Marino-Montefeltro, su Silvio Berlusconi:

Le incoerenze etiche di un governante non distruggono il benessere e la libertà del popolo, gli attacchi alla famiglia e alla sacralità della vita devastano la vita sociale.
Il che, tradotto in italiano corrente, significa più o meno questo: un premier che in pubblico si erge a portabandiera della cristianità e in privato telefona in questura per far liberare una minorenne raccontando che si tratta della nipote di Mubarak è comunque meglio delle unioni gay, del testamento biologico, della contraccezione, della fecondazione assistita e dell'eutanasia.
L'ipocrisia, insomma, è di gran lunga preferibile alla libertà di scelta.
Ecco, adesso l'hanno proprio detto.

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