PD = Perché Decidere?

Allora, gente, ve ne racconto una davvero divertente. Ieri i gruppi del PD di Camera e Senato si sono riuniti per prendere una posizione sul testamento biologico, in vista del prossimo 27 gennaio, allorché verrà presentato alla Commissione Sanità del Senato il disegno di legge predisposto dalla maggioranza. Com'era (tristemente) ipotizzabile, tuttavia, i nostri amici hanno pensato bene di non contarsi, evitando di mettere ai voti una posizione univoca e limitandosi ad esprimere un cosiddetto "orientamento prevalente": il che equivale a dire, in parole povere, che come al solito il PD ha deciso di non decidere, proseguendo così nella sfolgorante tradizione di placida inerzia che l'ha caratterizzato sin dal momento della sua fondazione. Io, da parte mia, me l'aspettavo, e quindi preferisco astenermi da ogni ulteriore commento, anche per non risultare noioso ripetendo all'infinito la mia opinione su questo curioso partito, che personalmente considero una delle esperienze politiche meno significative della storia di questo paese. L'occasione mi è gradita, tuttavia, per proporvi qualche interrogativo. Tanto per cominciare, siamo proprio sicuri che i cosiddetti teodem, ovvero quei quattro o cinque parlamentari (Binetti, Bobba e compagnia cantando) che vengono sistematicamente citati dai giornali quali difensori della catechesi nelle aule parlamentari, esauriscano la combriccola degli integralisti cattolici che operano, più o meno apertamente, all'interno del PD? E poi, è possibile ritenere, come sembrano sostenere alcuni, che definirsi "democratici" significhi semplicemente non decidere mai alcunché, invocando una democraticissima quanto fantomatica libertà di coscienza che si traduce, nella pratica, in un compiaciuto atteggiamento di immobilità? E infine, ma su questo dovete dirmi la verità: esiste ancora, in questo paese, un solo progressista autentico che possa ragionevolmente credere nel Partito Democratico quale forza in grado di portare all'attenzione dell'agenda politica le sue istanze? Datemele voi, le vostre risposte, se ne avete voglia. Io mi limito a salutarvi con la dichiarazione di Anna Finocchiaro, che ha ritenuto di commentare così l'esito della riunione di ieri: "E' un risultato molto soddisfacente; il problema non è votare o no, perché se siamo d'accordo non c'è neppure bisogno di votare". Se invece non siamo d'accordo, aggiungo io, la soluzione è ancora più semplice: basta non decidere. D'altra parte, siamo o non siamo il PD?

Questo post è stato pubblicato il 21 gennaio 2009 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

5 Responses to “PD = Perché Decidere?”

  1. AAA cercasi appezzamento di terra di dimesioni il più vaste possibili, per ampliamento girone degli ignavi, causa affollamento di quello già esistente. Contattare ore pasti. Lucifero.

    RispondiElimina
  2. talmente democratici che, qualora non venisse indicata una linea guida del pd, verranno lasciati liberi di decidere autonomamente, quindi i margheritini voteranno Vaticano, protetti dalla segretezza del voto.

    RispondiElimina
  3. 1) No, ce n'è molti di più di quei 4 o 5 teodem.

    2) No, è tipico di un partito che non ha il coraggio di fare i conti con se stesso e con le sue due anime inconciliabili.

    3) Sì, qualcuno. E per questi, un buon riferimento politico è Mercedes Bresso, forse perché molto lontana da Roma.

    RispondiElimina
  4. E' esattamente così, e tu sai che non ci ho mai sperato.

    RispondiElimina

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Random Post