On the road again

Supponiamo di vivere in un paese nel quale la violenza sulle donne costituisca un'abitudine praticata con notevolissima e raccapricciante frequenza. Supponiamo che gli episodi nei quali detta violenza si declina, allorché si verifichino in luoghi pubblici, suscitino sistematicamente un'ondata di generale indignazione, sollevando le proteste dell'opinione pubblica e inducendo il governo ad adottare radicali misure deterrenti, quali ad esempio la dislocazione di migliaia di militari nelle strade, allo scopo di impedire che gli efferati atti di violenza in questione possano aver luogo. Supponiamo, poi, che un blogger qualsiasi si prenda la briga di aprire Firefox e porti a termine, utilizzando i box di ricerca appositamente messi a disposizione dai siti dei più diffusi quotidiani, una piccola ricerca dalla quale emerga quanto segue:

Supponiamo che a questo punto il blogger si sia stancato di accumulare link su link, e che rinunci, ritenendo sufficienti le informazioni si qui raccolte, a ripetere l'operazione anche per gli anni antecedenti al 2008. Supponiamo, tuttavia, che gli rimanga il desiderio di propore ai suoi lettori qualche interrogativo. Perché, tanto per cominciare, le violenze contro le donne che avvengono all'interno delle cosiddette mura familiari (numerose, com'è agevole riscontrare dall'elencazione testè prospettata, almeno quanto quelle che hanno luogo altrove) non suscitano, apparentemente, la medesima costernazione delle coscienza che si leva per ogni (esecrabilissimo, sia chiaro) abuso posto in essere fuori di casa, specie se ad opera di immigrati provenienti dall'est? Perché, inoltre, sembra suscitare maggiore allarme l'eventualità che una donna venga stuprata, picchiata o uccisa da estranei (nei confronti dei quali, evidentemente, si è soliti adoperare maggiore prudenza) rispetto all'idea che tali abusi vengano commessi da persone come i familiari, nelle quali, almeno astrattamente, sarebbe lecito riporre maggiore fiducia? Perché, ancora, i frequentissimi e drammatici atti di violenza contro le donne che hanno luogo all'interno delle famiglie configurano assai di rado, né nell'immaginario collettivo né tantomeno nell'agenda politica, quello che viene comunemente definito un "allarme sociale"? E soprattutto, in che modo pensate che 30.000 militari in più nelle città saranno utili per arginare questo allarmante (ancorché ampiamente sottovalutato) fenomeno? Al di là delle supposizioni, quindi, al blogger qualsiasi di cui sopra rimane un fastidiosissimo dubbio: non è che il problema della violenza sulle donne è (e continuerà ad essere, se non ci si decide a porvi mano con decisione) prima di tutto culturale, e militarizzare le città rendendole simili a vere e proprie caserme a cielo aperto servirà esclusivamente a dare una bella mano di vernice sulla faccenda senza risolvere un cazzo di niente? Attendo lumi. --- Se questo post ti è piaciuto, puoi votarlo cliccando OK su OkNotizie.

Questo post è stato pubblicato il 26 gennaio 2009 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

10 Responses to “On the road again”

  1. Se le domande sono retoriche, non ci sono problemi.
    Se davvero ti chiedi perchè i media approfondiscano e si interessino ai casi "di strada" e perchè "qualcuno" non proponga di mettere un militare in ogni casa, allora o sei Emilio Fede o sei comunque un caso disperato.
    L'unico suggerimento che mi permetto di allungarti riguarda il modo di fare analisi.
    Prendi l'esempio degli incidenti aerei, quello della morte per malattie legate alla sovraalimentazione, al fumo o agli incidenti stradali. Quali secondo te sono "numericamente più rilevanti", quali sono sotto l'attenzione dei media. La strada è lunga, avremo coraggio di percorrerla fino in fondo??

    RispondiElimina
  2. Non ho altro da aggiungere, hai ragione, secondo me, su tutta la linea.

    Vado OT per un momento e ti chiedo, ma il tuo quiz che fine ha fatto? Mi sono persa qualcosa? :-)

    RispondiElimina
  3. Forse tutto questo ha a che vedere con un ministro delle pari opportunità come la carfagna? O con un primo ministro che ci vede con belle segretarie sexy etc...
    No sicuramente non ha nulla a che vedere con la cultura maschilista radicata nel nostro paese, non ha assolutamente nulla a che vedere con il fatto che le donne ricoprano un ruolo marginale nei punti focali, no assolutamente non è colpa del celodurismo imperante nè tanto meno di un'ideologia cattolica che ci vede come brave donne di casa, che sì possono lavorare ma accanto a bambini e anziani. Nooo ma di cosa ti preoccupi.

    RispondiElimina
  4. Uh che faticaccia leggere tutto...
    ritengo che il 'problema' della violenza sulle donne non sia preso seriamente da chi di dovere. Se, infatti, chi di dovere si fosse poste almeno una della domande che ti sei posto tu non staremmo qui a scrivere, interrogarci, tirare somme...perchè l'avrebbe già fatto chi di dovere.
    L'unica cosa che si riesce a fare in questo paese chiamato Italia è: fare battute mascherandole da complimenti, scaricare barili al sindaco di turno, riempire le strade di militari(ne ho visto qualcuno solo durante l'emergenza rifiuti) che all'occorrenza risultano assenti, ritenere doveroso non punire più gli stupratori (voglia mai Iddio che questi smettano veramente di stuprare lasciando i giudici senza un cazzo di nessuno da giudicare), massacrarci le anime per risolvere presunti problemi d'identità sessuale.

    RispondiElimina
  5. quando l'altro giorno al TG ho sentito il commento del nano mi sono sentita per l'ennesima volta male all'idea che quest'uomo rappresenti gli italiani, ma vabbè.
    Dubito che lui, e quelli come lui, capiscano cosa significhi subire uno stupro. Sennò certe battute idiote non se le farebbe scappare.
    Invece quello che mi ha fatto proprio infuriare è un aspetto che pochissimi colgono, ogni volta che si parla di militari: ma davvero credete che i militari siano i "buoni" e, ammesso che siano in zona quando una donna è da sola, facciano la parte degli eroi e non quella dei criminali?
    In tutto il mondo i militari stuprano, violentano, uccidono... e poi quando sono a casa propria sono agnellini? Difensori della pace, degli oppressi, ecc ecc? Ma fatemi il piacere!!!
    Smettiamola di avere gli occhi foderati come gli americani, che idolatrano i loro militari. Chi sceglie la via delle armi è un violento. E i violenti, appena possono, usano violenza.

    RispondiElimina
  6. E' raccapricciante la violenza sulle donne in genere,per quanto mi rigurda non si devono fare distinzioni tra dentro e fuori le mura domestiche, bisogna colpire con estrema durezza tutti gli autori di questi abusi (familiari e non); per quanto mi riguarda sono indignato nei confronti di chi pratica questi abusi indipendentemente dalla naazionalita' (mi fa schifo l'italiano che ha violentato la ragazza a capodanno come non ultimo quelli del branco che hanno stuprato la ragzza di Guidonia).Non credo che la tolleranza porti molto lontano contro queste BESTIE ci vuole estrema durezza e quindi ritengo anche che ci debba essere più presenza delle forze dell'ordine in strada per far si che questi criminali non si sentano così liberi di agire indisturbati, ma allo stesso modo bidsogna agire con la STESSA fermezza nei confronti di chi opera abusi dentro le mura domestiche.

    Luca

    RispondiElimina
  7. Concordo completamente con il post.
    Aggiungo che l' "allarme stupri" che ogni tanto sbuca fuori sui giornali sulla scia di qualche caso è fasullo. Fasullo perchè in Italia vengono denunciate circa 2500 violenze l'anno (7 al giorno), e quelle denunciate rappresentano al loro volta una percentuale piccola rispetto al totale. Quindi mettere in prima pagina l'episodio di Guidonia, o quello di capodanno, di per sè non significa proprio un bel nulla, essendo solo 2 delle circa 200 violenze che ogni mese vengono denunciate. E' un esercizio mediatico strumentale ed arbitrario, messo in pratica con finalità politiche, da una parte o dall'altra.

    Un link che riguarda statistiche di pochi anni fa ma comunque molto istruttivo:
    http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1220

    RispondiElimina
  8. sarebbe più utile mettere un soldato in famiglia visti i dati.

    http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsid=102223

    RispondiElimina
  9. Più che altro, anche solo guardando agli stupri perpetrati da sconosciuti, perchè se lo stronzo è un italiano gli danno I DOMICILIARI in nome del fatto che "poverino è tanto pentito"? Solo gli stranieri sono recidivi?

    RispondiElimina
  10. ....secondo me non ha molto senso prendersela in questo modo con l'esercito, perchè allo stesso modo dovresti prendertela con tutti i corpi di polizia, carabinieri, polizia stradale, polizia municipipale, guardia di finanza...a sto punto prenditela anche con la guardia forestale visto che la maggior parte degli stupri avviene in parchetti o boschi!!!

    siamo seri dai, il vero problema è che non viene data una pena giusta a chi commette reati del genere!! scusate i termini, ma io taglierei l'uccello a gente così, comincerei da subito, e lo farei in modo che lo sapessero tutti i giornali e le tv, dopo vediamo se qualcuno ha ancora il coraggio di fare violenza su una donna!!!

    poi se posso aggiungere un'altra cosa....tutti i governi d'italia hanno fatto casini, hanno fatto i loro comodi e ogni tanto qualcosa di utile per i cittadini....credo che perlomeno per la sicurezza questo governo si stia adoperando più degli altri, quindi per cortesia, diciamo le cose per come sono e cerchiamo di trovare i veri responsabili dei problemi....

    RispondiElimina

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Random Post