Sordità anonima: le testimonianze su Pio Laghi

L'amico anonimo che segue questo blog, e che è solito commentare in modo assai critico molte delle mie opinioni, ha trovato il modo di dire la sua anche a proposito del recente post su Pio Laghi: da un lato, come potete riscontrare, sostenendo che l'eventuale complicità della Chiesa Cattolica con il regime dei generali argentini sarebbe stata finalizzata ad "evitare mali peggiori", dall'altro sostenendo che detta connivenza costituirebbe in gran parte una "leggenda metropolitana e laicista". Quanto alla prima argomentazione, ne converrete, c'è poco da dire: se non rilevare che appare assai difficile immaginare "mali peggiori" del sequestro e dell'uccisione brutale di migliaia di persone, dell'uso sistematico e organizzato della tortura, della sottrazione di bambini appena partoriti e del loro illegale affidamento agli stessi carnefici delle loro madri. Sulla seconda considerazione, in base alla quale la complicità di Laghi con il regime argentino sarebbe una falsità messa in giro ad arte dai soliti miscredenti nemici della Chiesa, vale invece la pena di soffermarsi qualche secondo in più, tanto per verificare se il concetto di "leggenda metropolitana", secondo il nostro amico senza nome, è compatibile con l'esibizione di una lista di testimoni, debitamente corredata da nomi e cognomi. Allacciatevi le cinture, gente. Si parte, e sarà un viaggio tutt'altro che divertente.

  • Juan Martín, sopravvissuto al campo di concentramento che fu impiantato nei locali dello zuccherificio Nueva Baviera di Tucumán. Ha dichiarato di essere stato condotto davanti a Pio Laghi all'interno del campo di concentramento: quando gli chiese aiuto, rivelando di essere stato brutalmente torturato, Laghi si limitò ad abbracciarlo e a consegnargli una Bibbia, raccomandandogli di aver fede.
  • María Ignacia Cercos de Delgado, moglie del giornalista Julián Delgado, scomparso nel giugno 1978. Nel tentativo di ritrovare suo marito ebbe diversi colloqui con Laghi, dai quali emerse, tra l'altro, che il Nunzio aveva completo accesso alle informazioni sui sequestrati e sui condannati a morte.
  • Adolfo Scilingo, Capitano di Corvetta della marina argentina. Ha testimoniato che la decisione di gettare i detenuti vivi in mare fu concordata con le autorità ecclesiastiche, le quali approvarono il metodo come "una forma cristiana di morte".
  • Horacio Zaratiegui, Ammiraglio e Segretario generale della marina. Ha dichiarato che Laghi intratteneva un rapporto di stretta amicizia col Generale Emilio Eduardo Massera, insieme al quale era solito giocare a tennis e di cui sposò i figli e battezzò i nipoti; nel corso di numerosi pranzi di lavoro Laghi e Massera decidevano la sorte dei sequestrati e i metodi di esecuzione più appropriati per una "morte cristiana".
  • Ada D'Alessandro, membro della Fraternità Charies de Foucauld, selvaggiamente perseguitata dai militari argentini. Ha dichiarato che la scomparsa dei membri della Fraternità fu denunciata alla Nunziatura, ma Pio Laghi rifiutò di intervenire sostenendo che evidentemente dovesse trattarsi di persone infiltrate nella Chiesa per diffondere "ideologie pericolose".
  • Evel Petrini, membro dell'Associazione Madrès de Plaza de Mayo. Ha testimoniato di aver chiesto aiuto a Pio Laghi in relazione alla scomparsa del figlio, catechista nella parrocchia del suo quartiere, ma che nella circostanza il Nunzio rifiutò di intervenire, adducendo il pretesto che il ragazzo fosse un infiltrato.
  • Hebe de Bonafini, Presidente dell'Associazione Madrès de Plaza de Mayo. Ha dichiarato di essersi presentata alla Nunziatura per consegnare una cartella con la documentazione su alcuni degli scomparsi; il nunzio, tuttavia, non la ricevette, ma al contrario la fece arrestare dalla polizia, nell'indifferenza e lo scherno dei sacerdoti presenti; la signora de Bonafini fu sottoposta ad un interrogatorio di cinque ore da parte del personale dell'Intelligence Militare, e si salvò per miracolo grazie all'intervento delle altre madri.
  • Adolfo Pérez Esquivel, premio Nobel per la pace e sopravvissuto ai voli della morte. Ha testimoniato che Pio Laghi visitava frequentamente i centri nei quali erano detenute e torturate le persone scomparse.
La lista, evidentemente, potrebbe continuare ancora molto a lungo. Temo, tuttavia, che il nostro amico stenterebbe a convincersi anche se lo invitassi a leggere i resoconti integrali dei processi, nei quali il nome di Pio Laghi (insieme a quello del cappellano Christian Von Wernich, del quale mi sono occupato in un post di qualche tempo fa), appare e riappare con impressionante frequenza. Non s'è detto, d'altra parte, che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire?

Questo post è stato pubblicato il 16 gennaio 2009 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

7 Responses to “Sordità anonima: le testimonianze su Pio Laghi”

  1. Grazie ancora una volta,alessandro.

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  2. Suvvia Alessandro. Anche l'anonimo provocatore finto cattotalebano e evidente troll ha la sua utilità.
    Dal peggio delle sue affermazioni tiri fuori il meglio delle argomentazioni.
    Non prenderlo troppo sul serio e fatti quattro risate.
    A presto.

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  3. PS: Ti sei scordato che avevi promesso di non dare più corda all'anonimo nel commento a questo post?

    http://metilparaben.blogspot.com/2009/01/spudoratezza-clericale.html

    Oppure il livello del suddetto è aumentato così tanto? No, perchè io non me ne sono reso affatto conto.

    (Non è una critica, solo una lieve presa in giro. Non averne a male.)

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  4. Sono d'accordo con questo.
    E 'importante da dire e per informare i cittadini circa il rischio di sordità.

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  5. Sono d'accordo con questo.
    E 'importante da dire e per informare i cittadini circa il rischio di sordità.

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  6. no comment... come ho gia detto... lo sterminio di massa di persone con un ideologia diversa da quella cristiana e stato perseguito e approvato dalla chiesa cattolica fin dal suo insediamento a roma... chi avessse qualche dubbio... si leggesse qualche libro di storia differente da quelli indottrinati che tutti noi abbiamo dovuto studiare a scuola...

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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