Le antichissime del Corriere

Dalle ultimissime del Corriere.it:

«In Inghilterra i servizi per le interruzioni di gravidanza sono nel caos: accade perche’ continua a crescere il numero dei medici che fanno obiezione di coscienza. Anche in Italia ci sono difficoltà, per lo stesso motivo. Soprattutto al Sud - tranne la Puglia - il fatto puo’ provocare il ricorso all’aborto clandestino».

Ma le ultimissime, dico, non dovrebbero essere delle novità?

Questo post è stato pubblicato il 23 aprile 2007 in . Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

8 Responses to “Le antichissime del Corriere”

  1. Su questi argomenti mi si attivano pensieri truci, illiberali.
    Ho 52 anni e non ho mai abortito. L'unica volta che sono rimasta incinta è perché l'ho voluto. Giuro che non è stato difficile: con la disciplina di un samurai mi sono sempre ricordata di prendere la pillola. Tutto qui. Alle spalle una madre molto formativa, vero. Bastano poche dritte, chiare e semplici, verso i quattordici anni. Poi è in discesa. Dico questo perché a mio parere nessuna donna dovrebbe trovarsi nella situazione di dover abortire. Fanculo agli stronzi che moraleggiano, come se alle mie amiche fosse piaciuto abortire.
    Lunga premessa, perdono, ma non sarebbe una buona idea radiare dall'albo quei medici che nella struttura pubblica hanno una coscienza per poi perderla nella clinica privata dove si dimenticano di fabbricare angeli? E arrivo alla parte illiberale: come metabolizzeremmo un medico, testimone di geova, che si rifiuta, per coscienza, di fare una trasfusione? Fanculo alle loro coscienze a corrente alternata. Mi offro per fare i colloqui di idoneità al lavoro dei suddetti.
    Scusa se ho espresso le mie idee in tono manierato e scialbo :))
    buona giornata valeria

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  2. Dove sarebbe il tono manierato e scialbo? Condivido entrambi i fanculo.
    Buona giornata a te.

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  3. Occorrerebbe pero' dimostrare le proprie affermazioni. Che i medici obiettori siano gli stessi che operano in cladestinità poteva essere vero negli anni '70. Ora non è così. A meno che non ci si riferisca genericamente alla categoria "medici", senza alcun riferimento a responsabilità personali. Ma anche questo indebolisce l'argomentazione. La verità è un'altra: dopo un certo numero di aborti fatti in prima persona, il danno psicologico è dimostrato ed inevitabile. Si chiama disturbo post-traumatico da stress, ed è un problema reale, non inventato. Questi medici non sono persone che, dopo 5 o 10 anni di aborti nel pubblico, decidono di aprire una clinica privata di aborti clandestini. Il problema è che questi medici non hanno un luogo culturale dove elaborare il loro senso di colpa. Non vi è più una cultura sociale in grado di accettare che un medico possa sentirsi male dopo aver eseguito un certo numero (non basso) di aborti. No, sei bollato come bigotto, cattolico. Il fatto che invece questi medici non lo siano non importa. Dice nulla che il fatto avvenga in Inghilterra? La religione non c'entra.

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  4. Le donne italiane hanno un diritto, e quel diritto è loro assicurato da una legge dello stato.
    Se alcuni fenomeni (come l'obiezione di coscienza) metono a rischio l'effettiva possibilità di esercitare quel diritto, occorre porre riparo (urgentemente) alla situazione.

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  5. Se il problema fosse questo lo si potrebbe risolvere con pillola del giorno dopo o aborto farmacologico, mi pare!

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  6. Neanche io ho mai abortito e ho avuto tre figli desiderati, ma paradossalmente ho più comprensione per chi dovendo affrontare un aborto deve combattere anche con medici obiettori pagati con i nostri soldi di quanta ne dimostri a volte gente che non ha nemmeno un utero.

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  7. Era ironia la mia, avendo usato parole poco educate e forti :))
    Vorrei rispondere a gmr: ma allora non hai mai parlato con una donna. Consiglio un mesetto di volontariato presso un Telefono Rosa. Posso capire che sia stressante essere un ginecologo che fa solo aborti. Come sottolineava appuntiperlamiapsico sarebbe un problema facilmente risolvibile, nella maggior parte dei casi, con la R486.
    La religione c'entra perché non si fa prevenzione. Nel 2007 ancora non si può parlare di antifecondativi. Suvvia.
    Ciao e grazie per l'ospitalità Alessandro :))
    valeria

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  8. @Valeria
    Metti in conto che la sfiga può capitare:stupro,preservativo che si rompe [in quel periodo nn prendevo pillola per motivi medici],sentirsi male e la pillola non ha effetto...

    riguardo l'obiezione ne stavo discutendo l'altra sera coi miei,bigottissimi.
    Per me l'obiezione non dovrebbe esistere,basta non scegliere la specializzazione di ginecologia!
    anche a me l'idea di fare 1 aborto ripugna alquanto [e non per motivi religiosi] e so che nel fare una rianimazione a 1 neonato mi bloccherei,so che non riuscirei a relazionarmi con 1 autistico o con un anziano tutti i giorni, dunque so già che non sceglierò Ginecologia,Neonatologia,Neuropsichiatria o Geriatria come specializzazioni... è questione di essere corretti con se stessi e con i propri pazienti.
    sono d'accordo con l'ultimo paragrafo: il medico quando ha il camice non ha più una volontà propria, è la Medicina in persona e deve lasciar perdere le proprie convinzioni.
    Ci insegnano che se ci arriverà in ospedale il peggiore assassino pedofilo da curare noi dovremo curarlo come se fosse nostra madre,quindi mi pare giusto che se una donna mi arriva dicendo che vuole abortire io, pure se me fa schifo,lo farò [e se sono un medico coscienzioso,non farò in modo di trovarmi davanti a casi così tutti i giorni]


    @GMR
    Studio medicina e ho 1 amica ostetrica che si preoccupa molto di queste cose,quindi quel che sto per dire non me lo invento.
    Hai ragione,è stressante fare aborti ma proprio per questo non mi pare giusto obbligare un medico non obiettore a fare gli aborti tutti lui perchè gli altri "obiettano"...
    Purtroppo si continua a essere obiettori in pubblico e a dare l'indirizzo per lo studio "se ha fretta" [in fondo perchè devo fare 1 cosa gratis quando posso farmi pagare?].
    C'è da aggiungere che i medici abortisti non fanno mai "carriera" perchè il primario lo sceglie la politica la quale,per non perdere voti dalla parte cattolica,taglia la testa al toro...
    Riguardo al disturbo post-traumatico da stress dissento: faccio volontariato al 188 con la crocerossa e vedo cosa effettivamente "traumatiche",se non c'hai lo stomaco lo vedi subito...

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