L'amore ai tempi della crisi

Ci sono tanti modi diversi per parlare d'amore nelle canzoni. E, canzoni a parte, ci sono tanti modi diversi per parlare d'amore e basta. Ieri sera, mentre giochicchiavo con YouTube rispolverando uno dopo l'altro una serie di pezzi che negli ultimi anni avevo messo in chissà quale angolo del cervello, mi sono imbattuto in questa perla di Peter Gabriel (roba del 1986), cantata dall'inizio alla fine in un interminabile abbraccio con Kate Bush. E' una storia d'amore segnata dalla crisi, dalla difficoltà, dalla sconfitta; una storia d'amore tanto più suggestiva quanto più lontana dagli stereotipi, per la verità un po' logori oltre che artificiali, della bellezza provocante, del sentimento melenso, della felicità ebete. Una storia d'amore dolente e scintillante allo stesso tempo: vera, si direbbe, per non scomodare la categoria per niente artistica, per quanto nel caso di specie assai appropriata, del verosimile. Riascoltando la canzone (che, en passant, è letteralmente splendida) sono stato colpito da un paio di versi che avevo quasi del tutto dimenticato:
For every job so many men: so many men no one needs.
Pensavo che sarebbe fantastico riuscire a recuperarla, di questi tempi, questa accezione dell'amore; questa idea dello stare insieme fondata su una fiducia che va oltre la contingenza; questa intensità sommessa e struggente che in tanti (troppi) ci hanno lungamente spacciato per debolezza. Fatemi un favore personale: ascoltatela tutta, se avete tempo, e se non capite l'inglese tenetevi il testo a fianco. Poi ditemi quant'è ottusa e trita, al cospetto, la roba che di questi tempi ci viene propinata tutti i giorni. Saluti.

Questo post è stato pubblicato il 10 marzo 2009 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

8 Responses to “L'amore ai tempi della crisi”

  1. La canzone è forte, è bella, è vera. Non necessariamente in quest’ordine. È bella perché ti smuove, è forte perché è scomodo dire che quando perdi non ti vuole nessuno e però è vero. Ed è anche coraggioso parlare così dell’amore. Siccome con le parole non sono brava e c’è sempre chi le ha usate o le usa meglio di me, mi piace riportare quelle di un uomo che è vissuto da vincente ed è morto da perdente, in disgrazia, dopo due anni di carcere che lo hanno stroncato. E proprio da lì, dal carcere, aveva scritto: “Circa sei settimane fa il medico mi accordò il permesso di mangiare del pane bianco invece del ruvido pane nero o bigio del regime ordinario. È una vera ghiottoneria. Parrà strano che del pane secco possa essere una ghiottoneria. Per me lo è a tal punto che, alla fine di ciascun pasto, io mangio accuratamente le briciole rimaste sul mio piatto di metallo o cadute sulla grossa salvietta che ci serve di tovaglia per non sporcare la tavola; e non lo faccio per fame (il vitto che mi danno è sufficiente) ma perché niente di ciò che mi viene dato deve essere sprecato. Così ciascuno dovrebbe fare per l’amore.”

    Some six weeks ago I was allowed by the doctor to have white bread to eat instead of the coarse black or brown bread of ordinary prison fare. It is a great delicacy. It will sound strange that dry bread could possibly be a delicacy to any one. To me it is so much so that at the close of each meal I carefully eat whatever crumbs may be left on my tin plate, or have fallen on the rough towel that one uses as a cloth so as not to soil one's table; and I do so not from hunger - I get now quite sufficient food - but simply in order that nothing should be wasted of what is given to me. So one should look on love.

    http://www.online-literature.com/wilde/1306/

    Camilla

    RispondiElimina
  2. guarda io trovo che sia una canzone tipica di Gabriel e come essa ovviamnete non è male.
    anzi questa è particolarmente bella.

    i suoi testi sono sempre intelligenti.

    ma questo testo per me non è un testo di una canzone d'amore.

    è un testo della speranza.
    un testo che ti dice: su con la vita, non sei solo, hai i tuoi amici, anche quando sei solo in verità non lo sei, ci siamo noi!
    non preoccuparti troppo, puoi contare su noi.

    dunque tratta di un amore platonico e non di un amore "passionale" o meglio quello che di solito si trova tra uomo e donna.

    ps: mi permetto di cittarti da me.

    RispondiElimina
  3. Da far venire i brividi...Non conscevo questa canzone, è davvero grandiosa...
    Sarà che in questo periodo sono piuttosto sensibile sul fronte amore...ho appena finito di leggere "l'amore a londra e in altri luoghi" di soriga...parla d'amore in modo maturo e profondo...è difficile trovare storie come queste...un'emozione unica! complimenti per il blog...e grazie per avermi fatto conoscere questa canzone stupenda!

    RispondiElimina
  4. L'amore "ai tempi della crisi". quale crisi? economica? morale? individuale?cosa significa esattamente "crisi"? Per me significa realtà, e la realtà è l'opposto della fantasia. Fantasia è un mondo immaginario in cui tutto funziona alla perfezione e tutti si amano.ahahahahahah! Che noia. Che monotonia. Che innaturalezza. Che mancanza di conquista delle cose.Realtà è indeterminatezza, incertezza, probabilità, possibilità. Imprevisto. Morte. Malattia. Separazione. Perdita del lavoro. Cioè, sembrerà assurdo, ma la vita è tutto questo. Ed è sempre stato così.E' la vita stessa ad essere crisi: è anche e soprattutto l'altra faccia della medaglia, che ultimamente conoscevano solo in pochi.Vogliamo provare a guardare in faccia la realtà? Se non ci fosse la solitudine dello sconfitto non ci sarebbe nemmeno il riscatto dell'individuo. "You have to loose to know how to win." Se non ci fossero gli estranei non ci sarebbero gli amici. Se non ci fossero gli sbagli non ci sarebbero i miglioramenti.
    Perciò "l'amore ai tempi della crisi c 'è sempre stato".E'quello senza crisi che non è mai esistito.
    Najat

    RispondiElimina
  5. TELEPATIE
    Sarà che seguo assiduamente Kate Bush dal '78 (e in maniera sconsiderata), ma proprio prima di passare da qui stavo canticchiando mentalmente questa canzone.

    RispondiElimina
  6. Concordo su tutto, ma in particolare sul mettere in risalto " l'intensità sommessa e struggente che in tanti (troppi) ci hanno lungamente spacciato per debolezza".
    Grazie del post. E di avermi fatto riascoltare questa canzone.

    RispondiElimina
  7. la canzone è comunque bellissima, mi ricordo quanto mi commoveva ai tempi (e adesso ancora): e l'eclissi sullo sfondo di questo video semplicissimo e bellissimo passa, e torna la luna piena. perché quello che ci salva è l'essere solidali anche nei momenti più bui: "non c'è ragione di vergognarsi; siamo orgogliosi di chi sei". grazie per avercela fatta riascoltare.

    RispondiElimina
  8. Io questa canzone me la ricordo... più che altro ho presente l'ellepì (ché ai tempi così si chiamavano) che conteneva sledgehammer.
    un bel lentone da pomicio, tutto sintetizzatore, ma il testo non mi ha mai colpito particolarmente.

    Innanzitutto, io ci vedo poco l'amore, ma molto l'amicizia e soprattutto la solidarietà.

    E poi, a dirla tutta - e mi spiace fare il guastafeste - a me pare un testo un tantino vittimistico e compiaciuto ("sono un uomo abbandonato dai suoi sogni", "nessuno ti vuole quando sei un perdente", "per ogni lavoro un sacco di uomini, uomini che nessuno vuole").

    Meglio, allora, sledgehammer, con le sue golose allusioni erotiche ("open up your fruitcage yes I will be your honeybee"), canzonetta leggera leggera, spudoratamente scritta per far dimenare le chiappe alla gente.

    RispondiElimina

Poll

Powered by Blogger.

Popular Posts

Followers

Blog Archive

Subscribe

Labels

Random Post