Ferrara: quando la mistificazione è un'arte

Nella puntata del 20 marzo di "Parliamo con l'Elefante" Giuliano Ferrara ha discettato delle assurdità pronunciate dal papa sulla questione dell'uso del preservativo in Africa. Lo ha fatto da par suo, facendo sforzi sovrumani per allinearsi alla demenziale "tesi" pontificia, secondo cui non solo il preservativo non aiuta ad arginare la trasmissione della malattia, ma peggiora le cose. Tra i suoi ospiti lo statistico Roberto Volpi, che espone il risultato di una sua ricerca sull'incidenza del contagio dell'AIDS in Italia. Secondo le sue rilevazioni, nelle regioni in cui si fa più sesso protetto (Lazio, Lombardia, Emilia - o Toscana, a seconda delle statistiche impiegate) si riscontra un numero di persone infette di sei volte superiore rispetto a quelle del Meridione. Un "argomento" che comprensibilmente eccita Ferrara, vogliosissimo di fornire un accreditamento scientifico a "les folies vaticaines". Da un punto di vista statistico, sostiene Volpi, X (numero dei malati di AIDS) e Y (n. rapporti sessuali protetti) sono variabili "correlate". Dissonanza. Ruminare. Ricordo, certo, che una cosa è la correlazione e altra cosa è il nesso causale; è ovvio, peraltro, visto chi conduce la trasmissione, che si stia tentando di confondere l'una cosa con l'altra. Ma non mi basta. Così faccio qualche ricerca, e, grazie alla preziosa imbeccata che mi viene da questo blog, trovo la soluzione che mi permette di ritrovare la pace. Quella su cui Ferrara specula viene definita in statistica una "correlazione indiretta" (altra cosa è la "correlazione spuria", per cui vedi qui): prendiamo una statistica in cui X = longevità; Y = frequenza igiene orale; Z = stile di vita sano (niente fumo, niente alcol, niente stress, attività fisica...). Dato che esiste una correlazione tra Y e X, si può concludere che chi si lava i denti tre volte al giorno vive più a lungo. In realtà Z è causa di X, mentre Y è semplicemente una condizione riscontrabile frequentemente in coloro che praticano Z. Per tornare allo strano caso dello statistico Volpi, è certamente lo stile di vita più "libertino" riscontrabile a Nord (la nostra Z) a causare tanto un maggior numero di infezioni per AIDS (la nostra X) quanto un maggior uso di condom (la nostra Y). Avrei preferito che Ferrara avesse detto: "per combattere la piaga, bisogna seguire i consigli del papa, ed imporre agli Africani la castità". Invece, lui preferisce ingannare deliberatamente il suo pubblico.

Questo post è stato pubblicato il 25 marzo 2009 in . Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

3 Responses to “Ferrara: quando la mistificazione è un'arte”

  1. "si riscontra un numero di persone infette di sei volte superiore rispetto a quelle del Meridione"

    ha almeno diviso il numero di persone infette per il numero di abitanti sessualmente attivi?

    ma in ogni caso la manipolazione più grossa che cercano di far passare è che chi si è scandalizzato per la minchiata papale sostenga che io preservativo sia l'unica e sola strategia da usare contro l'hiv

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  2. Non solo: se vivi in una zona con un maggiore rischio di contagio farai più uso del preservativo (o almeno si spera).

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  3. Perfettamente d'accordo con la chiosa finale: allo stesso modo, preferisco Ratzy, che dice cose che non condivido mettendo il "credo" davanti al "penso", a gente come Bagnasco (o Ferrara...), che cerca poi di convincermi della bontà delle tesi suffragate dal "credo"... o del fatto che, se non sono d'accordo, è un problema mio e del mio (errato, ovviamente!!!) sistema di valori.
    E' un po' una questione di onestà, in fondo...

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