Non sappiamo più cosa fare

Anche se si tratta di un testo lunghetto, vi prego di leggerlo: vi sarà utile per comprendere a quale livello siano giunte la totale assenza di democrazia e l'indecente disinformazione che vigono in questo paese. Va da sé che non solo condivido quanto state per leggere, ma faccio parte anch'io di quelli che, davvero, non sanno più cosa fare. Saluti.

Per la 43esima volta in dieci anni, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha accolto le denunce radicali nei confronti della RAI-TV per violazioni degli obblighi di legge, di norme, indirizzi, contratti di servizio della Concessionaria di servizio pubblico. Anche in quest'ultimo caso, a causa di fatti di inaudita gravità: la cancellazione, dal 14 aprile 2008 ad oggi, delle lotte e delle iniziative radicali dalle principali trasmissioni di approfondimento Rai (Ballarò, Annozero, Porta a Porta). Si tratta, peraltro, della medesima condotta di programmi come "In 1/2 ora", "Che tempo che fa", degli stessi telegiornali. Abbiamo, nel corso di questi dieci anni, redatto corposi e dettagliati dossier: documentano in modo ineccepibile e incontestato come il movimento radicale sia stato pressoché azzerato, escluso dall’informazione e dall’approfondimento politico, gli sia stato impedito di poter essere conosciuto e valutato dall’opinione pubblica. Sino ad oggi la Concessionaria, in quanto tale, nonostante le nostre formali sollecitazioni e diffide non ha ritenuto di dover adottare provvedimenti che affrontassero e risolvessero in maniera complessiva la gravissima situazione determinatasi, rispetto alla quale le stesse pronunce dell'Autorità si sono mostrate inefficaci. Come al solito, quando questa situazione viene riconosciuta e ammessa, c’è chi crede di poter risolvere il problema con soluzioni di “regime”: per esempio con “frattaglie” di singoli e sporadici inviti a trasmissioni; partecipazioni che non hanno alcun rapporto con la situazione di patente, continuata, ultradecennale, opera di grave disinformazione, antidemocratica e anticostituzionale, dell'opinione pubblica, dei cittadini italiani. Lo scempio di informazione e di conoscenza prosegue, anzi deliberatamente e pervicacemente persiste con un comportamento oggettivamente illegale e fuorilegge: sono sospese le garanzie fondamentali di legge, e, quel che è più grave, non si coglie alcun segnale che questa grave e patente violazione dei diritti fondamentali del cittadino a conoscere, sia riparata e risarcita. Inoltre, da undici mesi viene impedito, attraverso l’interruzione dell’attività e delle funzioni della Commissione Parlamentare di Vigilanza, persino il diritto dei partiti alle Tribune politiche, nonché gli spazi di accesso “garantiti” ai soggetti del pluralismo sociale. Per non parlare della totale assenza di indirizzo e controllo del servizio pubblico. Siamo alla beffa: a fronte del tentativo – finora pienamente riuscito – della maggioranza del Parlamento di proseguire in questa opera di “sovversione” dell’ordine democratico, vengono “premiati” i parlamentari che hanno reso possibile la completa elusione di quelli che sono stati riconosciuti dal Presidente della Repubblica, coerentemente alla giurisprudenza della Corte costituzionale, come “doveri costituzionali inderogabili”. Si tratta di una situazione senza precedenti, che non sarebbe accettabile in nessuna democrazia. Contro questa situazione di inaudita illegalità costituzionale, noi Radicali abbiamo fatto di tutto: scioperi della fame e della sete, occupazione di luoghi istituzionali, iniziative giudiziarie. Nessun altro lo ha segnalato e denunciato. C'è ora una sola, urgente e precisa, necessità: riparare, sia pure in minima misura, il malfatto, i gravissimi danni inferti al gioco democratico, la ferita e lo sfregio alla legalità dell'informazione, a diritti umani e civili fondamentali. Riteniamo fondamentale, innanzitutto, che a tutte le forze politiche ed ai cittadini sia restituito quanto dovuto per legge e sino ad oggi negato ed espropriato. E’ dunque necessario e urgente che la Concessionaria del servizio pubblico organizzi tribune compensative di quelle che sarebbero dovute essere trasmesse nel periodo non elettorale successivo alle ultime elezioni politiche. A fronte, invece, del danno specifico inferto al movimento Radicale in tutte le sue articolazioni, così come peraltro accertato e riconosciuto per la 43esima volta dall’Autorità Garante, occorre che siano individuate con la massima urgenza le condizioni e le modalità per restituire ai cittadini l’informazione per lunghissimo tempo negata da tutte e tre le emittenti della Rai. Si tratta dunque di predisporre, per l’immediato e per il prossimo futuro, trasmissioni che per temi trattati, per ordine di grandezza di ascolto e autorevolezza, siano proporzionate al danno subito. Per questo chiediamo che d'estrema urgenza, nelle prossime ore, ufficialmente, vi siano incontri di lavoro con i destinatari di questa lettera. Ci chiediamo, infine, come si possa interrompere la flagranza e il proseguire di questo gravissimo attentato ai diritti civili e politici dei cittadini. Non sappiamo letteralmente più cosa fare, ma certamente sappiamo che si deve tentare di tutto per superare questa situazione. Da parte nostra annunciamo fin da ora che metteremo in cantiere tutte le iniziative politiche a nostra disposizione per il ripristino della legalità violata, e per la tutela dei nostri indiscutibili diritti, di radicali e di cittadini, calpestati.
Marco Pannella, Antonella Casu, Marco Cappato, Sergio D’Elia, Emma Bonino, Donatella Poretti, Marco Perduca, Rita Bernardini, Maria Antonietta Farina Coscioni, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Matteo Mecacci, Elisabetta Zamparutti: - Al Presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - Al Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI-TV - Al Presidente ed al Direttore Generale della RAI-TV - Al Presidente della Repubblica - Al Presidenti delle Camere

Questo post è stato pubblicato il 15 marzo 2009 in ,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

One Response to “Non sappiamo più cosa fare”

  1. Chissà perché la cosa non mi stupisce affatto...
    Oramai c'è un divario sconcertante tra quelle che sono le decisioni delle autorità garanti, delle magistrature e dei vari organi terzi e loro fattiva attuazione.

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