Ipocrisia terminale

La dottoressa Claudia Navarini, docente presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, su Zenit:

«Non dispongo personalmente di dati relativi alle ultime fasi assistenziali di Giovanni Paolo II. Quel che è certo, è che il grande pontefice si è sempre espresso con estrema chiarezza sia sull’eutanasia che sul suicidio, e che un eventuale rifiuto di alcuni trattamenti possono avere avuto unicamente il senso sopra descritto. Diverso sarebbe il caso di una persona che avesse ripetutamente rivendicato il diritto di morire e l’ammissibilità dell’eutanasia volontaria, come è accaduto per Piergiorgio Welby, di cui non possiamo conoscere il pensiero e il cuore in prossimità della morte, ma la cui vicenda è stata troppo spesso paragonata in questi mesi a quella, completamente differente, del defunto pontefice».

Hai capito, Piero? Stanno dicendo che se te ne fossi stato zitto e buono, invece di armare tutto quel casino, ti avrebbero staccato il respiratore senza fare tante polemiche, e magari dopo ti avrebbero pure fatto un bel funerale. Invece tu niente, testardo che non eri altro, a insistere con quella storia della battaglia politica, della tutela dei diritti, a gridare ai quattro venti che oltre a te ce n’erano altri, di cui nessuno si occupava perché avevano una voce ancora più debole della tua; lo vedi, poi, com’è andata a finire? Adesso spunta fuori ‘sto Nuvoli, che se tu non gli avessi preparato la strada magari adesso neanche se ne renderebbe conto, che qualche diritto ce l’ha pure lui; e invece hanno dovuto comprargli il sintetizzatore, lasciarlo parlare, e ora si è messo in testa che vuole smettere di soffrire, che quello è un suo diritto, e stai a vedere che dopo di lui ne viene fuori un altro, poi un altro, e poi un altro ancora, e di questo passo va a finire che quelli devono perdere tempo a scrivere una legge apposta, con tutti i problemi che ci sono, per quattro malati che fino a l’altroieri nessuno sapeva manco che esistessero.
Possibile che tu non te ne renda conto? Staccare il respiratore, quello te l’avrebbero pure passato.
Quello che non ti perdoneranno mai è che non sei stato capace di morire facendoti i cazzi tuoi.

Questo post è stato pubblicato il 21 maggio 2007 in ,,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

6 Responses to “Ipocrisia terminale”

  1. Il bello è che alternativamente si contesta a Welby di essersi esposto troppo o ai radicali di aver 'sfruttat' la situazione... La realtà è che senza grancassa mediatica forse Welby ora sarebbe ancora vivo...nonostante la sua volontà, questa è l'unica certezza....

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  2. hanno sempre omesso che Welby era cattolico

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  3. Certa gente non ha proprio un briciolo di senso della vergogna

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  4. @inyqua-> temo che la verità sia esattamente l'opposto: se Piero non avesse intrapreso la sua battaglia, sarebbe tiuscito ad andarsene molto prima, coperto dal silenzio...

    @1ps-> omettono spesso e volentieri...

    @leilani-> terrorista!

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  5. La moglie di Welby è cresciuta in una famiglia cattolica, ma questo non fa la differenza. Ha ragione Inyqua: probabilmente, senza il tam tam mediatico, a quest'ora sarebbe ancora "vivo".

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  6. Continuo a sostenere il contrario, purtroppo.

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