E' la somma che fa il totale

In alcuni dei post precedenti mi sono occupato dell'otto per mille: in estrema sintesi, vi ho segnalato che la Chiesa Cattolica, in virtù del perverso meccanismo che caratterizza questo strumento, percepisce più del 50% dei fondi da persone che non sono consapevoli di darglieli, che impiega quei quattrini in modo molto difforme da quanto si sforza di far credere agli italiani, che una buona metà dei quattro soldi che i cittadini destinano allo Stato nonostante la sua totale inerzia nel chiederli viene nuovamente girata alla Chiesa in forma più o meno trasparente.

Oggi vorrei aggiungere a questo mosaico, già di per sé piuttosto significativo, un altro tassello, e quindi tirare due somme, ché quando si parla di soldi quantificare è sempre un'operazione utile.
Il capitolo del giorno si chiama "ora di religione", e nasconde anch'esso, come l'otto per mille, una lunga serie di singolari anomalie.
Tanto per cominciare, gli insegnanti vengono insindacabilmente scelti dalla Curia, senza che lo Stato possa minimamente pronunciarsi sui nominativi indicati; peccato, però, che è lo Stato a dover pagare i loro stipendi, trovandosi quindi nella curiosa condizione di dover mettere a libro paga delle persone che non ha mai neppure visto in faccia.
In secondo luogo, dal 2003 gli insegnanti di religione sono entrati in ruolo, e quindi che lo Stato è obbligato ad assumere direttamente (bypassando tutti i concorsi del caso) quanti tra loro dovessero (ancora una volta, insindacabilmente) diventare sgraditi alla Curia.
Infine, qualche numero: gli insegnanti di religione, secondo le stime più accreditate, costano allo Stato (che, si ripete, non ha avuto neanche la soddisfazione di sceglierseli) circa un miliardo di euro l'anno.
Ciò detto, iniziamo ad addizionare, ché di materiale ne abbiamo messo insieme abbastanza: la Chiesa incassa circa un miliardo di euro l'anno, come abbiamo appena detto, per gli stipendi degli insegnanti di religione, altri novecentonovanta milioni dall'otto per mille, e un'altra decina di milioni (spiccioli, direte voi, ma è la somma che fa il totale, come diceva Totò) quale grazioso cadeau concessole dallo Stato prelevandolo direttamente dall'otto per mille che gli spetterebbe.
In tutto, l'avrete notato, fanno un paio di miliardi tondi tondi.
Mentre mi domando quante abitazioni di terremotati si potrebbero ricostruire, quanti disoccupati si potrebbero sostenere, quante case popolari si potrebbero realizzare, con due miliardi di euro l'anno l'anno, e nel ricordarvi en passant che la spesa per gli insegnanti di religione è stata una delle pochissime a non essere toccata dai tagli della riforma Gelmini, vi segnalo sin d'ora che il conteggio non è finito qua.
Prossimamente mi premurerò di spiegarvi qualche altra stranezza, come le esenzioni fiscali di cui la Chiesa Cattolica può inspiegabilmente godere pur esercitando attività commerciali a tutti gli effetti, ed altre simpatiche cosucce che incrementeranno il nostro totale.
Segnatevi l'importo a cui siamo arrivati, e a risentirci.

Questo post è stato pubblicato il 24 aprile 2009 in ,,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

One Response to “E' la somma che fa il totale”

  1. Caro Metil, c'è un'altra cosa da dire sugli insegnanti di religione: a volte non hanno nemmeno nessun titolo per insegnare se non l'esperienza al catechismo. Conosco personalmente insegnanti di religione che sono diplomati in ragioneria e laureati in lingue straniere, senza aver sostenuto neppure un esame di pedagogia (senza poi parlare della ex SSIS ora abrogata).

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