Il sangue dei froci

A quanto pare il Policlinico di Milano, nei giorni scorsi, ha rifiutato la donazione di sangue da parte di un omosessuale.

Adesso mi piacerebbe che tutti i gay d'Italia si presentassero a L'Aquila a chiedere di dare il loro sangue ai feriti del terremoto.
Come si dice, tanto per marcare una differenza.
Tutto qua.

Questo post è stato pubblicato il 06 aprile 2009 in ,,. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

12 Responses to “Il sangue dei froci”

  1. come se i "normali" potessero essere dei soggetti meno a rischio dei "froci"...
    più ci penso e più lo trovo assurdo!
    no, davvero, non so che altro dire!
    assurdo!

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  2. Stamattina, andando in ufficio, pensavo che, se avessi pesato più di 50 kg, sarei andata al primo ospedale vicino a casa mia per donare il sangue. Sono sicura che anche la mia compagna lo farebbe se potesse, così come sono sicura che tanti omosessuali lo faranno, dimostrando a quelle dottoresse che avevano torto. Noblesse oblige.

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  3. AIUTO ARRIVANO I FROCI.

    Roma, 18:16

    TERREMOTO: SACCONI (dopo aver letto il post di Metil), BISOGNO SANGUE AMPIAMENTE COPERTO
    Sono bastate poche ore, una gara di solidarieta' da record, per colmare tutte le necessita' aggiuntive di sangue dopo il drammatico terremoto che ha colpito l'Abruzzo. "Il bisogno di sangue - ha spiegato il ministro del Lavoro e della Salute, Maurizio Sacconi, al termine di una riunione dell'unita' di crisi al ministero - e' ampiamente coperto". L'appello ai cittadini, a questo punto, e' "non di rinunciare ma di rallentare la donazione del sangue, per evitare intasamenti. Nei centri di raccolta si registra una solidarieta' generosa che puo' rallentare anche se il bisogno di sangue rimane sempre" (omosessuali esclusi, ovviamente).


    Laura

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  4. anni fa volevo donare il sangue perché il fratello di un collega ne aveva bisogno. ma il collega, che mi sapeva omosessuale, mi ringraziò ma mi disse che l'ospedale non avrebbe accettato il mio sangue. però mi è sempre rimasto uno sgradevole dubbio...

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  5. per il secondo anonimo.
    secondo me il tuo commento è esagerato...
    L'intento di Sacconi è solo quello di garantire un servizio efficiente.
    Il sangue prima di arrivare ai riceventi deve passare per una lunga serie di analisi per garantire che non sia infetto di una qualsiasi malattia.
    Questi esami richiedono del tempo...
    Affrettarsi a donare il sangue intaserebbe solamente i centri... poichè non si riuscirebbero ad analizzare tutte le donazioni ricevute!
    E poi Sacconi parlava "non di rinunciare ma di rallentare la donazione del sangue, per evitare intasamenti." l'hai incollato te!

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  6. Guardate che mio cuggino mi ha detto che uno che conosceva lui ci hanno iniettato il sangue di un gay e dopo sentiva strane tentazioni, eh!


    (Mi sa che fra un po' sentiremo anche questa!)

    IDIC2

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  7. Io sono iscritto all'Avis, epurtroppo sono venuto a sapere (avrei potuto saperlo subito se avessi letto con maggiore attenzione) che gli omosessuali non possono donare sangue.
    A prescindere dalla loro vita sessuale,a prescindere da tutto.

    che merda.

    samuele

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  8. non è vero che gli omosessuali hanno statisticamente rapporti occasionali e promiscui più frequentemente degli eterosessuali? (dall'osservazione empirica a me pare di sì. pare.)

    e se invece è vero, come fare a escludere e contemporaneamente non offendere il potenziale donatore gay?

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  9. "analizzando il sangue"

    quindi il discorso è:
    il bene rappresentato dal non offendere i gay vince sulla bilancia nei cfr. del bene rappresentato dall'applicare un filtro iniziale selezionatore e cioè perdere meno tempo/soldi. al colloquio non vi saranno più domande riguardanti la vita privata (nemmeno per ex eroinomani - in questa sede accostati ai gay solo per incidenza rischi - che magari stavano attentissimi con i loro aghi) perché poi si analizzerà il sangue.

    mi pare ragionevole. visto anche che, mi pare di capire, il sangue lo analizzano comunque.

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  10. Anonimo, non diciamo fesserie. Nella donazione non si può escludere un gruppo "statisticamente" più a rischio, anche ammesso che per gli omosessuali valga questa definizione. Il questionario si fa apposta per questo, per valutare caso per caso. Altrimenti potremmo stabilire che gli adolescenti sono statisticamente più a rischio degli adulti o che i single sono più a rischio degli sposati e tirar via a piacimento pezzi di popolazione dall'elenco dei donatori.

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  11. sì ho detto una fesseria, il vero filtro deve essere il colloquio.

    perché non scriviamo tutti a

    donailsangue@policlinico.mi.it

    chiedendo conferma che a priori i gay siano esclusi da donazione? (ma anche le donne gay?)

    http://www.policlinico.mi.it/eventi/archivio/salute2003/donazioni.htm

    ora lo faccio e se rispondono (se) posto nei commenti

    l'anonimo fesso di prima

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