Heaven on their minds

Il cattolico, teoricamente, è una persona felice. Di buon umore, solare, disponibile. Dopotutto, parliamo di una persona convinta che ci sia un Dio onnipotente che la ama e l'ascolta, che ci sia un motivo perfettamente valido per ogni cosa sgradevole che le succede, e che dopo la morte ci sia una vita infinita di felicità perfetta e completo relax, a meno di aver fatto cose orribili tipo uccidere una persona o dimenticarsi di santificare le feste*. Almeno in teoria, essere consapevoli di una cosa del genere dovrebbe tenere costantemente allegri e far passare in secondo piano qualunque disavventura, incidente domestico, due di picche o sentenza della Consulta il demonio decidesse di mandarci contro. Ciò nonostante, un gran numero di cattolici dà evidenti segni di infelicità. I motivi sono molteplici, e sono in tutto simili a quelli che rendono infelici le persone normali (insuccesso, malattia, divorzio, matrimonio, canditi). Nel cattolico, l'infelicità si manifesta con comportamenti apparentemente insensati, tipo commentare compulsivamente sui blog degli atei, mandare lettere al Foglio o essere d'accordo con Luca Volontè**. Ad accomunare queste perversioni, tipicamente, è il messaggio di fondo: SIAMO TUTTI FRATELLI, AMIAMOCI E no, ok, scherzavo: BRUCERETE TUTTI ALL'INFERNO. Questo è un pensiero che un numero sempre crescente di cattolici non riesce a togliersi dalla mente. Come si può godere adeguatamente dell'infinito amore di Dio onnipotente quando c'è gente che apre cappelle laiche negli ospedali? Bisogna mandargli una lettera affinché sappiano che il Signore nel suo amore infinito li condannerà alla dannazione eterna (e magari mandarla per conoscenza anche al Foglio). Il cattolico infelice è contagioso. Sente comunque il bisogno di comunicare la buona novella agli altri, ma la sua novella non è esattamente buona. Fiamme eterne, sofferenza, lettere al Foglio (ci sono sempre). Esempio, la chiusa di questo post: "...e per riflettere puoi scaricare: Sarai crocifisso" (trovato da A Day in the Life). "Per riflettere"? "Sarai crocifisso"? Puntini di sospensione a inizio frase? Voi state male. * A proposito, ma voi le avete mai santificate le feste? Voglio dire, come si santifica una festa di preciso? ** Questo Alessandro una volta l'ha fatto, me lo ricordo. Alessandro, stai attento, è così che comincia.

Questo post è stato pubblicato il 05 aprile 2009 in . Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. o se vuoi lasciare un commnento.

3 Responses to “Heaven on their minds”

  1. Grazie di aver segnalato l'iniziativa: che bella cosa! Ti ho usato spudoratamente per parlarne da me.

    Per quanto riguarda il "santificare le feste": l'idea e' che alcuni periodi dell'anno sono per riflettere su/ringraziare Dio. In realta' questo dovrebbe essere valido sempre, ma ogni tanto lo e' di piu' (cosa che capita anche nei rapporti umani: tu ami sempre tuo marito, ma il giorno del suo compleanno gli fai un regalo). Comunque, in questi giorni "di piu'", vai in chiesa/sinagoga/tempio e con i tuoi correligionari fai festa, canti canzoni, fai delle cose che simboleggiano qualcosa a proposito del vostro rapporto con Dio.

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  2. Tattica.
    Bieca tattica cattolica.
    Quella di scatenare le LEGIONI DEL MALE, ad esempio, sulle battaglie per i diritti civili e poi, dopo un doveroso passaggio nel confessionale, avvalersene loro pure.
    Raffinata strategia delle anime cattoliche che possono godere, grazie alla soldataglia atea e, senza colpo ferire (sic), di una migliore vita terrena, in attesa del Paradiso.
    "Heaven on their minds": quanto è vero!
    Marilena

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  3. Grazie RdM, era una cosa che non avevo mai afferrato del tutto :D

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